When Evil Lurks, recensione: un horror che farà molto discutere

When Evil Lurks di Demian Rugna, presentato al Toronto Film Festival lo scorso anno, è stato subito definito come uno degli horror migliori degli ultimi tempi. Ma il film merita davvero di essere visto? Noi di CiakClub in questa recensione vi raccontiamo cosa ne pensiamo.
Pablo Galarza (Uriel) in una scena di When Evil Lurks

When Evil Lurks, l’horror argentino di Demian Rugna, arriva finalmente nelle nostre sale cinematografiche a quasi un anno dal rilascio sulla piattaforma streaming Shudder, disponibile solo negli Stati Uniti, in Canada, nel Regno Unito e in Irlanda. Non possiamo che essere grati per gli sforzi fatti per portarlo anche nel nostro paese. Sebbene il film presenti alcuni piccoli difetti, di cui parleremo nei prossimi paragrafi, è decisamente un horror che merita di essere visto dagli appassionati del genere, nonostante tra alcuni potrebbe generare perplessità.

When Evil Lurks trasporta lo spettatore sin dai primi minuti in un mondo privo di speranza, governato da una presenza maligna pronta a inghiottire qualunque cosa le si pari davanti. Un male che non ha pietà per nessuno e che, se ti contagia, non lascia scampo, ricordando ai più il modo di concepire il male di Sam Raimi, in particolare nel film cult La Casa.

Quando il Male è puro non hai scampo

La carta vincente di When Evil Lurks, un film che si pone a metà strada tra tre sottogeneri dell’horror quali lo splatter, il body horror e l’horror soprannaturale, è proprio nella sua rappresentazione del Male puro, che non ha pietà neanche per i bambini, la sua fonte principale di nutrimento. Un Male che può infettare la terra facendo possedere gli umani dai demoni. Demoni ingannatori che non scendono a patti e, se lo fanno, non li rispettano.

Demian Rugna disegna un mondo dove la speranza è cessata e l’uomo non può fare altro che sottomettersi al Diavolo, avendo perso la fede nel Dio salvatore. Una prigione chiamata Terra per l’uomo, dove non ha più via d’uscita, dando vita ad una sensazione claustrofobica che pervade l’intero film. Il tema della perdita della fede è ricorrente nel genere horror in quest’ultimo periodo; basti pensare a film come Omen – L’origine del presagio e L’esorcista – Il credente, per citarne alcuni. Sembra che si stia cercando di riaccendere la fede nella chiesa giocando sulla suggestione dell’arrivo del demonio sulla Terra, dato che in molti di questi film viene ribadito che è la perdita della fede da parte dell’uomo ad aver causato la venuta del Diavolo.

Da La Casa a Cabin Fever in When Evil Lurks

Virginia Garófalo (Sabrina) e Marcelo Michinaux (Santino) in una scena del film When Evil Lurks

A parte quest’ultima riflessione, When Evil Lurks strizza l’occhio non solo a La Casa di Sam Raimi, ma anche a Cabin Fever di Eli Roth, che a sua volta riprende Raimi, per rappresentare il male come un virus che si propaga da persona a persona: un’infezione impossibile da debellare. Se in La Casa il Male viene risvegliato attraverso la lettura del Necronomicon e inizia a infettare le persone, in Cabin Fever si tratta di un virus vero e proprio. L’accostamento ai due film è funzionale per far capire come Rugna abbia rappresentato il Male come una vera e propria infezione dalla quale non c’è possibilità di salvarsi.

Rugna ricorda Raimi e Roth anche per la sua rappresentazione nuda e cruda della decomposizione e dello smembramento dei corpi. Se siete deboli di stomaco, ricordatevi di non mangiare prima di vedere il film. Infatti, non mancano scene disturbanti e cruente che vi faranno rizzare i peli sulle braccia e vi porteranno a coprire gli occhi con le mani, per la loro capacità di mostrare la vera violenza causata dal male ai personaggi.

Interessante risulta essere come il regista, proprio come i maestri a cui fa riferimento, mostri come l’uomo tenda a vedere un nemico in chi reputa diverso da lui e quindi in chi, ad esempio, ha la pelle di un colore differente. I protagonisti, quando all’inizio il male comincia a propagarsi, incolpano una piccola famiglia straniera di averlo portato nelle fattorie della campagna, non rendendosi conto di essere anche loro stessi la causa.

Il simbolismo in When Evil Lurks

Ezequiel Rodriguez (Pedro) in una scena del film When Evil Lurks

When Evil Lurks fa fede ai simbolismi legati al Male dalla cultura popolare, come l’ombra dell’uomo che può essere deformata, la presenza di un caprone nel bestiame che resta immobile o i cani posseduti che richiamano alla mente i mastini del Diavolo. Gradevole è il modo in cui il regista riprende le antiche credenze popolari, come quelle che vedevano nelle campagne dei luoghi incontaminati perché lontane dalle città corrotte, per sovvertirle. Una sottile critica al progresso tecnologico visto come maligno, o semplicemente un gioco perverso da parte del regista verso queste credenze per mostrare come il Male possa arrivare anche a toccare luoghi creduti incontaminati.

La critica al progresso può essere vista anche nel fatto che chi viene posseduto nel film non può essere ucciso con un’arma da fuoco, altrimenti il Male si propaga ancora di più. Questo perché, se ve lo chiederete, trattandosi del Male primordiale, quindi presente sin dall’inizio dei tempi, è immune all’avanzamento tecnologico e per essere sconfitto richiede un cambiamento radicale nella società e nell’individuo.

Degno di nota è come il regista nei primi minuti del film girati in piano sequenza, prima del titolo, riesca a farti percepire una presenza maligna in agguato, come se stessi guardando i personaggi attraverso gli occhi del male. La successiva inquadratura a volo d’uccello dall’alto, dopo il titolo, rafforza questa sensazione, portandoti ad avere l’impressione che qualcosa di malvagio stia osservando i protagonisti nella radura. La colonna sonora contribuisce a sottolineare ciò, rendendo l’atmosfera ancora più inquietante.

Un horror da vedere

Demián Salomon (Jaime) in una scena del film When Evil Lurks

When Evil Lurks è un horror da non lasciare passare inosservato, nonostante alcuni piccoli difetti a livello di scrittura dei personaggi. Ad esempio, molte azioni compiute dai personaggi possono risultare inverosimili e poco in linea con il modo in cui sono stati descritti poco prima. Ho trovato poco curata la caratterizzazione del fratello del protagonista, che in ogni sequenza sembra non ricordare ciò che è successo precedentemente, comportandosi in modi non congrui tra le varie sequenze.

Inoltre, ci si può trovare ad assistere a monologhi dei personaggi che servono a contestualizzare meglio il mondo, come se quella fosse l’unica soluzione per farlo, quando il mostrare nei film rimane sempre la scelta migliore. Nonostante ciò, il film non deve essere lasciato passare in sordina, perché dimostra come, anche se ci possono essere piccoli difetti, l’idea alla base è talmente forte da renderli passabili.

When Evil Lurks ricorda quei grandi classici degli anni ’80, dove il Male è mostrato come un’entità che non perdona. Saranno proprio i continui rimandi ai cult horror a farlo apprezzare dagli amanti del genere. Il film di Demian Rugna vi aspetta al cinema dal 18 luglio 2024. Non dimenticate di portare con voi una bustina vuota.

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