Apocalypse Now, uno dei (tanti) capolavori di Francis Ford Coppola, riesce ancora a regalarci dei nuovi retroscena. Nonostante siano passati 44 anni dalla sua uscita, l’epico film sulla Guerra in Vietnam, che difficilmente può trovare eguali, riesce a mantenere accesa la fiamma della nostra curiosità (come solo i migliori film della storia del cinema sanno fare).
L’annegamento scampato sul set di Apocalypse Now

Infatti, lo scorso martedì, durante un’intervista al Jennifer Hudson Show, l’attore Emilio Estevez ha raccontato di quando Laurence Fishburne gli salvò la vita durante le riprese di Apocalypse Now. Il figlio di Martin Sheen, celebre protagonista del film, era presente allo show assieme al padre, e ne ha approfittato per ricordare un importante retroscena della sua vita ai tempi del film, quando accompagnava il padre sul set. All’epoca Estevez era nel pieno della sua adolescenza, così come l’attore Laurence Fishburne, che nel film interpretava il ruolo di Tyrone Miller, soprannominato “Clean”.
I due erano diventati amici e, nelle pause tra un ciak e l’altro, ne approfittavano per godersi la bellezza delle Filippine, dove stavano girando. Un giorno, sul largo di un fiume, trovarono una barca inutilizzata, e decisero di partire all’avventura. Cominciarono tuttavia ad avvicinarsi troppo alla riva, quindi Estevez pensò di scendere dalla barca per spingerla più a largo, ma non appena mise i piedi fuori, si trovò nel fango delle sabbie mobili. “Stavo affondando”, ha spiegato Estevez. “Quando ho visto Fishburne che mi guardava e diceva « Afferra la mia mano! » ed è così che mi ha tirato su. Da allora siamo rimasti legati”.
Apocalpyse Now: set maledetto
Questa è solo uno dei tanti incidenti avvenuti nel travagliatissimo set di Apocalypse Now, raccontati tutti quanti nel documentario Heart of Darkness del 1991. Le riprese furono talmente travagliate da far esordire Coppola per la conferenza stampa della prima del film a Cannes con le parole: “Il mio non è un film. Il mio film non è sul Vietnam. È il Vietnam”.
Tra le tante problematiche sorte, ci fu il tifone che si abbatté sul set del film nelle Filippine, l’infarto scampato di Martin Sheen (che lo colpì tuttavia alla fine delle riprese), o ancora le liti continue tra Marlon Brando e Dennis Hopper (di cui trovate un approfondimento qui). O ancora, le malattie tropicali che puntualmente facevano ammalare membri della troupe, i tempi di riprese che si estero da 12 a 60 settimane, prosciugando le tasche di Coppola, che ne era ancora produttore, e che lo portarono a minacciare di suicidarsi ben tre volte durante la lavorazione di Apocalypse Now.
Insomma, Apocalypse Now, più che il frutto di un successo ben più che sudato, fu una vera e propria apocalisse cinematografica. Per la quale, tuttavia, ringraziamo il suo regista ancora oggi.









