Asunta: la tragica storia vera dietro la serie Netflix

La miniserie true crime Asunta su Netflix racconta il tragico omicidio della dodicenne Asunta Basterra in Spagna, commesso dai suoi genitori adottivi. Diretta da Jacobo Martínez in sei episodi intensi, la serie non si limita alla ricostruzione dei fatti del 2013, ma analizza profondamente i personaggi e le loro intricate relazioni. Scopri la storia vera!
Immagine della miniserie tv Netflix Asunta

Un caso di cronaca nera ha sconvolto la Spagna: l’omicidio della dodicenne Asunta Basterra, perpetrato dai suoi stessi genitori adottivi. Questa la storia narrata dalla miniserie true crime Asunta sbarcata recentemente su Netflix, che ha già conquistato il pubblico con la sua trama avvincente e la sua analisi profonda dei personaggi.

In sei intensi episodi diretti da Jacobo Martínez, la serie non si limita a ricostruire i fatti di quel tragico 2013, ma approfondisce le dinamiche psicologiche dei protagonisti e le relazioni intricate che li circondavano. Un ritratto inquietante di una famiglia disfunzionale e di un crimine efferato che ha scosso l’intera nazione.

Il cast della serie, composto da attori di calibro come Candela Peña e Tristán Ulloa, offre interpretazioni intense e commoventi. Scopriamo insieme di cosa parla la mini-serie e la tragica storia che si nasconde dietro la finzione televisiva. Se siete fan del genere, sarete allora felici di sapere che Michael Bay ha deciso di cimentarsi in una docu-serie true crime.

Asunta: di cosa parla

Asunta ripercorre il caso di cronaca nera che ha sconvolto la Spagna: l’omicidio della dodicenne Asunta Basterra, ad opera dei suoi stessi genitori adottivi. La serie segue fedelmente le tappe dell’indagine che ha portato all’arresto e alla condanna di Rosario Porto e Alfonso Basterra. Ma non si limita a ricostruire i fatti: scava nelle pieghe psicologiche dei protagonisti e nelle relazioni intricate che li circondano, offrendo un ritratto inquietante di una famiglia disfunzionale e di un crimine efferato.

Asunta è una produzione di Bambú Producciones, creata da un team di sceneggiatori di talento: Ramón Campos, Gema R. Neira, Jon de la Cuesta e David Orea Arribas. La miniserie, composta da sei episodi, è stata girata tra Santiago de Compostela e Vigo. Candela Peña, per calarsi al meglio nel ruolo, ha lavorato con due coach per perfezionare il suo accento galiziano. La produzione ha inoltre prestato particolare attenzione alla rappresentazione della vicenda, con il massimo rispetto per le vittime e per i loro cari.

La storia vera

E’ il 21 settembre 2013. La quiete della cittadina di Teo, in Galizia, viene sconvolta dalla scomparsa di Asunta Basterra, una ragazzina di 13 anni adottata da Rosario Porto e Alfonso Basterra, coppia apparentemente insospettabile e conosciuta per la propria professionalità. Poche ore dopo la denuncia, il corpo senza vita di Asunta viene rinvenuto in un bosco vicino all’abitazione della madre. L’autopsia rivela tracce di Lorazepam e asfissia, gettando i primi dubbi sui due genitori adottivi.

Le indagini procedono spedite e gli indizi raccolti conducono verso Rosario e Alfonso. La corda arancione usata per il delitto si trova nell’abitazione della donna. Emergono anche sconvolgenti dettagli: Rosario aveva recentemente subito un ricovero psichiatrico e non aveva denunciato l’ingresso di uno sconosciuto in casa, figura che gli inquirenti ipotizzano essere lo stesso Alfonso in un tentativo fallito di eliminare Asunta mesi prima.

Il movente rimane avvolto nel mistero. Si ipotizza che la bambina fosse ritenuta dai coniugi la causa della loro infelicità e del successivo divorzio. Altri ipotizzano un movente economico legato all’eredità dei nonni defunti. Non viene esclusa anche l’ipotesi di abusi sessuali da parte del padre. 

Al termine del processo, i magistrati condannano Rosario Porto e Alfonso Basterra a 18 anni di carcere per omicidio premeditato. Nonostante le numerose incongruenze e i dubbi che costellano la vicenda, la Corte ritiene che i due ex coniugi siano gli unici responsabili del delitto, pianificato accuratamente e attuato dopo aver somministrato droga alla bambina per mesi.

Nel 2020, Rosario Porto, condannata a 18 anni di carcere per l’omicidio della figlia adottiva, viene trovata senza vita nella sua cella. Le autorità hanno stabilito che si è trattato di suicidio. Alfonso Basterra, l’altro condannato per l’omicidio di Asunta, si trova tuttora in carcere, nonostante continui a proclamare la sua innocenza. Scopri anche tutte le altre nuove uscite Netflix!

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