Weapons è il nuovo film horror di Zach Gregger e promette di essere uno dei titoli più sorprendenti dell’anno, grazie a un mistero capace di tenere lo spettatore incollato allo schermo dall’inizio alla fine. La premessa è un gancio narrativo potentissimo: scoprire cosa sia accaduto a 17 bambini della cittadina di Maybrook, scomparsi nella notte di un mercoledì qualunque, precisamente alle 2:17.
È uno di quei film su cui sarebbe meglio non dire altro oltre alla premessa, per permettere al pubblico di viverlo senza anticipazioni e mantenere intatta la magia inquietante che Weapons riesce a costruire. Per questo, in questo articolo non sveleremo nulla del mistero centrale. Ci concentreremo invece su una domanda nata spontaneamente guardando il trailer, e ribadita nei primi minuti del film: Weapons è basato su una storia vera?
Le parole che aprono la vicenda sono infatti: “Questa è una storia vera, che non è mai stata riportata nei notiziari.” Una frase che fa subito pensare a un caso volutamente insabbiato, forse troppo inquietante per essere reso pubblico. Spinto dalla curiosità, mi sono messo a cercare risposte, e sul web ho trovato dettagli interessanti che nel prossimo paragrafo vi svelerò.
Weapons è una storia vera?
Per non tenervi troppo sulle spine, svelo subito che Weapons non si basa su fatti realmente accaduti. Tuttavia, è curioso notare come la campagna marketing del film abbia fatto di tutto per far credere il contrario, richiamando una strategia già vista anni fa con The Blair Witch Project.
Navigando sul web, infatti, mi sono imbattuto nel sito ufficiale creato appositamente per il film, realizzato come un vero e proprio giornale online della cittadina di Maybrook. Qui viene raccontato l’evento con tanto di video delle telecamere di sorveglianza che mostrano i bambini mentre si allontanano da casa. Insomma, tutto è stato costruito ad hoc per instillare il dubbio che si tratti di un fatto realmente accaduto, ma si tratta solo di una campagna marketing studiata nei minimi dettagli.
Inoltre, a catturare l’attenzione è anche un altro dettaglio interessante: tra le notizie riportate come se fossero fatti reali sul sito di Weapons, viene menzionato ciò che è accaduto a Tess Marshall, la protagonista di Barbarian, film dello stesso regista. Questo suggerisce che i due titoli potrebbero far parte dello stesso universo narrativo, facendo pensare che Zach Cregger voglia creare un proprio universo horror condiviso.
Weapons, però, parte da un episodio tragico
Proseguendo nelle mie ricerche, ho scoperto inoltre un episodio tragico che ha profondamente segnato il regista durante la lavorazione di Barbarian, ovvero la perdita del suo caro amico Trevor Moore, morto a seguito di una caduta dalla ringhiera di un balcone. Questo lutto ha avuto un impatto così forte su Cregger da influenzare la scrittura di Weapons, che parte proprio dal dolore di chi perde una persona cara. Nel film, infatti, inizialmente assistiamo proprio alla disperazione dei genitori dopo la scomparsa dei loro figli, un tema che acquista così una dimensione più personale e toccante.
Weapons dunque non è tratto da una storia vera, ma il regista è partito da un’esperienza personale per dare vita alla sua narrazione e i fatti raccontati nel film, presentati come reali, fanno invece parte di una raffinata strategia di marketing.
Weapons vi aspetta al cinema e, se proprio non potete resistere alla curiosità di scoprire cosa è successo ai bambini, nonostante, come anticipato all’inizio dell’articolo, sia meglio vivere il film senza saperlo in anticipo, potete leggere la nostra spiegazione del finale subito o magari salvarla per dopo e leggerla una volta visto il film.









