Sono passati venticinque anni dalla distribuzione statunitense della prima puntata de I Soprano. Tra le serie più acclamate di sempre, l’epopea criminale ideata da David Chase ha segnato una pagina tuttora indelebile della televisione americana (e mondiale). Stabilmente nella TOP 5 delle migliori serie di sempre, la serie (insieme a un’altro capolavoro della serialità: Twin Peaks) è considerata tra le opere capostipiti di tutta la serialità moderna venuta successivamente.
Ambientata in New Jersey e immersa nel’ambiente italoamericano oltre l’Hudson, la serie analizza minuziosamente la vita, l’attività criminale e la psicologia del boss mafioso statunitense (ma di origine italiana) Tony Soprano, interpretato da un immenso James Gandolfini. Le sei stagioni spacchettano in lungo e in largo l’impero criminale di Soprano, traendo a piene mani ispirazione da personaggi realmente esistiti. La serie ha ottenuto una montagna di premi, ha dato grande linfa al genere e ha dato vita ad uno stile citatissimo (e amatissimo, tanto da aver spinto Chase a creare un prequel: qui trovate alcune informazioni a riguardo) ancora oggi.
Nonostante tutti i giustissimi elogi che piovono ancora oggi sulla serie, I Soprano non è tra le più mainstream. Il prodotto, targato gelosamente HBO, non ha circolato nei principali streamer ed è oggi disponibile solo su Now (soltanto per chi sottoscrive l’abbonamento premium), piattaforma legata all’universo di Sky e da sempre bacino fondamentale a noi italiani per attingere ai prodotti del colosso seriale statunitense (HBO, appunto). David Chase (che potrebbe presto dare la luce ad una nuova serie) ha I Soprano venticinque anni fa, ma non sembrano invecchiati di un giorno. E quindi: cento di questi giorni!









