Aldo, Giovanni e Giacomo: 5 scene iconiche del trio leggendario

Giacomo Poretti, all’anagrafe Giacomino Poretti, è uno dei comici del trio Aldo, Giovanni e Giacomo. La loro comicità, i loro film ed il loro teatro sono storia sacra in grado di attirare come una calamita intere generazioni. Mentre Aldo e Giovanni si conoscono fin da ragazzini ed iniziano insieme la loro carriera di comici, Giacomo capisce fin da bambino di avere una vena ed una profonda passione per il teatro. Di pari passo intraprende prima la carriera di metalmeccanico e poi di infermiere, diventando anche caposala del reparto di neurologia, ma nel mentre continua a presentarsi come attore comico e lavora con l’allora compagna Marina Massironi formando il duo Hansel e Strudel. È nel 1985 che Giacomo conosce Aldo e Giovanni lavorando come capovillaggio in una struttura turistica in Sardegna. Da qui inizia un’amicizia ed una collaborazione, che vedranno un primo lavoro insieme nel 1989, quando Giovanni cura la regia dello spettacolo di Giacomo, Non parole, ma oggetti contundenti e nel 1991 il primo debutto insieme al Caffè Teatro di Verghera di Samarate con Galline Vecchie Fan Buon Brothers. Nasce così il trio Aldo, Giovanni e Giacomo. Il resto è storia.

Tre comici che oltre ad occuparsi di televisione e teatro hanno anche confezionato prodotti ben riusciti (alcuni meno) da presentare sul grande schermo, cercando sempre la novità. Da un esordio al fianco di Massimo Venier con Tre uomini e una gamba, figlio anche di diversi sketch teatrali già mostrati al pubblico, si sono poi cimentati in qualcosa di diverso e anche ambizioso in un certo senso, come Così è la vita o La leggenda di Al, John e Jack, fino a portare il loro teatro al cinema. Oggi vogliamo ripercorrere la loro carriera attraverso alcuni punti fondamentali e soprattutto iconici: cinque scene immortali della loro comicità riprese da film e spettacoli teatrali senza tempo. Siamo consapevoli che cinque siano poche e che sicuramente ce ne sarebbero altre mille da inserire. Siamo certi che ci perdonerete.

Italia – Marocco – Tre uomini e una gamba (1997)

Questa è storia! Prima pellicola del trio, l’inizio della leggenda. Tre uomini e una gamba è un film immaturo, ma per questo autentico, insostituibile, un vero cult che rievoca vecchie emozioni. Girato quasi del tutto nel Lazio, Aldo, Giovanni e Giacomo impreziosiscono il loro esordio inserendo tutta la loro essenza, con propri sketch, come Ajeje Brazorf e la cadrega del Conte Dracula e citazioni, quali Marrakech Express di Gabriele Salvatores o Point Break. Non solo. E’ anche l’inizio di una specie di trilogia composta dai primi film (Tre uomini e una gamba, Così è la vita e Chiedimi se sono felice), in cui Marina Massironi, ex moglie di Giacomo e presenza fondamentale nella loro carriera artistica, si innamora prima di Giacomo, poi di Aldo ed infine di Giovanni.

Il leone e la gazzella – Così è la vita (1998)

Diverso, meno ordinario, si stacca anni luce dal primo e dal terzo lungometraggio, entrando in una dimensione più sottile e trascendentale. Cosa fa rimanere a terra mentre si è in viaggio verso il Paradiso? Le battute di Aldo, Giovanni e Giacomo, i quali iniziano un percorso in macchina che unisce le loro difficoltà quotidiane fatte di tradimenti, sogni infranti e qualche illecito. Meno iconico rispetto ad altri, ma con una scena domina su tanti: la versione meno romantica, ma più realistica e strafalciona della storia del leone e della gazzella recitata da Aldo a cena.

Pdor – Tel chi el telùn (1999)

Questo è probabilmente lo sketch più celebre tratto dallo spettacolo teatrale Tel chi el telùn del 1999, diretto da Arturo Brachetti, show che mostrò definitivamente il talento del trio al grande pubblico. Difatti, fino a quel momento, da un punto di vista teatrale, Aldo, Giovanni e Giacomo si erano cimentati in Il Circo di Paolo Rossi, uno spettacolo itinerante con altri comici ed I corti, primo vero loro spettacolo che racchiudeva dieci scenette, le quali verranno anche successivamente recuperate per alcune delle più celebri pellicole.

Terzo sketch della prima puntata dello spettacolo, Aldo è l’eletto a cui è apparso in sogno Giovanni alias Pdor (figlio di Kmer, della tribù di Istar della terra desolata del Kfnir,… e non osate sbagliare il suo nome!) signore del deserto che lo ha chiamato a rapporto per trascrivere il suo verbo sulle tavole di pietra. L’eletto si reca sotto il vulcano di Pdor assieme al figlio dalla “forma gnomica”, Giacomo, che dovrebbe aiutarlo nell’impresa, ma che ovviamente non fa altro che peggiorare la situazione. Qui c’è tutta la vera essenza del trio. “E tu, tu partorirai con dolore”.

In Treno – Chiedimi se sono felice (2000)

Terzo lungometraggio di Aldo, Giovanni e Giacomo in collaborazione con Massimo Venier. È da questo film che il trio inizia a maturare e diventare un mito. Vero, Tre uomini e una gamba è il primo titolo che viene in mente quando parliamo di questi tre comici, ma è altrettanto vero che per quanto riuscito, ben confezionato e amato da tutti, manteneva un’ancora ben salda sulla loro impronta teatrale. Così è la vita, invece, è già più formato, innovativo sotto tanti punti di vista ed altrettanto divertente, ma meno emblematico rispetto a Chiedimi se sono felice, il quale rappresenta un vero e proprio momento di iniziazione al cinema di Aldo, Giovanni e Giacomo. Nella comicità, nella risata e nel divertimento, il trio costruisce una storia di amicizia e di progetti che potrebbe essere simile a quella di molti di noi, con personaggi ben caratterizzati e costruiti.

La dottoressa Gastani Frinzi – Il cosmò sul comò (2008)

Il cosmo sul comò, per la regia di Marcello Cesena, è un film poco riuscito. Stroncato dalla critica, non è capace di reggere il livello o meglio, diciamocelo pure, esclusa qualche battuta qua e là, nel complesso non è che faccia proprio divertire. Tranne per un episodio: Temperatura basale. Qui, in quest’ultima parte del film, Aldo, Giovanni e Giacomo (soprattutto Giacomo) trovano il loro spazio naturale e tornano a far divertire il pubblico, merito anche di Angela Finocchiaro che impreziosisce la scena con la sua insopportabile e precisa dottoressa. Via gli effetti speciali utilizzati in Maestro Tsu’Nam e Falsi Prigionieri, si torna alla quotidianità ed ai problemi, affrontando in maniera simpatica anche temi importanti. Qui sopra la scena più divertente.

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