Don’t Move: la spiegazione del finale del film

Don’t Move ha appena fatto il suo debutto su Netflix dopo che alla Geeked Week era stato presentato il suo primo ansiogeno trailer. La pellicola diretta a quattro mani da Brian Netto e Adam Schindler è un survival horror in piena regola, girato in Bulgaria e prodotto da Sam Raimi. Nell’articolo vi spieghiamo il finale quindi occhio agli spoiler.
Kelsey Asbille in una scena del film Don't Move

Don’t Move è il nuovo survival horror approdato su Netflix. Tra le star del progetto spicca in primo piano quello di Sam Raimi. Il regista de La Casa è un convinto sostenitore del cinema di genere, lo dimostra il fatto che negli ultimi anni ha prodotto una serie di film come Crawl, Man in the Dark (con annesso sequel) e 65- Fuga dalla terra con Adam Driver. Oggi vi parliamo del finale del suo ultimo progetto come produttore perciò, se non avete ancora visto il film, vi sconsigliamo fortemente di proseguire con la lettura dato che faremo spoiler sul finale del film.

Di cosa parla Don’t Move

Prima di arrivare al finale è bene spiegare qual è la trama del film diretto da Brian Netto e Adam Schindler. Il trailer ci era stato presentato durante la Geeked Week e aveva colpito per la sua atmosfera particolarmente ansiogena. La trama di Don’t Move ruota attorno a Iris (Kelsey Asbille), una donna in lutto che decide di stabilirsi nel cuore di una foresta isolata con la speranza di trovare conforto e metabolizzare il lutto. È qui che la donna fa un incontro inaspettato con uno strano sconosciuto. Il losco figuro infatti le inietterà un agente paralizzante in grado di farle perdere il controllo del proprio corpo. La nostra protagonista è costretta, non solo a fare i conti con l’agente inoculato, ma anche con il serial killer. Tutto questo prima che il farmaco abbia la meglio sul suo sistema nervoso per sempre.

Spiegazione del finale

Nel finale di Don’t Move, assistiamo alla catarsi del personaggio di Iris. La protagonista infatti è riuscita a sfuggire al serial killer e, dopo questa esperienza devastante, è anche riuscita a perdonarsi per la morte del figlio Mateo. L’esperienza appena vissuta è dunque l’elemento in grado di dissuadere Iris dal suicidio. Il pluriomicida Richard (Finn Wittrock) è, paradossalmente, proprio colui che ha permesso questa svolta nella vita di Iris. Per questo motivo le ultime parole di Iris rivolte a Richard sono proprio: “grazie“. In una scena del film, quando Chloe stava per morire, vediamo Richard ringraziarla per aver liberato il suo lato oscuro. Allo stesso modo Iris ringrazia adesso Richard prima della sua morte, assicurandosi che l’uomo capisca di essere solo un capitolo nella storia di qualcuno, un essere insignificante.

E voi avete visto il film? Vi ricordiamo che la pellicola è una delle tante novità di Netflix per il mese di Ottobre che sta per giungere al termine.

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