George Lucas e le 12 fatiche: creare una galassia, lontana lontana

All’origine di tutto, per il regista George Lucas non è stato semplice costruire l’universo di Star Wars. Le case produttrici cinematografiche non si fidavano e il budget per il film era così modesto che Lucas ha dovuto compiere molti sacrifici per poter creare qualcosa di mai visto prima.
George Lucas e le 12 fatiche creare una galassia, lontana lontana

Il 14 maggio è il compleanno di George Lucas, uno dei più grandi produttori e registi del cinema moderno, che ha rivoluzionato l’immaginario comune creando un nuovo universo mitolgico: Star Wars! Il progetto visionario di Lucas non era stato colto nella sua interezza né dalla produzione né dal cast dell’epoca e per questo motivo la lavorazione del primo film di Star Wars fu piena di complicazioni.

Quale modo migliore per celebrare una persona così importante se non ricordando il suo lavoro e gli sforzi compiuti per portare alla luce una delle saghe più importanti del cinema? Vediamo cosa è successo insieme.

Gli inizi da regista per George Lucas

I giovani registi Steven Spielberg e George Lucas
I giovani registi Steven Spielberg e George Lucas

Il giovane George Lucas ha passato l’adolescenza con la famiglia nella piccola città californiana di Modesto, in cui suo padre gestiva un’impresa chiamata L.M. Morris. George Lucas Senior sperava che il figlio prendesse in mano l’attività di famiglia col passaggio all’età adulta, ma ciò non accadde dal momento che Lucas Junior decise di studiare cinema all’università del sud California.

L’inizio di carriera si rivelò parecchio turbolento: il suo primo film s’intitola THX 1138 e narra di un mondo distopico in cui è vietata e repressa ogni forma di sentimento ed è valorizzata solo l’utilità e l’efficenza della persona. Se quest’ultima non contribuisce al benessere della società o viola la legge, viene distrutta. La pellicola, prodotta da American Zoetrope con i soldi della Warner, fu un flop al botteghino e la critica lo definì un film freddo, poco umano.

La casa di produzione Warner Brothers, dopo aver letto la sceneggiatura e visto una piccola parte del film, pretese indietro la somma di denaro destinata a finanziare la compagnia American Zoetrope di proprietà di Coppola, lasciando lui e Lucas sul lastrico.

American Graffiti

George Lucas dietro la cinepresa
George Lucas dietro la cinepresa

THX 1138 richiese tre anni di lavoro e rese Lucas e Coppola in debito nei confronti della Warner. Successivamente, Francis Coppola decise di dirigere Il Padrino proprio per rimediare i soldi da restituire alla casa cinematografica. Mentre Lucas, incolpato di non aver fatto un film commerciale, decise di accontentare i dettrattori e fare qualcosa che piacesse di più al pubblico: American Graffiti.

George Lucas firmò un accordo di due film con la casa di produzione United Artists: il primo doveva essere appunto la commedia American Graffiti, mentre il secondo era Star Wars. In quel periodo, il regista si trovava al verde e riusciva a continuare a dedicarsi nella realizzazione di film solo grazie a sua moglie Marcia. Dopo due anni la pellicola era pronta e Lucas era sfinito, dal momento che la maggior parte delle riprese si facevano in orario notturno, e si trovava ancora in debito di 15.000 dollari.

Nonostante nessuno avesse relamente fede nel progetto, il film si rivelò essere un successo guadagnando oltre 140 milioni di dollari, rispetto ai 777 mila di budget iniziale. George Lucas ne guadagnò 20mila da tutto ciò, mentre la pellicola fu canditata a cinque nominations agli Oscar e vinse due Golden Globes.

La creazione di Star Wars

George Lucas ed Alec Guinness sul set di Star Wars
George Lucas ed Alec Guinness sul set di Star Wars

Lucas aveva in mente un’idea iniziale di Star Wars fin dall’uscita del suo primo lungometraggio THX 1138: era più un concetto astratto che una trama ben definita. Il regista sapeva di voler creare una space opera che coinvolgesse la gioventù dell’epoca perché riteneva non ci fossero né film d’avventura né una moderna mitologia né personaggi eroici che facessero sognare i ragazzi.

Il regista, per scrivere la trama, fece riferimento a modelli come la serie tv fantascentifica Flash Gordon, a cui era affezzionato fin da bambino, il lavoro La fortezza nascosta del maestro nipponico Akira Kurosawa, la Trilogia della Fondazione di Asimov, ed infine Dune, il capolavoro di Frank Herbert.

Il rifiuto delle case produttrici

Alan Ladd Jr. e George Lcas
Alan Ladd Jr. e George Lucas

Le case cinematografiche United Artists e Universal (che aveva il diritto di prelazione dopo la United Artists), però, erano titubanti sul nuovo progetto e decisero di rinunciare al secondo film previsto dall’accordo perché considerato troppo roschioso.

