Da un po’ di tempo a questa parte Apu Nahasapeemapetilon, uno dei personaggi secondari più noti dei Simpson, è nell’occhio del ciclone. In realtà è già più di un decennio che in molti lo criticano, poiché sarebbe una rappresentazione stereotipata degli indiani residenti negli Stati Uniti, a partire dall’accento troppo marcato. Negli ultimi tempi, però, le accuse si sono fatte sempre più pressanti, tanto da portare alla realizzazione di un documentario, The Problem with Apu, scritto da Hari Kondabolu e diretto da Michael Melamedoff con l’intento di mostrare le ragioni per cui il personaggio non dovrebbe essere tollerato.
Nonostante il creatore dello show Matt Groening abbia tentato di sminuire la faccenda sostenendo che nella società contemporanea vi sia la tendenza a fingersi offesi, nell’aprile 2018 I Simpson hanno dedicato un episodio alla vicenda: in Nessuna buona lettura rimane impunita Marge corregge un vecchio romanzo per epurarlo di tutti gli elementi divenuti politicamente scorretti, con il risultato però di renderlo noioso e poco interessante. Alla fine dell’episodio viene mostrata una fotografia di Apu, e Lisa afferma che «Qualcosa cominciata decenni fa e che era apprezza e considerata inoffensiva ora è politicamente scorretta», per poi chiedersi cosa si potrebbe fare. La risposta di Marge è eloquente: «Ce ne occuperemo più avanti». «Se mai ce ne occuperemo», chiosa Lisa.
#TheSimpsons completely toothless response to @harikondabolu #TheProblemWithApu about the racist character Apu:
"Something that started decades ago and was applauded and inoffensive is now politically incorrect… What can you do?" pic.twitter.com/Bj7qE2FXWN
— soham (@sohamberlamps) April 9, 2018
La risposta data al problema dai Simpson non è piaciuta a chi li criticava, poiché è sembrato un tentativo di aggirare il problema. Così, “il problema con Apu” è rimasto in piedi, e sembrava che i produttori dello show avessero intenzione di continuare ad ignorare la controversia, probabilmente per la paura di fare un passo falso. Almeno fino a ieri, quando è emersa una notizia clamorosa, per quanto non ancora confermata.
Facciamo prima un passo indietro, però. Pochi giorni dopo la messa in onda di Nessuna buona lettura rimane impunita, il produttore statunitense di origine indiana Adi Shankar (Cogan – Killing Them Softly, La preda perfetta), grande amante della serie, aveva indetto un concorso: siccome l’idea un indiano come commesso di un negozio di alimentari non è più nemmeno uno stereotipo non corrispondendo alla realtà del presente, dove gli indiani fanno ormai parte anche della classe dirigente, Shankar ha chiesto a chiunque volesse partecipare di inviargli sceneggiature per un ipotetico episodio dei Simpson incentrato sulla trasformazione di Apu in un personaggio differente e più complesso. Il produttore avrebbe poi portato in prima persona lo script migliore ai produttori dello show per convincerli a realizzarlo.

Shankar avrebbe anche già eletto un vincitore, Vishaal Buch da Bethesda, in Maryland. Ma potrebbe essere inutile. ll produttore, infatti, ha rivelato a Indiewire una vera e propria bomba: secondo affidabili fonti interne la Fox avrebbe deciso di rimuovere Apu dalla serie. In maniera piuttosto subdola, tra l’altro, cioè semplicemente smettendo di utilizzarlo all’interno dello show. Una soluzione drastica che se fosse confermata potrebbe scontentare tutti, sia chi vorrebbe che I Simpson fossero più corretti nella rappresentazione delle minoranze, sia chi vuole difendere la libertà d’espressione.
Si tratta per ora solo di una voce, e se le reazioni non saranno positive, come è probabile, la Fox avrà la possibilità di correre ai ripari. Di certo la vicenda ha assunto ormai tinte grottesche. Se è vero, infatti, che non si può utilizzare la scusa della comicità per giustificare il razzismo, è anche vero che I Simpson sono una serie satirica che non risparmia niente a nessuno. Apu è certamente uno stereotipo, ma lo stesso Homer lo è, come stereotipi sono Bart, Marge, Lisa, Ned, Burns, Smithers, nonché Tony Ciccione, Willie, Boe… verrebbe da chiedersi perché solo il povero Apu è stato preso tanto di mira. Ma forse non ha più senso chiederselo, visto che potremmo non rivederlo mai più.
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