Zombie contro zombie quanto è costato? Il budget è ridottissimo

Sam Raimi e La casa (Evil Dead): nel 1981, il regista gira un film horror goliardico con un gruppo di amici e un budget ridottissimo. Poi, nel 2017, il regista giapponese Shin'ichirō Ueda dirige Zombie contro zombie (One Cut of the Dead) con un budget ancora più irrisorio, sfornandone un film innovativo, quasi manifesto metacinematografico.
Harumi Shuhana in una scena del film Zombie contro zombie

Zombie contro zombie (One Cut of the Dead) è il fìlm genere horror in chiave ironica scritto e diretto da Shin’ichirō Ueda (regista giapponese di titoli quali Special Actors del 2019 e Isoppu no omou tsubo dello stesso anno). Non solo scrittura e regia, Shin’ichirō Ued si è occupato anche del montaggio stesso del film. Insomma, il film incentrato sui morti viventi non ha avuto necessità di un grandissimo budget. Anzi, considerando anche il genere coinvolto e i conseguenti effetti necessari, risulta ancora più sorprendente scoprire il budget effettivo di cui il regista si è servito per portare il progetto alla luce.

Circa 25.000 euro (3 milioni di yen). Una cifra davvero irrisoria nel mondo del cinema. Pensiamo che La casa (Evil Dead), il cult dell’horror – body horror che cambiò davvero il genere. Diretto da Sam Raimi, girato nel 1981 in una casa, appunto, low budget, con un gruppo di amici appassionati del genere, fu girato comunque con un budget di circa 350.000 dollari. Certo, non si vuole paragonare i due prodotti, ovviamente: Zombie contro Zombie, volutamente quasi demenziale, volutamente low budget (Evil Dead era per il gruppo di Raimi più una questione di necessità), ha, ad ogni modo, un suo perchè. 

Presentato anche al Far East Film Festival di Udine, il lungometraggio di Shin’ichirō Ued parlò di metacinema già nel 2017, metacinema oggi sempre più presente nelle storie portate sul grande e sul piccolo schermo. Un regista ce la mette tutta per girare un film di non morti nelle vicinanze di una cisterna abbandonata. Diverse difficoltà, tuttavia, si presentano sul set: dagli attori che non rispondono alle sue esigenze espressive, all’arrivo effettivo dei mostri. Quelli veri, però, che iniziano a dare la caccia a tutta la troupe cinematografica.


Altro tratto davvero particolare di Zombie contro Zombie è sicuramente il piano sequenza iniziale: ben 37 minuti e 24 secondi di riprese raffigurano un’attrice intenta nell’interpretare una donna spaventata dall’apocalisse dei non morti. Non ci riesce. Fino all’arrivo effettivo degli zombie “non fermare la telecamera!” è il titolo originale del film, tradotto. Tutto andrà avanti, questo il motto del regista protagonista, finalmente soddisfatto.

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