Fondazione 2, una delle serie Apple Tv+ più seguite, tratta dai romanzi parte del Ciclo della Fondazione di Asimov, torna sul piccolo schermo con un totale di 10 episodi (che debutteranno su cadenza settimanale ogni venerdì). “Trailer dell’attesissima serie Apple Tv+” si leggeva già online nelle premesse. E per delle buone ragioni.
Pur non avendo accontentato al 100% i fan dei romanzi, la serie è stata comunque acclamata per l’utilizzo di uno stile narrativo asciutto, ambientazioni e colori che rimandano ai mondi asettici di Westworld (privato di tutti gli interrogativi esistenziali su macchine, tecnologia e organismi senzienti), quelli sabbiosi di Dune e quelli lunari di Star Wars (sebbene sia stato lo stesso universo lontano lontano ad aver attinto dalle narrazioni di Isaac Asimov). Insomma, Fondazione ha fatto bene i compiti a casa. Ma è come quel candidato che va a colloquio, fa una performance perfetta e si sente dire “le faremo sapere”.
Dove eravamo rimasti
“Chiedete ad uno storico: ‘Qual’è la più grande invenzione dell’umanità?’ Il fuoco, la ruota, la spada? Io direi che è la storia stessa. La storia non è la realtà, ma il suo racconto. Scritto e curato nei minimi dettagli. Sotto i colpi di penna dello scrittore giusto un malvagio diventa un eroe, una menzogna diventa verità.”
Sotto i colpi di penna degli sceneggiatori David S. Goyer e Josh Friedman Fondazione era riuscita a trasformare uno dei suoi antagonisti, Fratello Giorno, clone della dinastia dei Cleon, borioso, egoriferito e anche un po’ lunatico, nell’unico personaggio di cui vuoi scoprire le sorti. Più dell’antagonista dei libri, Il Mulo. Quello che non ti fa venire voglia di mandare avanti la puntata. Diventa sempre più difficile concentrare l’attenzione sulla protagonista Gaal Dornick. Nella nuova stagione a capo del gruppo che guiderà la civiltà verso una Seconda Fondazione, su Star’s End. Centrale nella storia è finalmente la Volta, una sorta di fugura geometrica che annienta chiunque le si avvicini.
Tanto che i bambini del pianeta giocano a chi si spinge più oltre senza perdere i sensi. Hari Seldon, matematico psicostorico, è stato ucciso, come avviene in molte narrazioni di Asimov – da Abissi d’Acciaio a Il Sole Nudo – per mano di esponenti di quelle stesse scienze – roboticisti, matematici, apprendisti. robot stessi – non scienze seconde. È solo l’idea tradizionale di scienza a morire. Non ci sono lezioni da impartire, non c’è l’idea etica del giusto e sbagliato che troviamo in distopie come Person of Interest del 2016. Seldon torna ora in veste di ologramma, e a sua è volta in lotta con la propria coscienza virtuale.
Fondazione 2 è il mostro di Troisi

Si chiamava Angelo – il bambino mostro di Ricomincio da tre – e Troisi non se lo scordava più perchè gli aveva rovinato l’esistenza, troppo perfetto – sapeva le tabelline a memoria, le capitali di tutto il mondo, addizione, sottrazione, moltiplicazione, divisione e suonava pure il pianoforte “Ma in tutta Napoli, proprio vicino a me…e pure i genitori ma dico io, avete un figlio mostro, ma portatelo in mezzo ai mostri”. Il fatto è che tra gli altri “mostri” Apple Tv +, alcuni in uscita proprio nel mese di luglio, quasi nessuno raggiunge quella mania stilistica di Fondazione, e ancora di più di Fondazione 2.
Sembra assurdo anche da scrivere – se va male va male, se è tutto perfetto non va bene lo stesso? Diventa difficile anche spiegarlo senza dispiacersi, non è una ricerca forzata dell’errore, non è un volere l’errore, ma neanche una narrazione asettica, ospedaliera. Si riassume come: quando stai guidando e sei così rilassato che diventa rischioso – fenomeno dell’ipnosi stradale.
Capita di guardare l’episodio e di dover tornare indietro con la puntata per capire cosa è appena successo, ma tutto è stato detto, nei minimi dettagli, da qualche parte deve pur esserci una spiegazione: “Se vai al letto la sera e vedi la neve sai che ha nevicato anche se non hai visto la neve.” affermava Redford in Tutti gli uomini del presidente. E avviene in particolar modo nell’incontro forzato tra Gaal e Salvor Hardin, due copie biologiche entrambe svegliate in anticipo dal criosonno, senza nulla in comune: una ha incubi dal passato, l’altra sul futuro – in pratica, entrambe dormono male.
Giù la maschera, almeno un po’

Solo per un attimo, la prima puntata della seconda stagione sembra cambiare ritmo, inizia a somigliare per stile e idee a prodotti vicini e non dispiace – la relazione tra il robot Eto, e Fratello Sole inizia a somigliare a quella tra Cersei e il fratello nel Trono di Spade, il tema della selezione genetica nelle società e dei corpi perfetti – soprattutto nella figura di Fratello Alba – inizia ad avvicinarsi a Gattaca – La porta dell’universo. Ma è un’illusione, perché dopo soli 10 minuti torna al suo stile perfetto, senza lezione morale di alcun tipo. Le tre leggi della robotica sembrano muovere quasi tutti i personaggi, e non c’è altro.
Forse alla fine è vero che a volte le recensioni cambiano a seconda del momento in cui le si scrive. Verrebbe anche da provare a riguardarla, Fondazione 2, ma rimarrebbe sempre una serie perfetta, molto perfetta, troppo perfetta.









