Wim Wenders contro i sequel: “Uccidono cinema e immaginazione”

Ospite al Lumiere Film Festival di Lione, il leggendario regista tedesco Wim Wenders si è espresso riguardo una delle tendenze più gettonate da Hollywood: quella dei sequel. Le sue parole, maturate nel tempo, evidenziano una presa di posizione molto consapevole.
Wim Wenders

In occasione del Lumiere Film Festival di Lione, il maestro del cinema tedesco Wim Wenders ha rilasciato una dichiarazione molto forte e schierata. Le sue parole riprendono delle affermazioni fatte anche dal gigante americano Martin Scorsese che, come lui, sembra condividere una profonda preoccupazione per l’ossessione che ha oggi Hollywood per i sequel. Non solo questo, ma ha parlato con piglio critico anche dell’IA facendo riferimento allo sciopero in corso in America.

Gli attori e gli sceneggiatori hanno paura di diventare obsoleti.” Dice Wenders parlando proprio dello sciopero. “Con l’IA le cose si sviluppano molto velocemente. Dai tre idee e qualche spunto e il giorno dopo hai una sceneggiatura che molti dirigenti degli studios vorranno usare perché è quello che volevano. Per gli sceneggiatori sarebbe la fine. Abbiamo già trattato dell’incredibile carriera del regista, parlando dei più grandi film di Wim Wenders, e certo le sue parole non vanno ignorate.

Il regista ha sostenuto che anche gli attori hanno ragione a lottare perché i loro dati non sono protetti. “I dati sono comodi perché non creano problemi e non si ammalano“, ha detto Wenders, alludendo all’uso non autorizzato dei volti di attori tramite la pratica del deepfake. Ha ricordato anche Scorsese quando ha parlato della mancanza di sostegno da parte dei grandi studios per il cinema d’autore. “I sequel stanno uccidendo l’immaginazione e l’idea di cinema, ha detto citando Fast & Furious come esempio di un franchise di lunga durata.

L’idea che uno studio possa limitare i rischi utilizzando idee che hanno già dato buoni risultati credo sia totalmente stupida e svuota il potenziale creativo che c’è là fuori“, ha ribadito Wenders. “Ci sono grandi sceneggiatori che hanno idee e che sono molto frustrati perché la possibilità di avere uno studio che li supporti per una sceneggiatura originale è molto bassa. Nella maggior parte dei casi, quando un regista entra in scena deve solo eseguire un disegno già programmato in precedenza“.

E voi cosa ne pensate delle parole di Wim Wenders? Nonostante tutto sembra che il regista non ripudi a priori la modernità, tanto che si è espresso molto positivamente sul 3D al cinema.

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