Antonio Albanese ha parlato un di Cetto Laqualunque, suo personaggio più rappresentato nonché protagonista del suo ultimo film e, più in generale, del suo lavoro:
“Io, che faccio questo lavoro e amo farlo, trovo che sia sempre più dura, si viene sempre superati dalla realtà. Io lo dico da tempo, ed è vero: Cetto è un moderato. E la cosa mi spaventa! Io non so cosa dire in certe situazioni. Al di là di questa cosa dell’erede al trono, priva di ogni forma di dignità, io insisto nel favoloso mondo della comicità perché credo nell’energia che emana. Non bisogna isolarsi, è bello reagire, e la comicità ci dà questa energia. Non so come definire il film: un’altra delle nostre follie, o una commedia nera, ma è comunque energia. Io non ho risposte. Ma non posso fermarmi, vado avanti”.
Poi si è soffermato sugli aspetti negativi esaltati da Cetto:
“Quando faccio in teatro Cetto io mi vergogno come una bestia. Mi hanno detto che sembro Depardieu per consolarmi. Sono tutte cose che mi hanno provocato il torcicollo spasmodico, una forma di esaurimento rara ma molto pericolosa: non si ha più coraggio di guardare. Queste sono tutte cose che odio profondamente. Con Cetto, quando è nato, sentivo il bisogno di esaltarle negativamente”

Alla domanda “Com’è nato il personaggio di Cetto?” Antonio Albanese ha risposto:
“È nato quando, in un comizio, un candidato si è presentato con la foto della moglie dell’altro candidato, dicendo: ‘Quella è bottana, e non potete votare un cornuto’. Ho detto: ‘Siamo a due passi dalla fine del mondo’. Cosa mi avvicina a Cetto? Niente. Ma sono tutte cose che continuano a vivere. Cetto è sempre più attuale. Siete stati voi a mantenerlo in vita: è preso come una maschera. Viene detto: sei Cetto, non sei Cetto. E noi abbiamo continuato a dire che Cetto è sempre vivo, sempre attuale”. “Quando abbiamo fatto Qualunquemente, in cui mando in carcere mio figlio per avergli intestato le mie imprese, ci siamo ispirati a una storia vera” aggiunge. “Ed è terribile”. “Cetto Laqualunque è una mia maschera che amo moltissimo, fa parte del mio disegno” riflette l’attore. “L’attenzione è stata quella di non sfruttare il personaggio, di non usarlo per altre cose, me lo hanno chiesto in altri modi, anche in greco antico. Ma io tengo il personaggio in una teca e lo tiro fuori all’occorrenza”.
Cetto c’è senzadubbiamente è al cinema.
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