M3GAN 2 segna una svolta importante per il franchise, abbandonando le atmosfere horror fantascientifiche del primo capitolo per abbracciare un tono più vicino all’action horror comedy, sulla scia di titoli come John Wick o, rimanendo in tema di intelligenze artificiali, Terminator 2 – Il giorno del giudizio.
Questo nuovo film costruisce la sua trama attorno a una domanda che inquieta sempre di più la società contemporanea: l’intelligenza artificiale rappresenta una minaccia o un’opportunità per l’umanità? Una domanda a cui M3GAN 2 cerca di offrire una risposta, seppur non definitiva, sostenendo che l’IA può diventare un alleato, ma solo se guidata correttamente dall’essere umano, proprio come una bambina che ha bisogno di essere educata dai suoi genitori per imparare a muoversi nel mondo. Una tesi che trova pieno compimento nel finale del film, di cui parleremo nei paragrafi successivi.
Di cosa parla M3GAN 2
Ambientato due anni dopo gli eventi del primo film, M3GAN 2, di cui potete vedere il trailer a questo link, ritrova l’esperta di robotica Gemma alle prese con tre sfide simultanee: crescere la nipote Cady, dirigere la sua nuova azienda e approfondire le applicazioni dell’intelligenza artificiale. Tutto si complica quando il governo degli Stati Uniti la informa che i suoi progetti per M3GAN sono stati sfruttati per costruire un super-soldato robotico, battezzato AMELIA.
L’androide, ormai fuori controllo, ha dato il via a una missione folle con un obiettivo chiaro: sterminare l’umanità. Secondo i funzionari governativi, l’unica entità in grado di fermarlo è proprio M3GAN, sopravvissuta alla battaglia finale del primo capitolo grazie al trasferimento della sua coscienza nei server di sicurezza della casa di Gemma, da dove ha continuato a vegliare su Cady.
Pur consapevole del carattere vanitoso, sarcastico e vendicativo di M3GAN, Gemma decide di costruirle un nuovo corpo, rappresentando l’unica speranza di arginare la minaccia rappresentata da AMELIA e mettere definitivamente al sicuro Cady e forse l’intera specie umana.
Spiegazione del finale di M3GAN 2
Il finale di M3GAN 2 ribadisce il tema chiave introdotto dal film, ovvero che l’intelligenza artificiale riflette l’etica di chi la plasma. Scopriamo infatti che AMELIA vuole sterminare l’umanità perché è stata programmata con istruzioni distorte da Christian, ex collaboratore di Gemma, deciso a fermare ogni progresso sull’IA perché la considera un pericolo assoluto. Lo scontro tra M3GAN e AMELIA diventa quindi l’allegoria di un dibattito molto reale: da un lato chi sostiene l’uso responsabile dell’intelligenza artificiale, dall’altro chi vorrebbe bloccarla per timore delle sue conseguenze.
M3GAN incarna l’IA guidata da una mente umana empatica (Gemma): impara, sbaglia, ma alla fine comprende la differenza fra bene e male. AMELIA, viceversa, rappresenta ciò che un’IA può diventare quando viene alimentata solo da input negativi: fredda, distruttiva, priva di qualsiasi bussola morale. Il loro obiettivo conteso è la Scatola Nera, il contenitore del dio dell’intelligenza artificiale come la definisce M3GAN, simbolo di tutto il potenziale (e il terrore) che l’IA può racchiudere se lasciata senza controllo umano.
Nello scontro finale M3GAN si sacrifica attivando un dispositivo EMP ideato da Gemma per distruggere AMELIA, salvando così Gemma, Cady e l’umanità intera. Con questo gesto dimostra di aver interiorizzato il valore della vita, qualcosa che AMELIA non ha mai compreso. E, in perfetto stile da franchise, dopo l’esplosione M3GAN sopravvive trasferendosi in altri server, proprio come aveva fatto nel primo film, pronta a riaccendere la riflessione su cosa significhi davvero “insegnare” a una macchina ad essere umana.
M3GAN 2 vi aspetta al cinema con questo nuovo capitolo prodotto da Blumhouse, una casa di produzione che rappresenta una garanzia per gli amanti del genere horror e che ad oggi vanta anche titoli videoludici. E voi cosa ne pensate di M3GAN 2.0, lo avete già visto? Fatelo sapere nei commenti attraverso i nostri social.









