V per vendetta, la storia del vero Guy Fawkes dietro la maschera

V per Vendetta è il film del 2005 diretto da James McTeigue diventato simbolo e icona del dissenso, dell’ideologia anarchica e del contrasto al potere oppressivo. È interpretato da Hugo Weaving che sotto la maschera è affiancato dalla giovane Natalie Portman. La maschera di V è molto più che un fumetto: ecco la storia del vero Guy Fawkes!
Hugo Weaving in una scena del film V per Vendetta

È il 14 febbraio 2024, il fantomatico San Valentino. Se siete alla ricerca di un film che sa anche essere tenero senza esagerare e volete schivare la mielose commedie romantiche che passeranno questa sera in tv, Canale 20 ha la proposta giusta per voi. Alle 21.03 andrà in onda, infatti, V per Vendetta, l’iconico thriller fantastico che ha reso un simbolo il suo protagonista. Sapevate chi è Guy Fawkes e qual è la sua storia vera? Leggete qua sotto!

La storia di V, il protagonista sotto la maschera, è una vicenda di anarchia e contestazione al potere. È ambientata in una Gran Bretagna neofascista e totalitaria, contro la quale l’uomo – sotto la maschera – intende reagire a colpi di sentimento anarchico e vendicativo. Per esprimere la sua ideologia si nasconde sotto il volto di Guy Fawkes. Sapete chi era? Uno dei protagonisti della Congiura delle polveri!

Nel 1603 Giacomo VI, fino ad allora re di Scozia, diventa sale al trono dell’Inghilterra. Il sovrano, protestante, nonostante si fosse dimostrato – almeno a parole – sufficientemente tollerante con i cattolici, suscitò il malcontento fra sacerdoti e laici. Il dissapore fu preso in mano da un gruppo di giovani, capitanati da Robert Catesby. Il 5 novembre 1605 avrebbero dovuto far esplodere la Camera dei lord uccidendo il re durante lo State Opening.

Guy Fawkes, un cattolico che da molti anni viveva altrove in Europa, era uno degli attori di questa congiura. Il suo volto è ripreso dalla maschera di V nel film V per Vendetta – e in generale come anarchico per antonomasia – perché fu il protagonista che ebbe il trattamento peggiore a congiura scampata. Il piano fu scoperto con una soffiata, saltò, e Fawkes fu il primo ad essere arrestato. Gli trovarono 36 barili di polvere da sparo. Dopo la sua morte subì anche lo squartamento e il resto dei suoi compagni l’impiccagione.

Tornando al film. Non è un caso che V attivi gli esplosivi che ha posizionato nell’Old Bailey proprio nel momento in cui le campane segnano il passaggio dal 4 al 5 novembre. E sempre il 5 novembre, dell’anno successivo (il 2020), V si prepara per il suo atto finale. Si tratta di una sorta di omaggio: come se in V per Vendetta potesse attuarsi quel piano mai riuscito al vero Guy Fawkes.

Il fascino di Guy Fawkes e della sua assenza di arrendevolezza, neanche davanti alla peggiore delle torture, non ha colpito soltanto James McTeigue, regista di V per Vendetta. Già nell’Inghilterra seicentesca lo stesso sovrano Giacomo I, che era stato il bersaglio del complotto e quindi la vittima della cospirazione premeditata, arrivò a stimare Fawkes. Il cospiratore cattolico, una volta preso, si presentò col falso nome di John Johnson. Giacomo I disse di lui che aveva “la prontezza e l’energia di un antico Romano“.

Per fargli confessare i nomi degli altri cospiratori Fawkes fu esposto ad assurde torture. L’aspetto del ribelle che arriva a morire per la propria causa e non retrocede di un millimetro lega V alla figura storica. Le motivazioni della Congiura delle polveri non sono in alcun modo riviste nel film, ma l‘integrità e la perseveranza nelle idee del protagonista sì. V non è nè cattolico nè protestante, nè porta sullo schermo una specifica idea politica o religiosa. È soltanto l’incarnazione dell’opposizione ad ogni tipo di repressione e tirannia, e in questo Guy Fawkes è stato sicuramente ispiratore.

V per Vendetta vi aspetta questa sera in tv e sotto la maschera si nasconde Hugo Weaving, l’agente Smith della trilogia di Matrix (perché è assente nel 4?). Non dovreste perderlo, ora che conoscete anche un grande pezzo della storia inglese a cui pensare durante la visione! Inoltre, è anche una delle cinque prove inconfutabili della grandezza di Natalie Portman!

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