La giuria di Cannes 71, composta da Chang Chen, Ava DuVernay, Robert Guediguian, Khadja Nin, Léa Seydoux, Kristen Stewart, Denis Villeneuve, Andrey Zvyagintsev e presieduta da Cate Blanchett, ha annunciato ieri tutti i vincitori di questa edizione. Lo scorso anno, la giuria presieduta da Pedro Almodovar che vedeva anche Paolo Sorrentino tra i suoi membri, aveva premiato con la Palma d’Oro lo svedese The Square di Ruben Östlund; per le migliori interpretazioni maschile e femminile rispettivamente Joaquin Phoenix e Diane Kruger; come migliore regista Sofia Coppola con L’Inganno; premio della giuria a Loveless di Zviaguintsev; Gran Prix a 120 Battiti al Minuto.
Questo Cannes 71 è stato caratterizzato già dal principio da diverse polemiche: prima quelle riguardanti Netflix ed il Festival, poi quelle legate alle nuove norme introdotte sulla croisette e, per finire, tutta la vicenda giudiziaria dell’ultimo film di Terry Gilliam,. Il tutto però non ha inficiato su un’edizione dalla qualità molto elevata, segnata anche dai film Fuori Concorso con l’arrivo dell’ormai leggendario The Man Who Killed Don Quixote, il ritorno della “Persona non gradita” Lars Von Trier e lo spin-off Solo: A Star Wars Story.

Ecco tutti i vincitori di questo Cannes 71:
Palma d’Oro
Kore-Eda Hirokazu, Shoplifters
Gran Premio della Giuria
Spike Lee, BlacKKKlansman
Premio della Giuria
Nadine Labaki, Capharnaum
Palma d’Oro Speciale
Jean-Luc Godard, The Book of Images
Miglior Attore
Marcello Fonte, Dogman
Miglior Regista
Pawel Pawlikowski, Cold War
Miglior Sceneggiatura
TIE
Alice Rohrwacher, Lazzaro Felice
Nader Saeivar, 3 Faces
Migliore Attrice
Samal Yeslyamova, My Little One
Caméra d’Or
Girl, dir: Lukas Dhont
Palma al Miglior Cortometraggio
All These Creatures, dir: Charles Williams
Special Mention: On The Border, dir: Wei Shujun
Due quindi i premi italiani di questa edizione, ovviamente stiamo parlando del riconoscimento dato ad Alice Rohrwacher con Lazzaro Felice e quello alla miglior interpretazione a Marcello Fonte per il Dogman di Matteo Garrone. Ancora più importante è che queste due opere sono state tra le più acclamate di tutti i dieci giorni di rassegna. Non può che far piacere vedere poi premiato un maestro assoluto come Kore-Eda.
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