What If…? 2, recensione: Peggy Carter nel multiverso della follia

What If... ? 2 è tutta disponibile su Disney +. Dopo nove giorni di ininterrotta pubblicazione, abbiamo finalmente redatto la nostra recensione sulla serie targata Marvel. Per leggerla, non vi resta che continuare la lettura.
Occhio di falco, Thor, Captain Carter, Iron Man, Wasp e Vedova Nera in una scena della serie What if...?

What If…? 2 è giunta alla conclusione. Distribuita da Disney seguendo una modalità particolare (a partire dal 22 dicembre, Disney + ha reso disponibile ogni giorno un nuovo episodio), la seconda stagione della serie animata targata Marvel ha intrattenuto gli appassionati di tutto il mondo sotto le feste, ampliando a dismisura il già vastissimo multiverso (tanto vasto che, ultimamente, sembra che neanche la Marvel stessa riesca a tenere tutto in pugno, con personaggi e qualità che scivolano a tutte le parti, ma questo è un altro discorso).

La nostra fiducia nella Marvel, dopo le ultime, claudicanti, produzioni (per stessa ammissione del dirigente Disney Bob Iger), era piuttosto bassa ma, come mezzo mondo, anche noi abbiamo visto tutta questa seconda stagione, lasciandoci immergere nel caotico e vorticante universo animato ideato da A. C. Bradley. Quindi, bando alle chiacchiere, di seguito potete trovare la nostra recensione.

E Se… l’MCU fosse diverso da come lo conosciamo?

La seconda stagione di What If…? è, come la prima, tendenzialmente antologica (anche se la situazione si complica: ci arriveremo) e, di nuovo, come la precedente, è composta da nove episodi. A narrare le varie storie brevi (ogni puntata ha la durata di mezz’ora circa) è l’Osservatore (doppiato in originale da Jeffrey Wright), la potentissima entità che veglia sul multiverso senza la possibilità di intervenire direttamente (almeno in teoria) sulle vite degli abitanti delle varie linee temporali.

Prendendo come spunto il vastissimo Marvel Cinematic Universe fin qui esplorato (e soprattutto la prima stagione della serie), l’Osservatore accompagna gli spettatori attraverso il multiverso e racconta vicende alternative a quelle mostrate nelle opere precedenti. Da Nebula che deve salvare il crepuscolare pianeta Xandar, che sembra qui uscito da Blade Runner, a Happy Hogan che si trasforma in Hulk per salvare il natale degli sciroccati Avengers, da Hela (sorella di Thor) che diventa di buon cuore e si serve dei Dieci Anelli per sconfiggere il padre Odino (qui malvagio conquistatore intergalattico) fino alla nascita della supereroina nativa americana Kahhori (la puntata che la riguarda, la numero sei, è per distacco quella più originale, interamente doppiata in dialetto mohawk).

Ma, in realtà, What If…? 2 un protagonista (o meglio, una protagonista) ce l’ha, ed è Captain Carter (ovvero Peggy Carter, l’amore perduto di Steve Rogers/Captain America nel MCU canonico), che ritorna dalla prima stagione e che funge da collante tra le puntate (oltre ad avere il ruolo cruciale di legare la prima alla seconda stagione). Ben tre sono infatti gli episodi che la riguardano direttamente in questa seconda stagione, con tanto di conclusione che la vede assoluta protagonista in uno scontro con una variante malvagia di Doctor Strange.

E Se… venisse fuori un casino?

Il Soldato d'Inverno, Hank Pym e Mar-Vell in una scena della serie What If... ?

Detto dell’intricata (e confusionaria) costruzione logica e narrativa della serie, affondiamo un po’ il coltello nella piaga e parliamo con sincerità:  What If…? 2 (così come la prima stagione) non arricchisce in modo decisivo un franchise come quello della Marvel sempre più privo di una direzione precisa.

La caratterizzazione dei personaggi, molti dei quali compaiono per pochissimi istanti, è interessante e divertente, ma spesso finisce sepolta nella quantità esagerata di comparse, di crossover e di ribaltamenti di scena. Non è un caso che gli episodi meglio riusciti siano quelli che limitano il loro raggio a un personaggio solo (il citato episodio sei ne è l’esempio perfetto) o che quantomeno contengono il potenziale illimitato del multiverso (la settima, incentrata su Hela e basta), che si conferma arma affascinante ma quanto mai a doppio taglio, specialmente per un MCU confuso come questo.

Il rischio zibaldone è altissimo e non sempre viene esorcizzato. Le battute si susseguono incessanti (e talvolta fastidiose), con personaggi disparati che sbucano qua e là senza una apparente ragione. Siamo pur sempre nel multiverso, okay, ma forse è proprio questo il problema.

E Se… alla fin fine non fosse così male?

Doctor Strange in una scena della serie What If... ?

Con la fiducia nella Marvel ai minimi storici, l’aspettativa per What If…? 2 alla vigilia non era certo alle stelle. I difetti ci sono, lo abbiamo visto, e sono anche piuttosto grossolani. Tuttavia, la seconda stagione della prima serie animata del Marvel Cinematic Universe ha più di qualche asso nella manica. Innanzitutto, l’animazione: fumettistica, vorticosa, colorata e, aspetto più interessante, piena di references ai background dei personaggi. Non raggiunge le vette dell’animazione Sony (Spider-Man: Across the Spider-Verse è su un altro pianeta), ma c’è margine di miglioramento e comunque non si fa disprezzare.

In secondo luogo, è azzeccata la scelta di dare lo stesso spazio a personaggi vecchi e nuovi, ricreando vecchie dinamiche (con i primi protagonisti del franchise, da Tony Stark/Iron Man a Steve Rogers/Captain America passando per Natasha Romanoff/Vedova Nera, che tornano in scena) e creandone delle nuove, con nuovi personaggi che calcano il campo. Fattore che dimostra quanto, almeno in questo campo, sia vero il detto “gallina vecchia fa buon brodo”.

E Se… questa fosse la via giusta (più o meno)?

L'Osservatore in una scena della serie What If... ?

La Marvel è in un conclamato momento di crisi. Da almeno quattro anni la sua produzione si è fatta traballante, dimenticabile e, soprattutto, sconclusionata (tratto che si conferma anche qui in realtà, con la serie che prima sembra antologica, e poi fa continuare la storyline della prima stagione). Le sue star sono meno convincenti e carismatiche di quelle con cui l’avventura era iniziata (che, tra l’altro, non parlano benissimo dei loro trascorsi) . I suoi prodotti meno coinvolgenti e innovativi, sempre più realizzati in serie. Gli incassi, fino ad ora punto di forza, stanno via via diventando sempre più insufficienti a coprire le immani spese di produzione.

Anche per queste ragioni What If…? 2 è un prodotto che tutto sommato può dare un po’ di respiro al gigante in apnea. Questa seconda stagione della serie animata fa quello che deve. Intrattiene, fa tantissimo fan service (che, in questo momento, è il modo migliore per fidelizzare nuovamente i sostenitori delusi), e regala qualche momento che rimanda ai tempi migliori del franchise, anche servendosi di spunti tratti da altre opere (al limite del plagio la corsa automobilistica della quarta puntata, uguale a quella presente in Ralph Spaccatutto, ma è un altro discorso). E Se… questa serie servisse a dare finalmente nuova linfa ad un franchise sempre più in difficoltà? Vedremo…

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