Star Wars: Tales of the Empire, recensione: unitevi al lato oscuro

Star Wars è tornato, e come sempre, torna l’eterna lotta tra bene e male. Questa volta siamo dalla parte opposta, quella del lato oscuro. Spade laser cremisi, outfit dark tenebrosi e un'atmosfera tetra ci mostrano l’altra faccia della medaglia. Ma dove c’è l’oscurità ci sarà sempre la luce.
I personaggi di Star Wars: Tales of the Empire nel poster della serie tv

Ammettiamolo, per quanto i buoni possano rappresentare la strada giusta da seguire, i cattivi in risposta avranno sempre quel fascino in più. Star Wars: Tales of the Empire, nuova serie antologica firmata Lucasfilm, ci mostra come il lato oscuro, ancora una volta, sia capace di sedurre anche gli animi più puri. Proprio come la serie precedente, Tales of the Jedi, siamo di fronte a due storie separate che portano in scena le vite di due protagonisti e la loro lotta interiore tra bene e male.

A differenza di Tales of the Jedi, che segue le vicende di Ahsoka Tano e del Conte Dooku in maniera sfalsata, qui la narrazione si divide in due parti. I primi tre episodi sono dedicati alla sorella della notte Morgan Elsbeth, alla sua tragica gioventù e al suo percorso che l’ha resa una temibile alleata del Grand’Ammiraglio Thrawn. L’altra metà della serie è invece dedicata a Barriss Offee, ex Jedi divenuta Inquisitore a seguito dell’Ordine 66. 

Due personaggi diversi ma complementari, entrambi in cerca di un destino incerto, ci raccontano i pezzi mancanti della loro storia, andando a chiudere un cerchio e ad arricchire di nuove informazioni l’universo narrativo ideato da Dave Filoni. Ma Tales of the Empire riesce a superare il suo predecessore? Per chi scrive è un si convinto, dettato non solo dal fascino per i cattivi tormentati, ma perché si presenta a noi un titolo più sviluppato e tematicamente più interessante.

Morgan Elsbeth

Partiamo col dire che la scelta sui personaggi risulta più convincente rispetto a Tales of the Jedi. Ahsoka e il Conte Dooku non sono poi così nuovi al pubblico, e ampliare ancora il loro background può risultare poco interessante. La strega della notte forse è un po’ scontata come scelta, essendo apparsa in The Mandalorian e Ahsoka. Eppure, nonostante i suoi episodi siano più deboli rispetto a quelli dedicati a Barriss Offee, la narrazione legata ad un ottimo impatto visivo riescono a consegnare tre episodi che scivolano via in tranquillità.

Sicuramente la durata di questi ultimi non risulta poi un grande impedimento nel continuare la visione, ma l’evidente superiorità della seconda parte della serie mette in chiaro una cosa: Morgan Elsbeth funzionava meglio nelle serie live-action. Al di là del suo rapporto con Thrawn, che chiariamo, non è che venga sviscerato molto, il suo background e successivo sviluppo erano alla fine già noti al pubblico. Probabilmente è questo il motivo per il quale i primi tre episodi dedicati alla strega sono più forti nella resa scenica che nel racconto-

Barriss Offee

Barris Offee in una scena della serie tv Star Wars: Tales of the Empire

La seconda metà della serie è sicuramente meno accattivante esteticamente, ma molto più forte nello sviluppo e nella narrativa. Al di là delle innumerevoli informazioni sull’Inquisitorio, che fanno gola ad un sacco di fan, ci troviamo all’interno di un contesto più sfaccettato, nel quale male e bene sono in continua lotta fa loro. L’ex Jedi viene addestrata dal Grande Inquisitore per diventare una delle sorelle che andranno a comporre l’esercito personale di Darth Vader. È qui che arriva il colpo di genio.

La storia di Barriss, un personaggio comunque già noto ai molti, è solo un pretesto per intrecciarsi con quella di un altro personaggio: la Quarta Sorella, incontrata anche nella serie dedicata ad Obi-Wan Kenobi. L’inquisitore ruba volutamente la scena, lasciando intendere che alla fine, il percorso di riscoperta non è Barriss a compierlo, bensì lei, costantemente in bilico tra il lato oscuro e quello chiaro. Si crea così un dinamismo narrativo che, nonostante si tratti solo di tre episodi di breve durata, consegna allo spettatore un racconto completo e variegato. 

More Tales, more Filoni

Morgan Elsbeth in una scena della serie tv Star Wars: Tales of the Empire

Dave Filoni ci consegna un altro prodotto targato Star Wars che, nonostante qualche sbavatura, riesce ancora una volta a sostenere un franchise ultratrentennale che di scivoloni ne ha presi parecchi. In generale, tecnicamente parlando, Star Wars: Tale of the Empire risulta più convincente del suo predecessore, presentando molti più combattimenti all’arma bianca e animazioni ancora più fluide e incisive. Si nota anche una maggiore forza visiva rispetto a Tales of the Jedi.

Dave Filoni fa centro ancora una volta, dimostrando come l’Universo Espanso debba essere una risorsa e non qualcosa da rinnegare. Star Wars: Tales of the Empire è disponibile per la visione su Disney+, insieme a tutti i titoli in uscita nel mese di maggio 2024. 

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