Hanno ucciso l’Uomo Ragno: la recensione della serie sugli 883

Dopo Smetto quando voglio, Syndey Sibilia conferma la combinazione leggerezza, storie incredibili e figure carismatiche per realizzare la sua prima serie tv. Dopo l’Isola delle Rose e Mixed by Erry, il regista spalanca la paludosa provincia di Pavia per tornare ai primi passi degli 883 e raccontarne la storia in Hanno ucciso l’Uomo Ragno!
Elia Nuzzolo e Matteo Oscar Giuggioli in una scena della serie tv Hanno ucciso l'Uomo Ragno

Sydney Sibilia festeggia nel 2024 i dieci anni della sua carriera da registra, iniziata con il primo film della trilogia Smetto quando voglio. Nel frattempo, in quest’ultima fase di carriera, si è specializzato nelle “storie incredibili”. Prima l’Isola delle Rose, poi la pirateria di cassette musicali. Ora gli 883. Hanno ucciso l’Uomo Ragno è su Sky e NOW da oggi, 11 ottobre 2024, con i primi due episodi. Gli altri usciranno a cadenza settimanale, ogni venerdì per altre tre settimane. Nel frattempo che aspettate l’1 Novembre per la conclusione della serie, trovate qui la nostra recensione dell’inizio!

Hanno ucciso l’Uomo Ragno, ma qualcuno ce l’ha fatta

La serie di Sibilia inizia fin dai primi minuti con la freschezza, il brio e il largo spazio alla musica che ormai rendono riconoscibili i lavori del regista. Dopo Mixed by Erry (qui la nostra recensione) anche Hanno ucciso l’Uomo Ragno comincia da una cassetta. Una traccia che Massimo Pezzali ha registrato per Silvia, una ragazza che lo ha baciato per noia una sera e di cui – invece – lui si è innamorato.

Il primo episodio si concentra proprio su Massimo, un adolescente che sembra uscito da un fumetto di Zerocalcare o un libro di Fausto Brizzi. Invece è proprio quel Max Pezzali che oggi conosciamo tutti bene, e la storia del suo successo inizia in realtà da una serie di insuccessi. Quell’Uomo Ragno che hanno ucciso, all’inizio è un po’ anche Max. Bocciato, in punizione dai genitori e quindi bloccato a Pavia per tutta l’estate, costretto a fare le consegne per il negozio di fiori di famiglia. La desolazione della provincia – in cui “piuttosto che stare qui in estate la gente muore” – e la solitudine sono i due fulcri della vita di Massimo. Se non fosse che, in un grandissimo esercizio à la Butterfly effect, il giovane riconduce la causa del fallimento del suo ultimo anno ad un incontro sensazionale. La scoperta del punk.

A questo punto interviene Mauro Repetto, che conosciamo nel secondo episodio. Dopo l’anno disastroso di Massimo, i genitori decidono di fargli cambiare scuola. Proprio lì – nel nuovo istituto – si trova ad essere compagno di banco di Mauro. Tanti sono i sodalizi musicali nati proprio fra i banchi di scuola, e con la scusa di un passaggio in motorino Massimo e Mauro finiscono per buttarsi a capofitto nel mondo della musica. Mauro, infatti, vuole fare il dj. Ma quando Massimo gli fa ascoltare quella canzone scritta per Silvia e registrata in una cassetta: tutto cambia anche per lui. Vende i giradischi, le console da dj e decide di fare musica con Massimo. Con lo stesso procedimento per cui Enrico – in Mixed by Erry – doveva cambiarsi nome per sembrare più disinvolto; Mauro consiglia di fare lo stesso a Massimo, che diventa Max.

Con un deca non si può andar via, con la musica sì

Elia Nuzzolo e Matteo Oscar Giuggioli in una scena della serie tv Hanno ucciso l'Uomo Ragno

Se non conoscessimo gli 883 quella di Max e Mauro, incastrati nella Pavia degli anni 80, sembrerebbe una storia destinata a fallire. Almeno dopo i primi 2 episodi. L’entusiasmo dei due giovani appassionati di musica pare non avere chance e strade per diventare un potenziale fertile e capace di produrre frutti. Ci aspettiamo che uno dei due si stanchi qualche anno dopo – come nella storia raccontata da Pupi Avanti in La quattordicesima domenica del tempo ordinario. Oppure che le famiglie di entrambi pretendano da loro maggiore produttività e concentrazione concreta nella vita vera.

Pavia e la provincia, infatti, nei primi due episodi sono un tema fondamentale per Hanno ucciso l’Uomo Ragno. E Sibilia riesce, come aveva fatto per Forcella nel suo ultimo film, a descrivere con perfezione la sensazione di fango e acqua ristagnante che avvolgeva quella generazione di giovani degli anni ’80 nelle periferie d’Italia.

Massimo, ad un certo punto, chiede a Silvia che ha viaggiato a lungo dietro al compagno della madre: “ma com’è trasferirsi, viversi da un’altra parte?“. Da subito la musica si presenta come un luogo. Un’isola delle rose – per alludere ad un altra storia raccontata dal regista – capace di far sentire Massimo e i tanti giovani come lui in un mondo con le proprie regole, in cui possa essere piacevole vivere. Un’alternativa a quella Pavia da cui “non si può andar via” – come dice il testo di Con un deca – che non ha bisogno di chilometri, mezzi di trasporto o soldi. Basta alzare il volume dell’amplificatore.

La rivincita dei “tanto così”

Elia Nuzzolo e Matteo Oscar Giuggioli in una scena del trailer della serie tv Hanno ucciso l'Uomo Ragno

La fine del secondo episodio di Hanno ucciso l’Uomo Ragno, così come già le immagini del trailer, fanno intendere che la serie d’ora in avanti sarà la celebrazione di un riscatto. Se le prime due puntate sono servite come premessa per descrivere il senso di nullità e il desiderio di rivalsa che animava Max e Mauro; le prossime saranno l’esplosione della loro rivincita.

I due attori, che Sibilia ha selezionato con cura perché dovevano rappresentare due uomini realmente esistiti e non frutto della fantasia, incarnano il giusto equilibrio. Danno l’idea tanto di essere un po’ disadattati, adolescenti sconnessi dal mondo e impacciati; quanto di avere qualcosa da dire. Un sogno in testa per cui vale la pena mollare tutto il resto intorno.

Quel “tanto così” che le professoresse, gli allenatori, gli adulti del mondo di Max e Mauro, sostengono essere mancante in loro per raggiungere il successo, sarà la loro energia. A partire da quanto gli è stato rimproverato di non avere, Max e Mauro – diventando gli 883 – riempiranno quegli spazi. E oltrepasseranno ciò che chiunque avrebbe potuto immaginare per loro. Da quelli che “gli manca tanto così“, passeranno ad essere quelli con un avanzo così grande da riscuotere affetto e clamore.

Sydney Sibilia insieme ai protagonisti – Elia Nuzzolo e Matteo Oscar Giuggioli – realizza un esperimento che possiamo dire riuscito già dalle prime due puntate. Quella che fino ad ora sembra un Ovosodo lombardo, diventerà un’Incredibile storia dell’Isola delle Rose. A suon di Tutta colpa del goal e sgarri alle industrie di caffè. Con Hanno ucciso l’Uomo Ragno il regista realizza una vera fusione tra i suoi ultimi 2 film, e a noi non resta che aspettare il prossimo venerdì. Il 18 Novembre su Sky e NOW saranno disponibili altri due episodi di questa promettentissima serie !

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