Vizi di famiglia e quel curioso legame con Il laureato

Questa serà sarà visibile in televisione Vizio di famiglia, commedia di un veterano come Rob Reiner che lega la propria vicenda ad un film amatissimo e citatissmo della Hollywood degli anni Sessanta: Il laureato di Mike Nichols. Le due opere sono infatti legate in modo tanto bizzarro quanto azzeccato.
Vizi di famiglia e quel curioso legame con il laureato.

Questa sera su La5 passerà Vizi di famiglia (2005), una commedia tanto carica di “già visto” quanto brillante nello sfruttare i cliché e le citazioni di rilievo. Il film si potrà vedere questa sera, mercoledì 15 marzo 2023, sul canale Mediaset, a partire dalle 21:10. L’opera può contare su un cast di primo livello: Jennifer Aniston, Kevin Costner, Shirley McLaine, Marc Ruffalo e Richard Jenkins tra gli altri.

Vizi di famiglia: una commedia americana che si allaccia alla Storia del cinema

Vizi di famiglia, firmato da un regista che di commedie se ne intende quale Rob Reiner, racconta di Sarah (Jennifer Aniston) che, in piena crisi personale e sentimentale, si convince di essere figlia dell’uomo che ispirò la creazione de Il laureato, capolavoro di Mike Nichols.

Sempre più convinta di questa bizzarra parentela, Sarah si presenta a casa dell’uomo, Beau Burroughs (Kevin Costner, prossimo, tra l’altro, a tornare alla regia) che conferma solo in parte la storia. Lui è sì stato con la madre di Sarah (e, come nel film del ’67, con la di lei madre) ma non può essere suo padre, in quanto sterile. Sarah, confusa e indecisa sul da farsi (così come Ben nel film di Nichols), intraprende una relazione con l’uomo. Scoperta dal promesso sposo (che non è certo entusiasta della “scappatella”), Sarah lotta per rimettere a posto la sua vita. Il film si chiude quindi con il più classico dei “lieto fine”.

Vizi di famiglia: il cinema moderno si allaccia al cult

Sia chiaro, nessuno tenta di paragonare Vizi di famiglia a Il laureato. Si parla di due opere di livello (e intenti), oltre che di peso storico e cinematografico ben diversi. Quello di Rob Reiner è un film leggero che, tra cliché e gag divertenti, riesce a citare con intelligenza il film di Nichols. Il film non aggiunge infatti niente di nuovo ad un genere, la commedia, che si basa da sempre sui questo genere di equivoci e che vede, proprio ne Il laureato, una brillante eccezione, ma va comunque apprezzato per la citazione al cult.

La vicenda di Sarah ricorda vagamente quella del Ben interpretato da Dustin Hoffman. Le loro vite sono confuse, i due personaggi sono indecisi e dubbiosi sull’avvenire che li terrorizza e trovano rifugio nelle braccia di una persona più adulta che sembra capirli e, in parte, confortarli.

Il film si pone quasi come un seguito de Il laureato, quasi portando a compimento una battuta di “altmaniana memoria” (“facciamo il seguito de Il laureato, con Julia Roberts protagonista”), senza tuttavia ripeterne la brillantezza e il carisma. Tuttavia, il film di Rob Reiner riesce nell’intento: regalare a chi lo guarda due ore senza impegno, arricchite dalle interpretazioni brillanti dei suoi protagonisti.

Il laureato: un film che “fece” una generazione

Il laureato è un film cardine della Storia del cinema. Una di quelle opere capaci di fare scuola e diventare pietre miliari apprezzate da più generazioni e ancora oggi (Il laureato è il film preferito di chi scrive) al centro di studi, saggi e restauri che permettono al film di non essere dimenticato.

Il laureato è uno dei film che più hanno segnato il cinema americano degli anni Sessanta. Un vero e proprio film-manifesto di un’epoca cinematografica concisa ma incredibilmente rivoluzionaria, capace di segnare i decenni successivi. Vuoi per la recitazione (astutamente impacciata e terribilmente brillante), vuoi per la regia (che ridicolizza e umanizza i personaggi), vuoi per la musica di Simon e Garfunkel, Il laureato è un film che racconta perfettamente l’indecisione di un’intera generazione che oscilla tra la pace e la guerra, la rabbia e l’amore, lo studio e la libertà. Capolavoro senza tempo.

Per concludere quindi: Vizio di famiglia non è certo Il laureato, ma non vuole neanche esserlo. Non c’è quella necessità e quell’urgenza espressiva del film di Mike Nichols ma Rob Reiner fa un lavoro più che apprezzabile, legando un film moderno ad un’opera che ha fatto la storia dell’arte cinematografica.

E voi, vedrete Vizio di famiglia? Conoscete Il laureato, vero? Fateci sapere!

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