Bernardo Bertolucci: “Ridley Scott dovrebbe vergognarsi per aver licenziato Kevin Spacey”

Intervenuto al Bif&St per la prima della versione restaurata di Ultimo Tango a Parigi, Bernardo Bertolucci si è apertamente schierato con Kevin Spacey e con la causa #MeToo.

Un’interminabile standing ovation ha accolto il premio Oscar Bernardo Bertolucci al suo ingresso nel gremito Teatro Petruzzelli di Bari, dove si sarebbe tenuta la Master Class del regista prevista dal programma del Bif&St (Bari International Film Festival).

Bernando Bertolucci, invitato a presiedere all’anteprima internazionale della versione restaurata di Ultimo Tango a Parigi, a cura del Centro Sperimentale di Cinematografia – con la consulenza di Vittorio Storaro per la fotografia e di Federico Savina per il suono – ha colto l’occasione per ripercorrere le controverse vicende che accompagnarono l’uscita della pellicola:

“Io, il produttore Alberto Grimaldi e Marlon Brando fummo condannati a due mesi di carcere, che poi non facemmo perché eravamo incensurati. Ma qualche tempo dopo, andando a richiedere il certificato elettorale all’anagrafe, scoprii che tra le pene accessorie c’era anche la sospensione per cinque anni dei diritti civili e che quindi non potevo votare. Questo mi ferì profondamente”.

Bertolucci

Bernando Bertolucci ha inoltre raccontato al pubblico del Bif&St le circostanze nelle quali propose a Marlon Brando il ruolo da protagonista e l’argomento ha poi costituito il pretesto per una digressione sul rapporto che il regista ha con il suo cast:

“Io devo poter amare qualcuno per potergli andare vicino con la macchina da presa e voglio che, durante le riprese, gli attori partecipino al processo di creatività. Sia nel caso degli attori che delle attrici”

E ancora:

“Capisco subito se vanno bene per me, devono avere in loro quell’aura di mistero e di segreto con i quali poi saranno in grado di dare corpo ai personaggi che sono sulla pagina scritta. Anche per questo non ho mai accettato imposizioni da parte dei produttori sulla scelta del cast, com’è accaduto a Ridley Scott quando ha acconsentito a eliminare le scene di Tutti i soldi del mondo nelle quali recitava Kevin Spacey. “

L’attenzione del maestro si è spostata di scandalo in scandalo e si è dimostrato molto turbato dal trattamento riservato a Kevin Spacey, licenziato in tronco dalla serie House of Cards e poi sostituito con Christopher Plummer nel film Tutti i soldi del Mondo rendendo necessari dei reshoot per le scene già girate.

“Quando l’ho saputo” – ha detto il regista – “ho mandato un messaggio al montatore Pietro Scalia perché riferisse a Scott che si doveva vergognare. E subito dopo mi è venuta la voglia di fare un film con Kevin Spacey!”

Bertolucci

Bernardo Bertolucci paragona il caso Spacey a quello del suo protagonista, Marlon Brando, ricordando che la Paramount lo aveva rifiutato definendolo “un attore finito”.

“Alla Paramount mi dissero che non valeva più nulla, perché era un attore finito. Io li salutai e mi rivolsi alla United Artist che lo accettò come protagonista. Brando era sparito dalle scene, ma aveva girato Il Padrino, che però non era ancora uscito.”

Il regista, in conclusione ha effettuato un secondo audace paragone: quello tra i movimenti del ’68 e il movimento #MeToo, nei confronti del quale ha espresso completa solidarietà. 

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