Rapina a Stoccolma: la storia vera che diede origine alla celebre sindrome

Rapina a Stoccolma, in onda questa sera, racconta la vera storia della rapina alla banca di Norrmalmstorg. Questo evento storico ha spinto gli psicologi a definire il concetto di Sindrome di Stoccolma, analizzando con attenzione le dinamiche interpersonali emerse durante la rapina tra gli ostaggi e i loro sequestratori.
Ethan Hawke (Lars Nystrom) e Noomi Rapace (Bianca Lind) in una scena del film Rapina a Stoccolma

Rapina a Stoccolma è una film del 2018 che si colloca nel genere commedia-drammatico. Diretto da Robert Budreau, vede come protagonisti Ethan Hawke, Noomi Rapace e Mark Strong. La trama del film si ispira alla celebre rapina avvenuta nel 1973 presso la Sveriges Kredit Bank di Stoccolma, episodio storico che ha dato vita al termine “sindrome di Stoccolma”. Quest’ultima definisce il fenomeno psicologico per cui si sviluppa un legame di empatia e fiducia tra ostaggio e sequestratore.

Di cosa parla Rapina a Stoccolma

Rapina a Stoccolma narra le vicende di Lars Nystrom, interpretato da Ethan Hawke, che, dopo la fuga dal carcere, decide di assaltare una filiale della Kreditbanken nel cuore di Stoccolma. Prendendo il controllo dell’istituto, Nystrom formula le sue richieste alle forze dell’ordine giunte sul posto: un riscatto di 1 milione di dollari, la liberazione del complice Gunnar Sorensson e un’auto simile a quella guidata da Steve McQueen nel film Bullitt. La polizia acconsente alla liberazione di Sorensson, offrendogli una riduzione della pena in cambio della collaborazione per catturare Nystrom. All’interno della banca, i tre ostaggi iniziano a sviluppare una certa simpatia per il loro rapitore, constatando l’inefficacia della polizia nel garantire la loro sicurezza.

La storia vera della Rapina a Stoccolma

Il film conserva gli eventi chiave della storica rapina, pur introducendo alcune variazioni per adattarsi meglio al grande schermo. Esaminiamo ora i fatti reali che si sono svolti più di cinquant’anni fa nella banca situata nel cuore di Stoccolma, un episodio che ha spinto gli psicologi a formulare il concetto di “sindrome di Stoccolma”. Il 23 agosto 1973, un uomo armato di mitra, munito di una valigia piena di munizioni e di un walkie-talkie, irruppe nella Kreditbanken di Norrmalmstorg, esclamando: “La festa inizia! Tutti a terra!”. Fu l’inizio di un assedio che durò sei giorni, durante il quale la banca fu al centro dell’attenzione mediatica. Questo evento fa tornare in mente anche la popolare serie televisiva La Casa di Carta, della quale è da poco stato rilasciato il suo spin-off.

Jan-Erik Olsson, il vero rapinatore della Kreditbanken di Stoccolma, aveva 32 anni quando, approfittando di un permesso temporaneo, lasciò il carcere di Kalmar dove era detenuto per furto aggravato. Durante il tentativo di prendere il controllo della banca, la polizia fu allertata e giunse rapidamente sul posto. Un conflitto a fuoco seguì, nel quale un agente fu gravemente ferito. Olsson formulò quindi le sue richieste: due pistole, due giubbotti antiproiettile, una Ford Mustang e tre milioni di corone svedesi. Chiese anche il rilascio e la consegna di Clark Olofsson, suo ex compagno di cella noto per una rapina a mano armata.

Olofsson, all’epoca 26enne, affermò di non essere coinvolto con Olsson e si offrì di assistere la polizia in cambio di una riduzione della pena. Accettata l’offerta, fu inviato nella banca. Olsson, a quel punto, liberò alcuni ostaggi ma trattenne quattro dipendenti: Kristin Enmark, Birgitta Lundblad, Elisabeth Oldgren e Sven Safstrom. Nonostante i tentativi di negoziazione, la liberazione degli ostaggi non fu immediata e la situazione si protrasse per sei giorni. Durante questo periodo, si sviluppò un legame di fiducia tra i rapinatori e gli ostaggi, tanto che questi ultimi, una volta liberati, non fornirono descrizioni negative dei loro sequestratori e raccontarono di essere stati trattati con cura.

La rapina si concluse il 26 agosto, quando la polizia, dopo aver pianificato attentamente, fece irruzione nella banca con l’uso di gas lacrimogeni. L’evento attirò l’attenzione dei media nazionali e internazionali. Olsson fu condannato a 10 anni di reclusione, mentre Olofsson, nonostante la condanna simile, fu rilasciato prima. Al suo rilascio, Olofsson si riunì con una delle ostaggi, Kristin Enmark, con cui aveva instaurato un rapporto durante la rapina. Nonostante le speculazioni dei giornali su una possibile relazione sentimentale, i due hanno sempre sostenuto che tra loro esistesse soltanto un’amicizia.

Non perdete Rapina a Stoccolma, il film che racconta questi avvenimenti, in onda stasera alle 21.15 su Iris, canale 22 del digitale terrestre. Per restare aggiornati su film e serie tv non dimenticate di seguire la nostra pagina CiakClub.it.

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