Robert Zemeckis compie una doppia impresa interessante con Here, il nuovo film in uscita nelle sale italiane oggi – 9 gennaio 2025. Da una parte svolge l’operazione Amarcord che riporta insieme sullo stesso schermo Tom Hanks e Robin Wright, 31 anni dopo Forrest Gump. Con lo stesso sceneggiatore del suo film di maggior successo, Eric Roth, ambienta la sceneggiatura di Here all’interno di un’unica stanza, inquadrata dall’inizio alla fine della pellicola.
La spiegazione del finale di Here
La scelta di inquadrare una sola e unica stanza per tutta la durata del film permette a Zemeckis (qui la top 10 dei suoi film) di rendere Here una gigantesca riflessione sul tempo che passa. Mentre la stanza è perennemente inquadrata, intanto al di fuori delle sue finestre avvengono tutti gli eventi di un mondo che avanza. La storia antica, le guerre d’indipendenza, il XX secolo ecc. Ma anche le piccoli e grandi gioie e dolori dei personaggi che, nel tempo, abitano e vivono la stessa stanza. Il film diventa, come hanno detto alcuni, una sorta di album di fotografie, appese con un chiodino a quel costante sfondo che è la stanza-protagonista di Here.
Su questa scia, il finale non fa altro che potenziare e riportare al centro i temi fondamentali che hanno animato e smosso l’intera trama del film dall’inizio alla fine. Gli eventi, si è capito, sono per forza di cosa sconnessi, hanno un carattere episodico e da vero album di fotografie. Il fil rouge che costituisce la vera trama di Here, però, sono i temi e i valori che emergono dai fatti episodici. Danno coerenza ed omogeneità alle tante piccole storie che fanno la Storia.
Tra tutte le piccole storie, quella di Richard e Margaret – che riportano al cinema l’amata coppia Hanks-Wring di Forrest Gump – è quella con maggiore spazio nel film. All’inizio Richard è un adolescente, che presenta Margaret alla sua famiglia portandola a casa loro. Poi i due vedono i progetti alle soglie della vita adulta venire spiazzati dalla vita. Lui vuole fare l’artista, lei studiare giurisprudenza: e invece nasce Vanessa – la loro bambina. L’amore si fa agrodolce nella storia tra i due personaggi più presenti: al cinquantesimo compleanno di lei i due si separano. Richard si prende cura del padre e riscopre l’amore per la pittura. Alla fine del film, però, ritornano entrambi in quella casa. Lui perché è in procinto di venderla, lei per cercare di combattere la malattia che le sta portando via i ricordi.
Voi avete già visto Here? Ha già conquistato il Festival del Cinema di Chicago, e chissà che non possa farci qualche sorpresa ai prossimi Oscar 2025. Nell’attesa incrociamo le dita per il nostrano Vermiglio e recuperiamo in sala la nuova impresa di Robert Zemeckis.









