Da oggi, 21 marzo 2025, il catalogo di Paramount+ rende disponibile la serie tv Happy Face, realizzata da Jennifer Cacicio e con Annaleigh Ashford, James Wolk e Tamera Tomakili nel cast. In totale gli episodi dello show saranno 8 e prendono spunto dall’autobiografia del 2009 di Melissa Moore. Dietro la vicenda di true crime c’è realmente una storia vera.
Happy Face, come dicevamo, non è soltanto tra le migliori uscite di Marzo 2025 su Paramount+ , ma è anche una tragica storia vera che ha ispirato la serie. Inizia dall’autobiografia di Melissa Moore perché la donna ha iniziato una nuova vita da quando ha scoperto che suo padre, Keith Hunter Jesperson, è un famigerato serial killer. Il soprannome che si è guadagnato è Happy Face, e in 5 anni (1990-1995) pare abbia ucciso almeno 8 donne. Scopriamo insieme la storia vera.
La storia vera dietro la serie
Annaleigh Ashford (già nell’horror Hold Your Breath) nella serie interpreta Melissa Moore. La donna nel corso della sua vita oltre a scrivere l’autobiografia ha realizzato un podcast in cui fa i conti con le azioni orrende di suo padre e descrive come sia riuscita a ricostruire la sua esistenza cercando di essere un sostegno per le famiglie delle vittime.
Keith Hunter Jesperson prima di essere un serial killer faceva il camionista. Proprio il suo lavoro gli ha permesso di trovare le sue vittime in sei stati diversi degli USA. È uscito allo scoperto a partire dal ritrovamento del cadavere della sua fidanzata, la quarantunenne Julie Winningham, nel 1995. Confessò di averla strangolata perché lei lo stava accusando di averla stuprata. Dopodiché dichiarò di aver ucciso anche altre persone.
A quell’epoca Melissa aveva soltanto 15 anni e ha scoperto che suo padre era responsabile di 8 omicidi. Taunja Bennett fu la prima vittima di Happy Face – violentata, strangolata e gettata da un’altura. Le altre vittime, non tutte identificate, furono: una donna sconosciuta che sosteneva si chiamasse “Claudia”, Cynthia Lynn Rose, Patricia Skiple, Angela May Subrize, Suzanne Kjellenberg.
Il soprannome Happy Face proviene dalla sua consuetudine di inviare lettere firmate con uno smile sorridente a giornalisti e dipartimenti di polizia, quando rivelava i suoi crimini. La prima volta dichiarò un suo omicidio sul muro di un bagno pubblico, anche lì firmandosi con il suo ormai segno distintivo.
Ad oggi Jesperson è all’Oregon State Penitentiary per scontare i sette ergastoli cui è condannato. Melissa Moore ha dichiarato di non vederlo da oltre un decennio, che invece è in contatto con i parenti delle vittime e soprattutto con Daun Slagle – una donna sopravvissuta all’attacco di Jesperson.
Ora che sapete tutto sulla sua storia, siete curiosi di scoprire com’è stata realizzata la serie su Happy Face? Vi aspetta ogni giovedì su Paramount+!









