L’attesa è finita: Joaquin Phoenix è tornato nei panni di Arthur/Joker e accanto a lui una aggueritissima Lady Gaga è pronta a far decollare questo sequel. Joker: Folie à Deux è al cinema dal 2 Ottobre 2024, dopo essere stato presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia. Per chi l’ha già visto – o per i masochisti che hanno il gusto dello spoiler – ecco la spiegazione approfondita del finale!
Di cosa parla Joker: Folie à Deux
La trama del sequel di Joker è incentrata sull’incontro – fra le mura dell’ospedale psichiatrico Arkham State Hospital – tra Arthur Fleck e Harleen “Lee” Quinzel. I due si sono conosciuti nel corso di musica della prigione e Harley Queen ha ricevuto – grazie ad Arthur – un impulso positivo a cambiare la sua vita.
Dopo che Arthur riottiene la libertà, iniziano le vicissitudini tragicomiche e romantiche della bizzarra coppia contro il mondo intero. Fino al processo di Fleck in tribunale, con tutte le vittime delle sua cattive azioni in prima linea a testimoniare e a raccontare il vero volto dell’uomo. Arthur riuscirà a fronteggiare Joker?
La spiegazione del finale
Nel finale di Joker: Folie à Deux succede quello forse non ci aspettavamo. Prima di tutto comprendiamo definitivamente che quella “follia a due” di cui parla il titolo non è tra Arthur ed Harleen; bensì tra Arthur e il Joker che è in sè. L’intero film si configura come una lotta tra i due se stessi, e nel finale questa ambivalenza esplode.
A favore di chi? Quando sembra che Joker abbia ripreso definitivamente il sopravvento, ecco Arthur pronto a riportare in riga l’uomo interpretato da Phoenix. Dopo che una bomba lanciata in tribunale permette al protagonista di scappare dal processo, Arthur si spaventa dal domino di violenza che le sue azioni da Joker stanno scatenando. Per questo cerca di frenarsi, di autosabotarsi.
E per comprendere davvero il finale di questo film dovremmo tornare all’inizio. Alla sequenza animata che abbiamo visto in apertura. Arthur Fleck combatte con la sua ombra nel corto d’animazione, e quell’ombra è Joker che – per essere sconfitto – deve essere ucciso. L’uccisione di Joker, nel finale, porta Arthur a perdere tutto il suo fascino: per sé stesso, soprattutto per Harley Quinn – che lo amava per la sua follia – e anche, forse, per tutti noi spettatori. Arthur non è più nulla di speciale, è un detenuto qualsiasi, privato della sua maschera da Joker.
L’ultimissima azione fa un passo ancora più nel profondo. Forse Arthur non è mai stato Joker. Perché non si suicida: non uccide se stesso per liberarsi del Joker che lo imprigiona. Bensì è un compagno di cella a togliergli la vita dopo avergli raccontato una barzelletta, e nel finale sarà proprio quest’anonimo ragazzo ad essere inquadrato con in faccia il sorriso di Joker. (Scopri qui se dopo quest’ultima sequenza c’è da aspettarsi una scena post-credit).
La follia di questo sequel è l’annullamento di Joker, la sua scomparsa, e la descrizione di Arthur Fleck come un semplice e qualunque reietto della società.
Voi avete già visto Joker: Folie à Deux? Ecco la colonna sonora integrale, firmata sempre da Hildur Guðnadóttir!









