Bodies, recensione del thriller Netflix: premessa geniale… e poi?

La prima stagione della nuova serie thriller - distopica targata Netflix è disponibile nel catalogo dal 19 ottobre 2023. Dai creatori di Doctor Who, Bodies si presenta come una serie particolarmente intrigante, nella premessa. Poi, però, succede qualcosa nello sviluppo (e in particolare modo, nel ritmo della serie).
Una scena da Bodies

Bodies è il nuovo thriller targato Netflix, disponibile dal 19 ottobre. Bodies è quello che si definisce prodotto high concept: un prodotto che ha il potere di catturare l’attenzione con una presentazione di due righe. In sostanza, un prodotto connotato da un potenziale altissimo. Esempio: “Due uomini, senza motivo, uccidono un coetaneo, lo nascondono in una cassa e apparecchiano una festa in suo onore sopra la cassa contenente lo stesso cadavere”: (Nodo alla gola di Hitchcock). E proprio su un cadavere si sviluppa tutta la serie di Bodies

Di cosa parla Bodies?

Lo stesso corpo, nudo, viene ritrovato, nello stesso vicolo, Longharvest Lane, Whitechapel, a Londra, in quattro epoche differenti: 1890, 1941, 2003, 2053, da quattro persone diverse, quattro detective. Marco Kreutzpaintner e Haolu Wang (le menti dietro Doctor Who): avete la nostra attenzione. I due scrittori e registi aggiungono, man mano, altri elementi vincenti alla serie: in una delle quattro epoche, quella ambientata nel futuro, troviamo anche una copia in vita del morto (che si scopre non essere una copia, ma una sua versione del futuro). 

Eppure, la storia riesce a trattare il tutto, viaggi nel tempo inclusi, senza intrecci troppo complessi da seguire. I salti temporali vengono introdotti nella serie, il che ricorda tantissimo il classico Dark. L’uomo si ritrova, come la sua “copia” su un tavolo gelido, con una ferita da colpo di pistola sopra l’occhio e nessuna pallottola rinvenuta, nessuna ferita a segnalare l’uscita del proiettile, un tatuaggio con tre righe sbarrate sul braccio. Si aggiunge poi l’elemento distopico: nel tempo futuro, la Londra che conosciamo non esiste più. Dopo un’esplosione che ha annientato quasi ogni cosa, la città è stata ricostruita secondo il modello autocratico. 

La democrazia viene vista come qualcosa di troppo assoluto, paradossalmente. Occorre una sorta di ordine, di piano, sostiene la nuova società. Chi decide di tirarsene fuori vive ai margini, senza assicurazione sanitaria, senza pari diritti, ma libero di seguire la propria via. L’unico ad essersi opposto a tale modello, l’unico a chiedersi se tra due vie assolute davvero non vi sia spazio per le zone grigie, è la vittima.

Un rompicapo intrigante

Kyle Soller in una scena della serie Bodies

Si potrebbero aggiungere tanti elementi al puzzle per sostenere la teoria dell’high concept. Come l’aggiunta di un detective nella vecchia Londra che si affida ad una seduta spiritica per risolvere il caso – sullo stile Poirot e l’ultimo Assassinio a Venezia – la storia d’amore tra la vittima e uno dei detective, una frase ricorrente: “Tu sei amato”;  la vittima, la copia vivente, che scappa nel futuro lasciando un biglietto: “Catch me, if you can” – “Prova a prendermi”. C’è poi il più classico caso rintracciabile nei libri gialli: uno dei morti della serie è un uomo con una vecchia ferita alla gamba in un punto specifico.

Forse aveva un bastone alla mano destra, può avere avuto una zoppia alla mano sinistra: forse, in passato, è stato un maggiordomo. Tramite la vittima della storia si apre anche ad un dibattito sull’esistenza effettiva della libertà di scelta nell’uomo. L’uomo sostiene, ad esempio, che anche il mero fatto di trovare di gusto un certo tipo di vino dipenda non dalle papille gustative, ma dalle scelte pregresse che abbiamo seguito nella vita, dal rapporto con i genitori e dal loro rapporto con gli alcolici, dagli incontri che abbiamo fatto in giornata e così via.

Che succede nello sviluppo?

Emily Barber, Jacob Fortune-Lloyd in una scena della serie Bodies

Sembra di giocare a quei videogiochi per Nintendo di quando si è piccoli, tipo Professor Layton, altrettanto complesso. E scrivendone, vengono fuori anche diversi pensieri sulla soluzione al rompicapo ma no, nessuna soluzione alla fine, perché è davvero articolato. Il tutto è riportato nella serie con colori perfetti, palette precise a seconda dell’epoca in cui ci troviamo: bianco ospedaliero per il futuro distopico, toni neutrali per il presente, toni freddi per la Londra del periodo bellico, caldi per i focolari che riscaldavano la Londra ottocentesca.

Solo che aldilà dell’interesse per l’enigma proposto, diventa complesso seguire la serie con lo stesso entusiasmo iniziale, complesso empatizzare con le vite dei protagonisti (di cui si sa ben poco, non solo per motivi di trama), protagonisti che pur riservano ottime interpretazioni. Si perde sicuramente molto nel ritmo dello svolgimento.

Sono poi tanti i personaggi da seguire per riuscire ad empatizzare allo stesso modo per tutti loro, nelle quattro epoche differenti. Il morto della storia, ad ogni modo porta avanti l’attenzione necessaria per chiedersi: “come risolvo il rompicapo per sbloccare il livello successivo?”. Non solo Bodies: vi proponiamo, inoltre, tutte le altre uscite nel calendario Netflix di ottobre

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