The Witcher 3, la recensione: la guerra è alle porte!

Il 29 giugno sono usciti i primi cinque episodi della terza stagione della serie tv The Witcher targata Netfilx e già il pubblico riflette su quale sviluppo narrativo la serie dark fantasy possa andare a parare: scoppierà veramente una guerra tra i regni oppure i nostri eroi riusciranno a trovare una soluzione?
The Witcher 3, la recensione: la guerra è alle porte!

Netflix ha sfornato The Witcher 3, tratto dai romanzi di Andrzej Sapkowski, disponibile con le prime cinque puntate dal 29 giugno, mentre le successive tre saranno reperibili dal 27 luglio. La serie tv dark fantasy si presenta con una trama intricata dal momento che la terza stagione ha il dovere di sciogliere diversi nodi narrativi e approfondire la personalità di alcuni personaggi.

Questo capitolo sarà l’ultimo con Henry Cavill nei panni di Geralt Di Rivia, un addio doloroso ma dovuto a causa di divergenze artistiche con gli scrittori e produttori sul futuro della serie in merito allo sviluppo della trama rispetto al materiale originale dei libri e dei videogiochi. Al suo posto avremo nella quarta e quinta stagione Liam Emsworth, famoso per la saga di Hunger Games con Jennifer Lawrence.

Cosa ci ricordiamo delle stagioni precedenti?

Henry Cavill nel personaggio di Geralt Di Rivia in The Witcher
Henry Cavill nel personaggio di Geralt Di Rivia in The Witcher 3

La seconda stagione terminava con un combattimento all’ultimo sangue tra i Witcher e Ciri posseduta dall’antico demone Voleth Meir a Kaer Morhen, fortezza dei guerrieri mutanti. La strega Yennefer, dopo essere stata tentata di tradire Geralt per consegnare la principessa al demone e riprendere i suoi poteri ormai perduti da tempo, decide di sacrificarsi per Ciri tagliandosi le vene ed attirando l’attenzione di voleth Meir assetata di disperazione e tristezza. In questo modo non solo salva Ciri ma riottiene i sui poteri magici.

Si scopre che la piccola Cirilla a causa del suo sangue ancestrale ha attirato l’attenzione dei diversi regni: il popolo elfico degli Scoia’tel guidato da Francesca, il re Vizimir del territorio del nord Redania, a sud l’Imperatore Emhyr var Emreis di Nilfgaard ed infine una minaccia nascosta che tesse malvagi piani nell’oscurità e agisce attraverso il suo braccio destro: il mago del Fuoco Rience.

Alla fine di tutto si scopre il motivo per cui la Fiamma Bianca anela così tanto a trovare la principessa: l’imperatore è Duny, il padre di Ciri, salvato dalla maledizione per mano di Geralt.

I primi episodi di The Witcher 3

La strega Yennefer in una scena della serie tv
La strega Yennefer in una scena della serie tv

La trama è sempre più complessa ogni stagione che passa: se nel primo capitolo della serie tv il protagonista si trovava in molte occasioni a combattere con mostri bestiali e sinistri con ritmi sostenuti e pieni di adrenalina, ora con il susseguirsi degli eventi c’è meno spazio per le scene di combattimento fantasy, ed è invece presente una maggior concentrazione sullo sviluppo degli archi narrativi e delle tresche politiche.

I fan sono già divisi in due proprio per questa ragione: c’è chi pensa che la serie tv sta portando troppe variazioni rispetto al materiale originale ottenendo di conseguenza un ritmo smorzato e dando poca importanza ai combattimenti energici e selvaggi tipici del romanzo e del videogico.

D’altro canto, c’è chi pensa che la terza stagione ha solide fondamenta ed il ruolo di essere uno spartiacque, cioè ha il dovere di sviluppare e spiegare la complessità della narrazione per dare maggior spessore e solidità alla storia. Questo comporta per lo spettatore di poter sentire il ritmo più lento in alcune puntate, ma tutto è giustificato in un’ottica di un progresso narrativo.

Aspettando il finale…

Geralt e Ranuncolo in missione
Geralt e Ranuncolo in missione

Le prime cinque puntate sono strutturate con attenzione e cura per una trama che risulta sempre più complicata. I personaggi di Geralt, Yennefer e Ciri sono il motore della terza stagione: oltre ad una crescita dei singoli protagonisti, si crea un rapporto affettivo molto profondo, quasi genitoriale, tra il guerriero, la strega e la principessa. Il witcher è più premuroso, mentre Yennefer si ritrova rivestire un ruolo che tanto desiderava:

Tissaia: “Dopo tutto questo tempo. Dopo tutte le tue ricerche, ci sei riuscita davvero.”

“A fare cosa?” risponde Yennefer

“A diventare madre.”

Gli archi narrativi, che fino alla fine della seconda stagione erano rimasti paralleli ed a sè stanti l’uno rispetto all’altro, ora invece iniziano ad intrecciarsi creando una forte suspence e dando forma ad un primo quadro complessivo. La carne al fuoco è tanta, ma il potenziale di questa stagione è enorme. Non si può far altro che aspettare le ultime puntate e godersi lo show fino alla fine.

E voi cosa ne pensate delle prime cinque puntate di The Witcher 3? Fatecelo sapere nei commenti!

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