World War Z, recensione: zombie cazzuti sempre piaciuti

Il film apocalittico-zombie World War Z, da poco disponibile sulla piattaforma di Amazon Prime, al suo debutto ha diviso la critica a metà non accontentando del tutto gli amanti del libro. Ma comunque la pellicola ha raggiunto un grande traguardo: essere il film di zombie ad aver incassato di più nella storia del cinema.
World War Z, recensione: zombie cazzuti, sempre piaciuti

Ormai dieci anni fa World War Z usciva al cinema, film apocalittico-zombie tratto dal romanzo best seller World War Z. La guerra mondiale degli zombi di Max Brooks del 2006. Brad Pitt, dopo averlo letto, se ne innamorò, decidendo nel 2007 di comprarne i diritti con la sua casa di produzione cinematografica Plan B Entertainment, pianificando un adattamento per il grande schermo.

La produzione fu tremendamente lunga, le attese per la realizzazione logoranti. L’ostacolo più grande fu quello di trovare il soggetto protagonista della sceneggiatura dal momento che il romanzo è composto da più storie di sopravvivenza con diversi personaggi centrali. Per questo motivo, lo script fu rivisto più volte. Comunque il pubblico iniziò a gasarsi appena il disegnatore Daniel Luvisi caricò su DevianArt alcuni schizzi della battaglia di Yonkers e quando il trailer uscì, presentado il film con un atmosfera horrorifica da paura.

All’uscita del film, però, il pubblico e la critica si sono divisi a metà: c’è chi è rimasto a bocca aperta per l’intera durata del film grazie alle scene di inseguimenti e d’azione, e invece chi è rimasto a bocca asciutta, aspettandosi una trasposizione più fedele del romanzo o un film più gore/horror.

La trama

Brad Pitt nelle vesti del protagonista
Brad Pitt nelle vesti del protagonista

Il film segue le vicende del protagonista Gerry Lane, ex-impiegato delle Nazioni Unite interpreatato da Brad Pitt, mentre cerca di mettere in salvo la propria famiglia dopo la diffusione della pandemia di non-morti che infestano le strade di tutte le città. Il mondo sembra spacciato, ma Gerry ed alcuni scenziati e soldati vengono scelti per intraprendere un viaggio alla ricerca del vaccino contro questo nuovo tipo di virus. L’ultimo disperato tentativo prima che la razza umana si estingua.

La trama ha rappresentato uno dei punti di rottura per gli spettatori: alcuni si aspettavano una realizzazione più fedele del romanzo di Brooks, dove la narrazione segue più voci e punti di vista di vari sopravvisuti alla pandemia. Ma era comprensibile che gli sceneggiatori dovessero trovare un compromesso, un filo conduttore per la pellicola, che mantesse lo spirito del libro, ma presentando un punto focale differente: Gerry Lane.

Gerry Lane è IL protagonista del film anche per il fatto che tutti gli altri personaggi sono letteralmente da sfondo. In World War Z Brad Pitt rappresenta tipico eroe della narrativa classica: determinato, sempre consapevole della scelta giusta da fare ed infine incrollabile. Certo, il protagonista non è privo di timori in cuor suo, ma affronta ogni difficoltà con grande tenacia.

Gli zombie di World War Z

Gli zombi assaltano le mura di Gerusalemme
Gli zombi assaltano le mura di Gerusalemme

A togliere un po’ di scena a Brad Pitt ci sono gli zombie! Diversi da quelli a cui siamo abituati di solito: non sono lenti come in The Walking Dead, nè assomigliano ai non-morti cannibali del classico La notte dei morti viventi. Gli zombie sono i parassiti attraverso cui il virus si espande, sono violenti, veloci, intelligenti a loro modo, ma non voraci (non si vede mai uno zombie cibarsi di carne umana).

I non-morti sono protagonisti delle sequenze meglio riuscite nella pellicola: la scena iniziale dell’invasione zombi in cui spargono terrore in mezzo al traffico di Filadelfia oppure l’assalto sconfusionato dell’orda alle mura di Gerusalemme. Wow! Semplicemente epico! Lo spettatore rimane incantanto dalla resa di queste scene che diventano emblematiche, rendendole indelebili nella mente del pubblico grazie alla loro efficacia visiva.

Horror? Direi più thriller… alla Michael Jackson

Un infetto in World War Z
Un infetto in World War Z

A parte il gioco di parole, World War Z non è un horror, come era stato presentato, ma più un thriller. Non sono presenti scene crude, gore o sanguinolente, infatti il film si basa interamente su un altro fattore: la tensione, così ben costruita e palpabile che tiene su da sola l’intera narrazione. La pellicola non vuole spingersi oltre ad un certo livello di brutalità perchè cerca di essere aperta ad un pubblico più ampio possibile.

Il film è lineare, segue le caratteristiche di una narrazione classica: l’eroe di turno che inizia un viaggio, affronta difficoltà di ogni sorta ma alla fine riesce sempre a trovare un modo per cavarsela. Per quanto secondo alcuni ciò può sembrare banale o ridondante, ciò non sminuisce l’ottima riuscita della pellicola; la quale ha conquistato il botteghino diventando il film di zombi più redditizio di sempre.

Cosa ne pensate di World War Z? Farete un rewatch del film su Amazon Prime? Scrivetecelo nei commenti! Qui trovate le ultime novità sul nuovo progetto di Brad Pitt!

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