Lucas si rivolse alla 20th Century Fox e trovando l’appoggio di Alan Ladd Jr., colpito dall’ultimo film del regista, siglarono un contratto in cui si prevedeva una ricompensa di 150 mila dollari per la sceneggiatura e direzione del film a George Lucas, oltre che ai diritti sul mechandise e sui possibili sequel futuri.

Bisogna sottolineare che nessuno si aspettava molto da questo progetto, solo Alan aveva visto qualcosa di promettente in Lucas. Inoltre, per l’epoca i diritti sul merchandise erano considerate le “briciole” di ciò che si poteva chiedere in un contratto.

La sceneggiatura di George Lucas

Il processo creativo di Star Wars
Il processo creativo di Star Wars

Nel 1973 il regista iniziò a scrivere, nonostante non gli fosse mai piaciuto mettere giù una sceneggiatura. Si dedicò interamente al progetto, spendendo otto ore al giorno, cinque giorni a settimana per raggiungere il numero di pagine prefissato nelle scadenze.

Lucas scrisse circa cinque sceneggiature diverse per Star Wars: ne finiva una, la faceva leggere agli amici ed ai colleghi, si confrontavano e poi riniziava il processo cercando di togliere le parti ritenute non efficaci e aggiungendo elementi più avvincenti.

George scrisse così tanto da avere circa 300 pagine di copione pronte, ma si rese conto come fosse troppo materiale per farlo rientrare in un unico film: “Ho detto, beh, non posso farlo. Lo studio non lo permetterà mai. Prenderò la prima metà, ne farò un film, e poi ero determinato a tornare e finire le altre tre, o le altre due storie”.

Le complicazioni sul set di Star Wars

Uno scatto durante le riprese di Star Wars
Uno scatto durante le riprese di Star Wars

La Fox decise di finanziare le riprese con un budget di 7 milioni di dollari, nonostante il regista ne avvesse chiesto uno in più. Ciò significava solo una cosa per Lucas: lavorare gratis, togliendosi lo stipendio con la speranza che il film andasse bene al botteghino.

D’altro canto, la casa produttrice aveva chiesto di pensare ad un nome diverso rispetto a Star Wars perchè secondo un sondaggio alle donne tra i 18 e 36 anni non piaceva andare a vedere un film con la parola war nel titolo. Per fortuna, nessuno ebbe una proposta alternativa e il nome rimase invariato.

Il set venne costruito in Tunisia, ma ben presto Lucas e la crew si accorsero di diverse complicazioni. Per prima cosa il tempo atmosferico che alternava pioggie torrenziali e caldi asfissianti disturbando la crew al lavoro. Inoltre i robot non funzionavano: “Quando comandavamo R2–D2 a distanza, lui si girava su se stesso e andava sempre a sbattere contro le pareti. Quando c’era dentro Kenny Baker, il nano, era così pesante che non riusciva neanche a muoversi, faceva un passo e crollava a terra sfinito.

Continua: “Non sono mai riuscito a fargli attraversare una stanza: tagliavamo su di lui poi facevamo un primo piano e poi tornavamo su una inquadratura larga in cui lui era arrivato dove doveva essere. Pura magia cinematografica”.

La salute di George Lucas

Al lavoro sul set in Tunisia
Al lavoro sul set in Tunisia

Lucas ebbe un’esperienza terribile con l’intera crew dal momento che non era abituato ad un personale così numeroso e le direttive date ai diversi responsabili di settore si perdevano durante il tragitto. Per Star Wars doveva gestire oltre 950 persone e passò la maggior parte del tempo ad arrabbiarsi con gli operatori perchè non eseguivano alla lettera le direttive.

Inoltre, molti membri del personale tecnico credevano di star lavorando ad un film di serie B pieno di stuppidaggini e di conseguenza si prendevano diverse libertà, schernendo gli attori e il lavoro di Lucas. La stressante direzione del film portò il regista a rischiare di avere un infarto, secondo i medici dovuto ad un’ipertensione per lo stress eccessivo o per un esaurimento nervoso.

Alla fine delle riprese George Lucas dichiarò di che il film rispecchiava il 25% di quello che aveva in mente. E anche così, è diventato uno dei più grandi capolavori della storia del cinema. Pensate cosa sarebbe stato, se quella percentuale fosse salita al 50, al 75 o addirittura al 100%. Ma la storia non si fa con i se e i film non sono figli solamente del suo sceneggiatore e regista, poiché vivono e traggono beneficio da ogni risorsa che vi prenda parte, dalle pretese dei produttori alle inefficienze dei comparti. Forse, Star Wars al 100%, non sarebbe stato Star Wars.

Voi conoscevate la storia della travagliata produzione? Se siete interessati a scoprire altri dettagli su George Lucas, qui avete 5 curiosità sulla sua persona.

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