Con Weapons, il regista e sceneggiatore Zach Cregger firma il suo secondo lungometraggio in solitaria, portando sullo schermo un horror complesso e disturbante, capace di mescolare atmosfere da favola nera con una struttura narrativa frammentata e un climax di violenza quasi grottesca.
Dopo aver costruito un mistero serrato per gran parte della pellicola, il finale di Weapons arriva come un pugno nello stomaco: oscuro, viscerale e al tempo stesso intriso di un’ironia macabra. Il film ruota attorno a un evento inspiegabile — la scomparsa quasi totale di una classe di terza elementare — e alla lenta rivelazione di un’oscura figura che si cela dietro la tragedia.
Di cosa parla Weapons
La vicenda prende il via in una tranquilla cittadina suburbana, scossa da un fatto senza precedenti: nella stessa notte, alla stessa ora (le 2:17 del mattino), quasi tutti gli alunni della classe di Justine Grady scompaiono dalle proprie case. L’unico a rimanere è Alex, un bambino apparentemente comune ma che custodisce, senza volerlo, la chiave per capire l’enigma.
La narrazione si sviluppa in capitoli dedicati a personaggi differenti — Justine, Archer, Paul, James e lo stesso Alex — con salti temporali che mostrano momenti cruciali del loro coinvolgimento nel caso. Col passare del tempo, si scopre che tutti i fili di questa trama portano a una donna enigmatica e inquietante: Gladys, che si presenta come “zia” di Alex.
Dietro questa facciata, Gladys è in realtà una strega capace di rubare l’energia vitale delle persone, lasciandole in uno stato vegetativo. Prima tocca ai genitori di Alex, poi ai suoi compagni di classe, attratti a lei da un incantesimo notturno. I bambini vengono tenuti prigionieri in un seminterrato, in attesa che la donna prosciughi lentamente la loro forza vitale.
Tra tensione crescente, rivelazioni inquietanti e momenti di violenza improvvisa, Weapons alterna dramma, mistero e horror soprannaturale, fino a un terzo atto dove tutto esplode letteralmente. Se siete appassionati di horror e volete rimanere aggiornati sulle novità in arrivo in streaming, potete dare un’occhiata alla lista completa delle uscite Netflix di agosto 2025. E se preferite un’alternativa, c’è anche la guida ai nuovi titoli di Prime Video nello stesso mese.
La spiegazione del finale di Weapons
Nel climax del film, quasi tutti i protagonisti sopravvissuti si ritrovano nella casa di Alex. È qui che Gladys, ormai scoperta, decide di mettere in atto un ultimo, letale stratagemma: sfruttare un incantesimo di attacco già usato in precedenza, modificandolo per colpire chiunque attraversi delle linee di sale disposte sul pavimento.
Justine, senza accorgersene, infrange la barriera e diventa il bersaglio di Paul, il suo ex compagno poliziotto ormai sotto il controllo magico. Archer viene invece aggredito da James, un uomo problematico che aveva scoperto per caso il nascondiglio dei bambini. Segue una colluttazione feroce e quasi caricaturale, dove Justine riesce a uccidere Paul usando la sua stessa pistola e a salvare Archer.
Mentre Archer scende in cantina per liberare i bambini, Alex compie la sua mossa decisiva. Approfittando di un momento di distrazione di Gladys, recupera uno dei rami spinosi usati dalla strega per i rituali e ripete i gesti che l’ha vista compiere, avvolgendo un suo capello intorno al talismano. Quando lo spezza, Gladys percepisce immediatamente la rottura dell’incantesimo e fugge urlando, inseguita dalla folla di bambini che aveva imprigionato.
La scena finale è di un’atrocità simbolica: i bambini, tornati coscienti, la raggiungono e la fanno letteralmente a pezzi, spezzando così definitivamente i suoi poteri.
Weapons non fornisce un “lieto fine” in senso classico. Un narratore infantile, due anni dopo gli eventi, racconta che i bambini sono riusciti a riprendere in parte la loro vita, anche se solo alcuni hanno ricominciato a parlare. I genitori, invece, sono rimasti in uno stato vegetativo, nutriti artificialmente: troppo a lungo esposti al drenaggio vitale della strega per potersi riprendere.









