Ash Williams è il re del cinema splatter

Da The Evil Dead a Ash vs Evil Dead: l’ultima puntata della serie chiude anche il percorso di Ash Williams, il personaggio iconico ideato da Sam Raimi. 

Ashley J. Williams è senza alcun dubbio il re del cinema splatter, ma anche uno dei personaggi più iconici della storia del cinema. È dal 1981 che Bruce Campbell interpreta la sintesi perfetta di anti-eroe: un completo “idiota” (per sua stessa definizione) che si ritrova improvvisamente investito della responsabilità di combattere un male arcaico ed inestirpabile. La prima preoccupazione di Ash non è certo quella di distruggere orribili Demoni Kandariani ma, principalmente per sua negligenza, si ritrova costantemente legato a queste entità maligne.

A questo proposito, la prima puntata della serie Ash vs Evil Dead è decisamente la descrizione più eloquente che il personaggio possieda: la storia si apre con Ash che continua il suo lavoro di commesso in un supermarket (come mostrato nel finale de L’armata delle Tenebre) e vive in una roulotte. Un giorno rimorchia una donna ad un pub grazie a dei racconti fantasiosi sul proprio moncherino e, nel mezzo dell’intrattenimento sessuale, vede le fattezze purulente di un demone sovrapposte al viso di lei. È in quel momento che il cielo si increspa e Ash realizza che durante un marijuana-party aveva letto le parole del Necronomicon Ex-Mortis, risvegliando i demoni ancora una volta.

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Il Necronomicon

L’eterno rapporto tra Ash e il Male funziona così: un gioco di continui incontri e risvegli, nel quale la morte è sempre posticipata. In fin dei conti la stessa dinamica che intercorre tra la saga di Evil Dead e i suoi fan che dopo un cortometraggio prequel (Within the Woods), una trilogia (The Evil Dead, Evil Dead 2 e L’Armata delle Tenebre) e un remake pseudo-sequel (Evil Dead, 2013), sono stati ancora gratificati con una splendida serie Tv. Proprio per questo alone di immortalità che avvolge Ash e tutto il franchise di Sam Raimi, a nessuno sembra reale che ieri si sia conclusa la terza stagione di Ash vs Evil Dead. Starz infatti non ha finanziato il prosieguo della serie e Bruce Campbell si è forse separato per sempre dal suo più celebre ruolo:”È arrivato il momento. Ho seguito Ash dagli anni della sua formazione, passando attraverso la sua crisi di mezza età e il declino. Che emozione! Che privilegio!”.

(Allerta spoiler in questo paragrafo) È ancora più difficile accettare un addio definitivo dal momento che l’ultima puntata si chiude con il classico stravolgimento grottesco a cui ci ha abituato Raimi, uno dei pochissimi che ha sfruttato in maniera brillante le potenzialità comiche del deus ex machina. Insomma una conclusione che non conclude, ma rilancia le infinite potenzialità narrative di questo percorso allucinato e divertentissimo, omaggiando il finale director’s cut de L’Armata delle Tenebre. Quello in cui Ash prende troppe gocce del siero fornitogli da alchimisti medioevali e si risveglia in un futuro post-apocalittico urlando:”Ho dormito troppo tempo!”. Sarebbe troppo crudele negare al mondo la visione epica di una possessione demoniaca sul corpo di un androide, per cui siamo legittimati a covare silenziosamente la speranza di un rinnovo proveniente da altre società di produzione.

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Ash in L’Armata delle Tenebre

In ogni caso, tralasciando gli obblighi economici di un film/serie, Ash Williams non può morire perché, come ha dichiarato Bruce Campbell, “Ash non è una persona, ma un concetto”. Ash è un archetipo e come tale è trattato anche nel corso della saga: egli non è soggetto al decadimento fisico e gestisce con scioltezza qualsiasi epoca, che sia il medioevo, il presente o un ipotetico futuro lontano. Il suo Boomstick (il fucile a doppia canna) spara più proiettili di quanti ne possa contenere; la sua Oldsmobile Delta 88 è sopravvissuta a svariate distruzioni; la sua motosega non ha bisogno di benzina per funzionare; la sua mano sostitutiva risponde a leggi della robotica sconosciute all’uomo. Inoltre Ash, in aggiunta al dono dell’ubiquità (i suoi alter-ego maligni sono un topos della saga), dimostra anche di essere dotato di una sorta di onniscienza: nonostante Evil Dead 2 sia più un remake che un sequel, nel film Ash mostra delle conoscenze provenienti dal primo capitolo (tra cui la posizione della motosega), come se i due horror fossero legati e fusi in un unico ammasso di eventi.

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Ash vs Evil Dead

Il franchise di Evil Dead è il regno del possibile. Sam Raimi e l’amico Bruce Campbell hanno messo in piedi una commedia horror unica nel suo genere. La saga fa parte del filone splatter anni ’80, quello successivo al cinema di registi come Romero, Craven, Bava, Fulci, Hooper e precedente al cosiddetto Torture Porn a cui appartengono film come Saw di James Wan o Hostel di Eli Roth (anni 2000). Se con il Torture Porn si passa ad una ossessione per la violenza fisica decisamente priva di sfumature comiche, Raimi nei suoi film si diverte ancora a comporre sequenze eccessive ed esilaranti, con degli effetti speciali manuali che spesso si rivelano dei veri e propri prodigi dell’artigianato. Del resto diversi grandi registi si sono fatti notare grazie all’abilità tecnica che il genere splatter permette di esibire; tra i più noti Peter Jackson che lanciò la sua carriera con Bad Taste e Braindead o James Gunn che prima di Guardiani della Galassia si è dedicato ad un progetto come Slither, la storia di un parassita alieno capace di trasformare gli umani in orribili esseri tentacolari (le cui fattezze strizzano l’occhio al Body Horror).

Il sentimento di Evil Dead si fonda tutto sul saper architettare intrattenimento di altissima qualità; intrattenimento puro che diverte e si alimenta da una fucina inesauribile di invenzioni visive, sonore e narrative. La serie Tv Ash vs Evil Dead è stata l’apice di questo percorso che ha attraversato una climax di ironia demenziale, tendente talvolta allo splatter più estremo, talvolta alla comicità slapstick. Nel corso delle stagioni sono stati presentati demoni seducenti come Baal o Eligor, personaggi memorabili come Pablo, Kelly e Ruby, e una montagna di sequenze e frasi cult. Ash Williams è il re di questo regno in costante movimento, capace di attirare su di sé l’interesse rinnovato dello spettatore e ridefinire il livello di ciò che al cinema può dirsi epico. In poche parole, Ash è capace di rendersi ancora una volta (e per sempre) irresistibilmente “Groovy“.

 

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