Bong Joon-ho: “Il cinema deve dare risposte alle questioni centrali della società”

Bong Joon-ho è sulla cresta dell’onda da quando il suo Parasite ha segnato uno spartiacque nella storia del cinema sud-coreano e nella storia dei Premi Oscar. Il regista è recentemente intervenuto in una masterclass del Chapman’s Dodge College e ha lanciato un appello contro l’odio anti-asiatico diffuso negli Stati Uniti, odio che ha avuto come esito recente le sparatorie in tre centri benessere di Atlanta che hanno causato la morte di 8 persone, sei di queste di origine asiatica. Il regista ha così dichiarato:

Cercate di usare il vostro intuito per ritrarre i problemi che si agitano sotto la superficie delle città e che minacciano di esplodere. Io vivo lontano, in Corea, e guardo le cose dalla prospettiva di un osservatore esterno, ma come parte integrante del genere umano, come individuo, sono seriamente preoccupato a causa dei continui crimini d’odio commessi ai danni di persone asiatiche e dei membri del movimento Black Lives Matter.
Perciò penso a quello che può fare l’industria del cinema in questi momenti. Creare un film richiede tempo e denaro, è una macchina grossa, quindi non può avere reazioni immediate a problemi tanto attuali. […]
In quanto creatori e artisti, bisogna arrivare all’essenza e alle questioni centrali nella nostra società attraverso l’esperienza e cercare di rispondere a quelle domande attraverso il vostro lavoro.”

Bong Joon-ho con in mano due OscarBong Joon-ho, che in ogni suo film ha portato avanti quanto da lui affermato, ha raccontato, pochi mesi fa, di essere al lavoro su due sceneggiature, una per un film girato in Corea del Sud e una per un film girato fra Gran Bretagna e Stati Uniti:

“Mi sembra di dividere il mio cervello a metà, a destra e a sinistra, scrivendo questi due script. Ma ne ho finito uno la scorsa settimana. Il film coreano è ambientato a Seoul e ha elementi di horror e azione. È difficile definire il genere dei miei film. Il progetto inglese invece è un film drammatico basato su un fatto realmente accaduto nel 2016. Ovviamente non lo saprò finché non avrò finito la sceneggiatura, ma deve essere ambientato per metà nel Regno Unito e per metà negli Stati Uniti.”

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