Eccoci ritornati con la nostra rubrica dei consigli. Come ogni mese qua su ciakclub vi proponiamo una selezione di titoli da recuperare sulle varie piattaforme, oggi vi consigliamo 5 film da non perdere su Netflix per questo marzo 2021. La nostra non è una classifica e quindi seguiremo un semplice ordine alfabetico per i prodotti che abbiamo selezionato.
Biggie: I got a Story to Tell di Emmet Malloy

Tra i film da non perdere su Netflix di questo mese c’è un documentario fresco fresco di pubblicazione. Come avrete intuito dal titolo e dall’immagine qua sopra, stiamo parlando di un’opera che tratta la vita di un personaggio che non ha certo bisogno di presentazioni: The Notorius B.I.G. Il documentario Netflix ha l’evidente intento di mostrare la vita del genio di Brooklyn, di farci carpire la rivoluzione che ha portato nel mondo hip-hop (e nella musica più in generale) senza esagerare nell’enfatizzare la narrazione. Biggie: I got a Story to Tell centra perfettamente l’obiettivo grazie ad una sapiente ma continua alternanza tra filmati amatoriali dell’epoca e video ufficiali, il tutto accompagnato da una narrazione musicale composta dai brani estratti prevalentemente da Ready to Die (tutte in Live. Un prodotto fresco, ben confezionato, in cui respirare l’aria di Brooklyn e di tutta la East Coast.
Brian di Nazareth dei Monty Python

Partiamo da un semplice presupposto: i Monty Python sono senza dubbio tra i maggiori geni comici dell’ultimo secolo. Scegliere un loro film è pressoché impossibile, sono tutti meravigliosi e in genere il preferito di ognuno varia in base a quale si è visto per primo. Lo stesso vale per chi scrive.
Brian di Nazareth parla della storia di un povero giudeo nato lo stesso giorno di Gesù ad una sola capanna di distanza da lui, tanto da confondere gli stessi Re Magi che inizialmente consegnano a lui i propri doni. Da questo incipit si dipana tutta la vicenda che si ambienta quando il ragazzo ha ormai 33 anni (guarda caso) nel momento in cui, per una serie di vicissitudini, diventerà agli occhi dei suoi contemporanei il nuovo messia. Ciò che ho detto vi basterà sicuramente per farvi una idea di ciò di cui stiamo parlando, un film goliardico, arrivato in Italia ben 12 anni dopo la sua originale uscita poiché accusato di blasfemia. Un capolavoro.
Fratello, dove sei? dei fratelli Coen

Fratello, dove sei? non è quasi mai il primo titolo che viene in mente quando si parla dei fratelli Coen, di solito saltano fuori prima Il Grande Lebowski o Non è un Paese per Vecchi, nonostante non abbia (almeno per me) nulla da invidiare agli altri due. Il film è una dichiarata e personalissima reinterpretazione dell’Odissea, adattata perfettamente per diventare un road movie negli Stati Uniti degli anni ’30. Una grande avventura al seguito di Everett Ulysses McGill (un divertito George Clooney) e dei suoi compari che si scontreranno con sirene, ciclopi, indovini, tutti il salsa folk. I Coen usano l’espediente narrativo non solo per divertirsi ma anche per mostrare un viso degli USA che, soprattutto oggi, quelli bravi definirebbero “più attuale che mai”, con tanto di processione del Ku Klux Clan (ri)presa da Nascita di una Nazione di Griffith (Tarantino farà la medesima operazione in Django). Un’opera da vedere e rivedere dove i due autori danno fondo a tutto il loro gusto cinematografico che li porta ad accompagnare al dolce lavoro fotografico di Deakins un montaggio ricercato e spettacolare. Un viaggio incentrato sul gusto per l’avventura nel folklore di un’America che fu, con una colonna sonora non originale a base di blues. Un film da recuperare su Netflix, obbligatoriamente.
I Guerrieri della Notte di Walter Hill

Bronx 1979, il leader Cyrus convoca un raduno notturno tra tutte le gang della città per proporre una pace perpetua. Viene ucciso, la colpa ricade sui Warriors che iniziano una fuga verso Coney Island (il punto più lontano dal Bronx), parte una caccia all’uomo dove tutte le gang vogliono farli fuori. Walter Hill con I Guerrieri della Notte riesce a fare una commistione meravigliosa di generi, creando un cult immortale. Abbiamo l’action thriller con tutta la tensione che comporta; ogni gang ha un proprio abbigliamento distintivo in modo simile all’ambito fumettistico (e lo conferma i dettagli presenti nella Director’s Cut); il film è anche chiaramente un western metropolitano per l’importanza che dà all’ambiente circostante e la solennità di certi scontri; ha caratteristiche vicine al musical, del cinema bellico e della blaxploitation; infine ha una struttura che oggi diremmo vicina a quella di un videogioco, nonostante l’anno di uscita (1979). Forse molti di voi lo conosceranno, per tutti gli altri sappiate che è un titolo fondamentale in ambito cinefilo e non solo, perfetto per comprendere una certa cultura dell’underground. In più vi garantisco che “Guerrieri, giochiamo a fare la guerra?” diventerà una delle vostre citazioni cinematografiche preferite.
L’imbalsamatore di Matteo Garrone

L’ultimo dei nostri 5 film da non perdere su Netflix è L’Imbalsamatore di Matteo Garrone. L’opera si ispira alla vicenda del Nano di Termini e rappresenta perfettamente una sorta di guida al cinema del regista italiano. Troviamo tutta la classica morbosità e ambiguità nei rapporti narrati da Garrone, la sua propensione a pescare vicende e personaggi dalla cronaca nera, una visione che vuole andare oltre al realismo, creando volontariamente dei vuoti, senza però perdere quella fortissima sensazione di autenticità. Un film che ha significato molto, oltre che per la carriera del regista per il quale rappresentò un vero e proprio trampolino di lancio, per tutto il cinema italiano del periodo. Inoltre riguardare oggi L’Imbalsamatore avendo visto Dogman mostra un senso di ciclicità nella filmografia di Garrone interessantissima da analizzare. Un’opera fondamentale per tutto il nostro movimento.









