Quando un tre volte premio Oscar torna sui propri passi, il cinema trattiene il fiato. Con Anemone Daniel Day-Lewis riappare dopo otto anni di silenzio, guidato dalla regia d’esordio del figlio Ronan: un passaggio di testimone che è anche materia del film. Il primo trailer mette subito al centro un legame spezzato — due fratelli, Day-Lewis e Sean Bean — e un ritorno che chiede un prezzo emotivo. L’anteprima mondiale è fissata al New York Film Festival, quindi l’uscita limitata negli USA il 3 ottobre e l’espansione la settimana successiva: una tabella di marcia che certifica l’evento e accende il buzz della stagione autunnale.
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Di cosa parla Anemone
Anemone è ambientato nel Nord dell’Inghilterra e segue Jem (Sean Bean), un uomo di mezza età che lascia la propria casa per ritrovare Ray (Daniel Day-Lewis), il fratello che si è ritirato a vivere da eremita nei boschi. Il loro rapporto, segnato da colpe mai davvero dette e da un evento traumatico accaduto dieci anni prima, alterna asperità e tenerezze improvvise. È una storia di famiglie e fratture, dove il paesaggio diventa psicologia: lande aperte, vento tagliente, silenzi più eloquenti dei dialoghi. Il trailer suggerisce una traiettoria da road-movie intimo: la ricerca dell’altro come occasione per guardarsi allo specchio, setacciare il passato e ricomporre — o accettare — ciò che resta.
Nel quadro dei temi, il film scava nelle dinamiche tra padri, figli e fratelli, rifiutando l’enfasi per un realismo nervoso: corpi segnati, voci basse, occhi che evitano e poi cedono. In alcune letture internazionali, l’ambientazione si stringe fino allo Yorkshire e lambisce memorie politiche, suggerendo ferite comunitarie che pesano sul presente dei due protagonisti. Anche qui, Anemone sembra scegliersi un’angolazione precisa: non la cronaca, ma gli strascichi morali, la colpa individuale e collettiva che imbratta gli affetti.
Il cast attorno alla coppia principale è di quelli che promettono sfumature: Samantha Morton, Safia Oakley-Green e Samuel Bottomley completano un ensemble a misura di attori, dove la recitazione è il primo effetto speciale. Dietro la macchina da presa, Ronan Day-Lewis firma il suo esordio nel lungometraggio e co-scrive la sceneggiatura con il padre: un gesto d’autobiografia indiretta che rende il progetto doppiamente curioso. La produzione è targata Plan B, con Focus Features alla distribuzione, mentre la squadra creativa annovera il direttore della fotografia Ben Fordesman, lo scenografo Chris Oddy e la casting director Shaheen Baig.
Il trailer del film
Anemone usa un archetipo antico — due fratelli divisi da un segreto — per parlare del presentissimo: della fatica di perdonare e di perdonarsi. Se la promessa del trailer sarà mantenuta, l’incontro tra Day-Lewis e Bean potrebbe partorire una di quelle coppie destinate a restare, perché riconoscono al pubblico un’intelligenza: non spiegano tutto, ma ti chiedono di entrare. E di restare.
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