Brennero: la storia vera del mostro di Bolzano

Brennero, la nuova serie TV in onda sulla Rai si ispira a fatti di cronaca che hanno attirato l'attenzione della nazione. Il clima di tensione viene reso da richiami a eventi politici e sociali nonché da un rimando al mostro di Bolzano.
Elena Radonicich e Matteo Martari impegnati a indagare sul Mostro di Bolzano nella serie Brennero.

Brennero, la nuova miniserie TV in onda su Rai Uno trae ispirazione da alcuni eventi di cronaca e da avvenimenti storici che hanno scosso il clima nazionale. I primi episodi sono stati trasmessi il 16 settembre e la programmazione proseguirà con cadenza settimanale fino al 7 ottobre. Scopriamo cosa sappiamo sulla storia della serie.

Le puntate saranno dunque otto, della durata di circa 50 minuti. La regia è stata affidata a Davide Marengo – lo ricorderete per la serie cult Boris 3, perché un’altra televisione è possibile! – e a Giuseppe Bonito, mentre i due protagonisti sono interpretati da Elena Radonicich e Matteo Martari. Analizziamo dunque la trama della serie.

Brennero: di cosa parla la miniserie

Eva Kofler (Elena Radonicich) e Paolo Costa (Matteo Martari) sono rispettivamente una PM di cultura tedesca e un ispettore italiano, impegnati a indagare sul caso di un rinvenimento. Il sospetto è che si tratti del settimo omicidio del serial killer conosciuto come “il mostro di Bolzano”. Per entrambi  gli investigatori, la ricerca del colpevole rappresenta una sfida sia professionale che personale.

Paolo infatti ha perso una gamba nel tentativo di arrestare l’uomo (tre anni prima) e ha incrinato il suo rapporto con la compagna Giovanna mentre Eva intende necessariamente dimostrarsi all’altezza dell’incarico di PM, dopo il pesante retaggio lasciato dal padre. Proprio il padre di Eva, Gerhard, ha avuto l’abilità di risolvere tutti i casi di crimine. Eccetto uno, quello del mostro “ereditato” dalla figlia.

Brennero e il legame con la storia del Mostro di Bolzano

Le vicende che ispirano i fatti di Brennero sono estrapolate dall’evento noto come “la Notte dei fuochi”; tra l’11 e il 12 giugno 1961, un gruppo di ferventi tirolesi ha compiuto una serie di attentati dinamitardi ad alcune infrastrutture dell’Alto Adige. La schiera di terroristi aveva l’obiettivo di riaffermare la propria identità linguistica e culturale e portare dunque all’attenzione nazionale e internazionale l’intenzione di riannettere il Südtirol al Tirolo austriaco, staccandosi così dall’Italia.

Questo lo sfondo politico e sociale delle serie TV, che si serve di questo clima di tensioni per creare una atmosfera di suspense e preoccupazione che ben si concilia con il carattere investigativo delle varie puntate. Non è tutto: anche il richiamo al “Mostro di Bolzano” riporta eventi di cronaca nera realmente accaduti.

Per quanto, in realtà, la serie faccia riferimenti a eventi storici avvenuti prima del caso del mostro di Bolzano, è chiaro che il richiamo sia a Marco Bergamo. Soprannominato appunto “il mostro”, Bergamo uccise cinque donne, di cui tre prostitute, negli anni tra il 1985 e il 1992. La notizia agì con particolare eco sull’immaginario collettivo, portando alla luce le patriarcali patologie di un uomo attratto e spaventato dal sesso femminile, che provava particolare godimento nel vederlo sadicamente schiacciato e annientato.

In Brennero, l’appellativo “Mostro di Bolzano” non rende la serie parte di un elemento biografico su Matteo Bergamo ma punta certamente ad amplificare quella patina di terrore e turbamento che ha causato l’efferatezza dei suoi crimini. Non vi resta dunque che segnare le date della serie TV e lasciarvi coinvolgere dall’investigazione e se siete interessati a scoprire come i registi trattano la storia del nostro paese, ne approfittiamo per darvi un consiglio su una serie in uscita che promette di sconvolgere e stupire.

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