Woman in gold, la storia vera del Klimt rubato

Woman in gold narra la particolare vicenda che ha coinvolto un dipinto di Gustav Klimt, l’anziana erede dei proprietari, l’Austria e gli Stati Uniti. Con protagonisti Helen Mirren, Ryan Reynold e Daniel Bruhl, il film diretto da Simon Curtis andrà in onda questa sera in TV.
Helen Mirren e Ryan Ryan Reynolds in una scena del film Woman in gold

Quando si parla di Gustav Klimt la maggioranza pensa ovviamente al dipinto Il bacio, ma tra le sue opere ne esiste uno altrettanto rappresentativo e con un passato burrascoso per quanto riguarda la proprietà. Woman in gold, diretto da Simon Curtis, racconta il caso dell’opera rubata dell’artista e di come una donna abbia lottato per far valere i suoi diritti.

Il Ritratto di Adele Bloch-Bauer I, chiamato anche Donna in oro, è conservato indebitamente dallo stato, dopo che che l’opera è stata sequestrata dai nazisti ai proprietari ebrei e successivamente recuperata. Una delle eredi della famiglia, la vedova Maria Altman (Helen Mirren), trova delle lettere che attestano la proprietà del quadro ed inizia quindi una battaglia legale aiutata da un avvocato alle prime armi, interpretato da Ryan Reynolds, in un ruolo migliore rispetto ad altre pessime scelte dell’attore.

Una storia quella di Maria Altman e la Donna in oro conclusa nel 2006, ma facciamo un passo indietro. Molte sono infatti le opere confiscate dai nazisti e raramente i proprietari sono riusciti a far valere la loro proprietà. Quello della Altman, nata Maria Viktoria Bloch-Bauer, è un caso più unico che raro. Cresciuta in un ambiente borghese negli anni 20-30, la donna era spesso a contatto con artisti dell’epoca grazie all’influenza degli zii Ferdinand e Adele, proprio quella del dipinto. Trovato rifugio in America durante gli eventi del secondo conflitto mondiale, Maria ha vissuto con il tormento del passato austriaco e di quanto è stato ingiustamente tolto alla sua famiglia.

Nel 1999 porta avanti la causa contro il governo austriaco, che si è avvalso di una presunta nota testamentaria della zia per appropriarsi del quadro ed esporlo nel museo nazionale. Aiutata dal giovane avvocato E. Randol Schonberg, nipote del compositore Arnold, nonostante i continui rinvii a giudizio e rallentamenti, è riuscita a spostare il contenzioso dall’Austria ai tribunali americani, vincendo il ricorso nel 2004. Infine, nel 2006, dopo sessantotto anni, la Donna in oro e altre opere di Klimt sono tornate alla legittima proprietaria.

Un film che denuncia un caso molto particolare e, come dichiarato dallo stesso regista, racconta di Maria e del dipinto, testimoni dell’epoca d’oro di Vienna (raccontata nei suoi scandali e sogni nel film Klimt & Schiele – Eros & Psiche) ed entrambi accomunati dal destino americano. Se quindi volete conoscere meglio questa storia, Woman in gold andrà in onda questa sera 15 dicembre 2023 su Iris a partire dalle 21.

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