1968, cinema e rivoluzione: quando i cineasti decisero di annullare il Festival di Cannes

Nel maggio 1968 la rivoluzione travolse anche il Festival di Cannes, che venne sospeso dopo le proteste dei cineasti, in primis Godard e Truffaut.

Il Festival di Cannes si è svolto ormai due mesi fa, ma continua ad essere argomento di conversazione dei cinefili di tutto il mondo anche durante gli altri mesi dell’anno. Si tratta infatti della più importante manifestazione cinematografica esistente, insieme alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e al Festival Internazionale del cinema di Berlino. Ad eccezione del 1948 e del 1950, anni in cui il Festival di Cannes non ebbe luogo per motivi di bilancio, a partire dal 1946 il Festival francese si è svolto annualmente affermando il proprio prestigio a livello mondiale. Nel 1968 però accadde qualcosa di insolito, destinato a cambiare definitivamente le sorti del festival: nella sua ventunesima edizione, la manifestazione si ritrovò infatti travolta dagli avvenimenti del Maggio francese, fino ad essere bruscamente interrotta il 18 maggio.

1968 cannes

L’edizione del 1968 era in programma dal 10 al 24 maggio e aveva inizio con la proiezione fuori concorso del classico Via col vento di Victor Fleming. Tutto sembrava procedere regolarmente… Come ha riportato Variety in un articolo del 2008 – quarant’anni dopo gli avvenimenti in questione – un giornale francese dell’epoca descriveva i primi giorni del Festival di Cannes del 1968 come giorni trascorsi a “sonnecchiare al sole, lontano dalle barricate”. Era un enorme contrasto con quello che stava succedendo nelle strade di Parigi, dove gli studenti della Sorbona erano impegnati a combattere dure battaglie con la polizia francese. Ma la forza della rivoluzione parigina era destinata a riversarsi anche sul tappeto rosso. Così, già il 13 maggio il festival è segnato dalle proteste di gruppi di studenti nei pressi del Palais, e subito dopo iniziarono i dibattiti in cui registi e personalità del cinema – primi tra tutti i padri della Nouvelle Vague François Truffaut e Jean-Luc Godard – sostennero a gran voce la propria volontà di interrompere il festival.

Ecco il testo del comunicato letto da François Truffaut: «L’Assemblea di informazione e di azione del cinema francese, riunendo il 17 maggio 1968 più di mille professionisti nella Scuola nazionale di fotografia e cinematografia, a nome dei suoi allievi chiede a tutti i registi, produttori, distributori, attori, giornalisti, ai membri della giuria del Festival di Cannes, di opporsi insieme ai loro colleghi stranieri, con i mezzi a loro disposizione, alla continuazione del Festival, al fine di mostrare la loro solidarietà ai lavoratori e agli studenti in sciopero, di protestare contro la repressione della polizia e di esprimere così la loro volontà di contestare il potere della polizia e l’industria cinematografica odierna. Firmato: Gli Stati Generali del cinema francese».

Vista la situazione di forte tensione, le manifestazioni degli studenti, le rivolte parigine, gli scioperi dei treni, degli autobus e della stampa, secondo Truffaut era ridicolo che il festival continuasse come se nulla fosse. Seguirono anche le dure parole di Godard: «I nostri compagni studenti ci hanno dato l’esempio facendosi spaccare la faccia una settimana fa. […] Si tratta di manifestare con un ritardo di una settimana e oltre la solidarietà del mondo del cinema ai movimenti operai e studenteschi francesi». Il regista gridò ai non-contestatori la seguente frase, rimasta memorabile:
«Io vi parlo di solidarietà agli studenti e agli operai, e voi mi parlate di carrelli e primi piani! Stronzi!».

cannes 1968

Il 18 maggio il destino di uno degli eventi cinematografici più importanti del mondo era ormai segnato. Registi come Alain Resnais, Carlos Saura e Miloš Forman decisero di ritirare i propri film dal concorso. I membri della giuria, presieduta dallo scrittore André Chamson, iniziavano ad annunciare le dimissioni: prima Louis Malle, poi Roman Polanski, Monica Vitti e Terence Young. Si ricorda l’episodio riguardante la proiezione del film Frappé alla menta del regista spagnolo Carlo Saura: l’interprete principale del film Geraldine Chaplin protestò contro la proiezione, insieme ad altri, appendendosi letteralmente al sipario impedendone così l’apertura.
Il giorno successivo (19 maggio) il delegato generale Robert Favre Le Bret fu infine costretto a interrompere ufficialmente il Festival: le proiezioni furono impedite, il Festival fu annullato e nessun premio venne assegnato. Alcune delle opere allora in concorso verranno riproposte solo 40 anni dopo, nel corso dell’edizione del 2008.

cannes 1968

In tutto questo non mancarono i pareri contrari. C’è chi manifestò una certa perplessità, se non contrarietà, come il regista Roman Polanski, quell’anno membro della giura internazionale. Nell’articolo di Variety è riportato il ricordo di Polanski: «Ho pensato che fosse del tutto ridicolo. Non riuscivo a vedere alcuna connessione tra ciò che stava accadendo a Parigi agli studenti e il festival. C’erano un sacco di persone che la pensavano come me…». Riguardo alle sue dimissioni da membro della giuria, ha commentato: «Sono stato costretto a dimettermi. Ero convinto che non avremmo dovuto rassegnarci. Sono venuto dalla Polonia comunista, e ho conosciuto momenti di esaltazione come questo, dove all’improvviso ti senti come se stessi facendo qualcosa di grande, quando in realtà è solo un’illusione».

Difficile valutare gli effetti che queste proteste ebbero sul Festival e sul cinema francese (e mondiale). Secondo Gilles Jacob, che ha partecipato alla ventunesima edizione del Festival come critico cinematografico e che ne è stato presidente dal 2001 al 2014, gli eventi del 1968 abbiano avuto un impatto considerevole sul futuro del festival. «Il cinema è cambiato e il cinema d’autore è diventato realtà». Tra le novità più importanti avvenute in seguito a questi avvenimenti si segnala la fondazione della Societé des Réalisateurs de Films, che a partire dall’anno successivo (1969) si occuperà di organizzare una selezione parallela a quella ufficiale, dando così vita alla Quinzaine des Réalisateurs, che iniziò a dare spazio a registi emergenti e indipendenti di tutto il mondo.

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