Disney+, le migliori 5 serie TV da vedere sul canale Star

Su Disney+ è arrivato Star, nuovo canale presentato come una specie di brand al pari di Star Wars, Marvel e National Geographic. Comprende al suo lancio 42 serie TV e più di 200 film destinati, prevalentemente, a un pubblico adulto. Prossimamente arriveranno altre centinaia di titoli. Se fra le pellicole troviamo tante opere interessanti in un catalogo tutto sommato ancora non ricchissimo, è evidente invece come per quanto riguardi il piccolo schermo questa nuova sezione sia in grado di proporre molti dei prodotti seriali più importanti degli ultimi 20 o 30 anni. Vale la pena di sfogliare per bene tutto il catalogo; noi, intanto, abbiamo selezionato le 5 serie TV a nostro avviso più belle e iconiche.

Queste sono le migliori 5 serie TV da recuperare su Star, canale dedicato di Disney+.

5) Atlanta (2016-in corso)

La locandina di Atlanta

Ci piace considerare Donald Glover “l’uomo del momento” ormai da qualche anno. Il poliedrico artista, noto anche in ambito musicale, sa fare tutto: in questo caso crea, scrive ed interpreta Atlanta. La serie comedy con venature drammatiche, vincitrice di due Golden Globes, si defila da ogni schema narrativo convenzionale per concetrarsi su situazioni e dialoghi. Glover propone un racconto generazionale, una disamina di una manciata di trentenni inetti e rifiutati dalla loro stessa società. La premessa sta in Earn, separato dalla madre di sua figlia, il quale tenta di diventare il manager di suo cugino Paper Boy, rapper in ascesa nella periferia di Atlanta. La sua ex, Van, lo ospita in attesa che lui si trovi una sistemazione adeguata. Superata la premessa, Atlanta in realtà non ha quasi mai una trama particolarmente definita. Fra il surreale e l’eccentrico, racconta con pessimismo e malinconia il senso di fallimento dei giovani di colore e il razzismo di cui sono vittime. L’aspetto esistenzialista risulta molto delicato e libero da ogni cliché.

4) Scrubs (2001-2010)

Su Star arriva Scrubs

Scrubs, nel suo piccolo, ha portato un po’ più avanti la televisione accompagnandone il percorso di crescita. Nel 2001 Bill Lawrence costruisce una serie moderna, fresca, lucida nell’afferrare i temi che avrebbero caratterizzato gli anni ’00: è, difatti, un affresco dedicato alle generazioni più giovani che inquadra la fatica della gavetta, l’incertezza sul futuro e i disagi nel costruire relazioni sane. Attraverso il rapporto fra J.D. e Turk, inoltre, i millenials si liberano della tipica mascolinità tossica imposta fino ad allora dai modelli televisivi. Ma Scrubs ha anche il merito di aver reso i personaggi di una sit-com tridimensionali e sfaccettati in quanto capaci di imparare dai propri errori e di evolversi; la TV capì, così, che anche una situation comedy può avere una trama orizzontale, purché a legare gli episodi ci sia un ritmo comico sempre mordace, coerente e originale. Tutti elementi in cui Scrubs, in quel periodo e non solo, è fra i primi nel proprio genere.

3) Lost (2004-2010)

Jack, Kate e Hurley di Lost

Con Lost entriamo nel campo di quei prodotti televisivi essenziali, semplicemente alla base del bagaglio culturale televisivo contemporaneo. La trama è probabile che la conosciate: racconta le vicende dei 48 superstiti di uno schianto aereo impegnati a sopravvivere su un’isola (apparentemente) deserta. Fra colpi di scena continui, ribaltamenti dei punti di vista dello spettatore e una tensione sempre crescente, lo show di J.J. Abrams e Damon Lindelof rivoluzionò il concetto di serie TV orizzontale: l’abilità di scrittura fuori dal comune degli autori generò un puzzle colmo di elementi che si susseguivano da un episodio all’altro, da una stagione all’altra, senza mai dare la sensazione che la sceneggiatura potesse aprirsi e poi risolversi. Lost rimane una serie unica nel tenere alta l’attenzione del pubblico per tutto il tempo. Il mix di dramma, azione e fantascienza la rendono inoltre una delle più complete di questo secolo.

2) X-Files (1993-2002 e 2016-2018)

Un'immagine promozionale di X-Files

Con X-Files vediamo aprirsi le nuove frontiere della fantascienza. Fra le serie più apprezzate di sempre, segue gli eventi di due agenti dell’FBI intenti nell’indagare fenomeni di natura paranormale. Chris Carter, nei primi anni ’90, porta in TV molti degli universi narrativi già esplorati al cinema, dando vita a uno show citazionista ma con una propria filosofia ben riconoscibile. Abbiamo, dunque, gli alieni e gli UFO, le teorie del complotto, la genetica e molto altro. La dinamica fra i due agenti, Mulder e Scully, ha creato un modello televisivo ancora centrale che vede il dualismo fra il credente e lo scettico. Insieme a Twin Peaks, X-Files è la prima serie che non si limita rientrare nella cetegoria dei cult ma si erge addirittura a classico della televisione, traguardo che in pochissimi possono dire di aver raggiunto (considerato anche che la TV è un mezzo ancora relativamente giovane). David Duchovny e Gillian Anderson sono i protagonisti di una sorta di parco giochi per tutti i nerd della fantascienza, del mistero e dell’occulto. Con Star possiamo riscoprire anche gli anni ’90, come testimonia il nostro primo posto.

1) Buffy l’Amazzavampiri (1997-2003)

Sarah Michelle Gellar è Buffy Summers

Buffy ha un grande merito: ha spiegato con chiarezza tutto ciò che lo spettatore del ventunesimo secolo si aspetta di vedere in una serie televisiva. Il capolavoro di Joss Whedon racconta di Buffy Summers, una liceale il cui scopo è combattere i vampiri e i demoni, e dei suoi amici sempre pronti a sostenerla nella lotta. Alcuni elementi ne fanno una delle serie più rivoluzionarie che ci siano: l’introduzione del big bad for season, il ribaltamento del cliché della cheerleader “leggerina e supericiale” a testimoniare l’animo naturalmente femminista dello show e, come dicevamo di Lost, ha anch’essa un importante valore nell’innovazione narrativa orizzontale. Buffy è inoltre horror, splatter, dramma e commedia; soprattutto, però, è importante trattarla come un teen drama. Racconta in sostanza due cose: la paura di crescere e la sofferenza in amore “giustificando” questi aspetti attraverso gli elementi soprannaturali. Nel crescendo delle stagioni finali, inoltre, emergono temi come la depressione e la dipendenza. Buffy è tutt’altro che una serie da “dopo scuola” per ragazzini, anzi.

Nel ’97 Sarah Michelle Gellar e compagni danno vita a uno show dall’impatto culturale senza precedenti: la protagonista impulsiva e coraggiosa, gli amici e la loro Scooby Gang il fantasy urbano ne fanno una specie di piccolo Harry Potter televisivo. Buffy è la nostra serie preferita fra quelle proposte da Star per il suo coraggio di osare e di ribaltare tutti gli schemi televisivi dell’epoca. Un prodotto che con la “scusa” dei vampiri ha raccontato tanto, tanto di più.

E voi avete dato un’occhiata ai contenuti su Star?

Questo e altri approfondimenti su Ciakclub.it.

 

 

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