Alien: Pianeta Terra, quando è ambientata la serie? La timeline spiegata

Dopo Alien: Romulus (2024), il franchise si espande in TV con Alien: Pianeta Terra (2025), firmata da Noah Hawley e prodotta da Ridley Scott. Per la prima volta lo Xenomorfo approda sulla Terra, sollevando la domanda cruciale: dove si colloca questa serie nella complessa timeline della saga?
Scena della serie tv Alien: Pianeta Terra

Dopo l’uscita di Alien: Romulus nel 2024, che ha riportato al cinema uno dei franchise fantascientifici più amati e longevi, il 2025 è l’anno di un nuovo capitolo televisivo: Alien: Pianeta Terra (Alien: Earth). A firmarlo è Noah Hawley, creatore di Fargo, con la supervisione del produttore storico Ridley Scott. La serie rappresenta un cambio di prospettiva radicale: per la prima volta nella storia del brand, l’incubo dei Xenomorfi sbarca sul nostro pianeta.

La domanda che sta catalizzando l’attenzione dei fan, però, è una sola: quando è ambientata la serie rispetto al resto della timeline di Alien? Per rispondere, occorre mettere ordine in una cronologia ormai complessa, fatta di film, prequel e ora anche serie TV.

Di cosa parla Alien: Pianeta Terra

Hawley non ha mai nascosto la sua intenzione di dare alla saga una declinazione filosofica. Nelle sue parole, Alien “non è solo un grande monster movie, ma la storia dell’umanità schiacciata tra un passato parassitario e un futuro dominato dalle intelligenze artificiali”. Da qui nasce Pianeta Terra: un racconto che non parla solo di alieni, ma anche dell’arroganza umana, convinta di poter manipolare la vita e dominare la tecnologia senza pagarne le conseguenze.

La trama si svolge nel 2120, in un futuro prossimo dove la Terra non è più governata da Stati nazionali, bensì da cinque corporazioni rivali: Prodigy, Weyland-Yutani, Lynch, Dynamic e Threshold. Al centro della scena c’è Boy Kavalier (Samuel Blenkin), giovane miliardario visionario e fondatore della Prodigy. La sua compagnia ha sviluppato una tecnologia rivoluzionaria e inquietante: il trasferimento di coscienze umane in corpi sintetici.

Il primo esperimento riuscito è quello di Marcy, una ragazzina di 12 anni malata di cancro, la cui coscienza viene caricata in un corpo sintetico adulto ribattezzato Wendy (interpretata da Sydney Chandler). Attorno a lei prende forma un gruppo di androidi chiamati i Lost Boys, eco esplicita al mito di Peter Pan.

Tutto precipita quando Wendy e i suoi compagni vengono inviati a indagare sul relitto di un’astronave Weyland-Yutani schiantatasi nella città di New Siam, territorio controllato da Prodigy. All’interno della nave si cela un Xenomorfo adulto — e con esso, una serie di forme di vita predatorie destinate a scatenare il caos.

Al centro della serie non c’è soltanto l’orrore alieno, ma un terreno minato di questioni etiche: fino a che punto l’umanità può spingersi nel manipolare la vita? Che cosa significa davvero essere umani quando la coscienza stessa diventa trasferibile?

La timeline della serie spiegata

Per capire dove collocare Alien: Pianeta Terra, bisogna ripercorrere brevemente la cronologia del franchise.

  • Prometheus (2089-2093) e Alien: Covenant (2104) costituiscono i prequel più lontani, incentrati sulle origini della vita aliena e sul ruolo degli Ingegneri.
  • Alien: Pianeta Terra è ambientata nel 2120, ossia due anni prima degli eventi di Alien (2122), il capolavoro di Ridley Scott con Sigourney Weaver.
  • Due decenni più tardi, nel 2142, si colloca Alien: Romulus, l’ultimo film, che fa da ponte tra Alien e Aliens – Scontro finale (2179).

Questo significa che la serie rappresenta un prequel diretto della pellicola del 1979, un contesto narrativo che consente di restituire il fascino del “retro-futuro” tanto caro a Hawley. Il regista ha dichiarato di non voler seguire la strada dei prequel di Scott, che introducevano tecnologie troppo avanzate rispetto alle prime pellicole. In Pianeta Terra niente ologrammi scintillanti, niente interfacce patinate da Apple Store, ma un ritorno all’estetica industriale e claustrofobica dei primi due film.

È anche interessante notare come la serie decida di non collegarsi direttamente alla mitologia di Prometheus e Covenant. Sebbene le questioni filosofiche — il rapporto tra creatore e creatura, il posto dell’umanità nell’universo — restino sullo sfondo, Hawley preferisce tornare a un concetto più puro: lo Xenomorfo come “forma di vita perfetta”, frutto di milioni di anni di evoluzione naturale, e non come semplice arma biologica inventata da un demiurgo.

Per chi segue le novità in streaming, l’uscita della serie si inserisce in un mese denso di uscite imperdibili: qui trovate tutte le novità di agosto su Netflix e qui invece quelle in arrivo su Prime Video.

Con la sua collocazione temporale strategica e il ritorno al “terrore industriale” delle origini, Alien: Pianeta Terra è forse il tassello più vicino allo spirito che nel 1979 diede vita a una delle creature più iconiche del cinema.

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