Tutti i film di Michael Mann dal peggiore al migliore

Non solo cinema d’azione ma di personaggi, tutti accomunati dal destino solitario nella freddezza delle metropoli, nella vacuità della contemporaneità. Tra i più grandi registi dell’epoca moderna e contemporanea, classifichiamo tutti i film di Michael Mann dal peggiore al migliore.
Heat - La sfida, L'ultimo dei Mohicani, Ferrari, Manhunter - Frammenti di un omicidio, tra i film migliori di Michael Mann

Il suo nome è prettamente associato all’action ma non a quello di meri inseguimenti ed esplosioni. Un action di concezione crepuscolare, calato in una sorta di western metropolitano. Michael Mann, di formazione post Nova Hollywood, amante del cinema noir e del polar alla francese. Il suo, di cinema, è votato alla costruzione scenica, all’attenta composizione dell’immagine, sovrapponendo le ambientazioni urbane alla flora e fauna desertica, servendosi di una sempre attenta selezione del tappeto musicale.

Questa sua manipolazione di un genere così visivo, arricchito da una scrittura sempre attenta a ritrarre l’individuo alla ricerca di una propria appartenenza per sfuggire all’insoddisfazione della contemporaneità, è maturata anche grazie al mezzo televisivo. Inevitabile prima di addentrarci nella filmografia del regista americano menzionare il suo ruolo di sceneggiatore ma anche dietro la MDP in serie quali Starsky & Hutch Sulle strade della California, oltre che in film TV come La corsa di Jericho.

Un percorso che lo ha condotto sul grande schermo anche nelle vesti di produttore pure al fianco di Martin Scorsese (The Aviator) e ovviamente per quel prodotto transmediale che è stato Miami Vice, ampliato con la produzione esecutiva di Tokyo Vice. Passando al lato cinema in proprio, ecco quindi tutti i film di Michael Mann dal migliore al peggiore.

12. La fortezza

Michael Carter è il demone Radu Molasar in una scena del film La fortezza

Iniziamo quindi da uno dei titoli più acerbi del regista, un film tutt’altro che di pessima fattura ma che per la natura horror-fantascientifica si estranea dal resto della sua produzione. La fortezza ci trasporta in Romania ai tempi della seconda guerra mondiale, al risveglio di un demone maligno il cui spirito vendicativo si abbatte sui nazisti, coadiuvato da un dottore ebreo. Non mancano le giuste atmosfere, nonostante un effettistica ad oggi invecchiata, ma si percepisce l’intromissione esterna soprattutto nel montaggio che risulta sfilacciato e dissonante con la cura di Mann, che spicca in ogni caso per la forza dei personaggi.

11. Blackhat

Chris Hemsworth in una scena del film Blackhat

Penultima fatica di Michael Mann, probabilmente tra i film più aspramente criticati della sua carriera, per noi comunque di ottima fattura. Con Blackhat il regista si sposta dagli Stati Uniti ad Hong Kong, dai confronti su strada agli attacchi informatici, ai nuovi mezzi di comunicazione, affidandosi alla muscolarità di Chris Hemsworth, un hacker che sta scontando una lunga condanna. La corsa informatica ma anche fisica è immortalata con la solita maestria del regista dell’Illinois, con un digitale sfumato e le panoramiche immersive volte a catturare i circuiti e l’ambientazione orientale. Un thriller cibernetico che purtroppo ha parzialmente causato l’allontanamento del pubblico dall’autore e la conseguente attesa per il lavoro successivo.

10. Strade violente

James Caan in una scena del film Strade violente

Entriamo nella top ten con l’opera prima dell’autore. Strade violente mostra da subito l’attenzione di Mann verso una società dolente, nei confronti di personaggi preda delle loro paranoie e il tipico comparto da heist movie che emerge nelle poche ma ineccepibili rapine messe in scena. James Caan (il mai dimenticato Santino de Il padrino) è un ladro di gioielli deciso ad abbandonare la vita criminosa per abbracciare il sogno di una famiglia. Un’opera fluida nel suo dispiegarsi, ricco di risvolti di trama che pur con una mano acerba dimostrò il talento di un maestro del cinema moderno e contemporaneo.

9. Ferrari

Adam Driver in una scena del film Ferrari

L’ultimo arrivo in casa Mann si piazza alla nona posizione. Tralasciando le questioni dell’appropriazione culturale esplosa durante la presentazione al 80° Festival di Venezia. Ferrari porta avanti il ragionamento sul singolo, sulle ombre che avvolgono una nazione camuffate da simbolo di successo. Il ritratto della famiglia è prelevato da un singolo anno di storia del cavallino rampante, dall’impervio percorso che culmina in una tragedia. Adam Driver, affiancato da una Penelope Cruz convincente, incarna un Enzo Ferrari determinato a primeggiare anche a costo di sperperare quanto creato, o addirittura di perdere delle vite, gareggiando contro i propri fantasmi.

8. Alì

Will Smith in una scena del film Alì

Ancora una volta, come in Ferrari, non c’è l’intero arco di vita dello sportivo ma dieci anni di storia americana raccontati grazie alla leggenda sportiva di Cassius Clay. Alì non risparmia un singolo colpo, né sul ring né tanto meno fuori, mettendo all’angolo un paese devastato dai conflitti interni, dalla lotta per i diritti dei neri e la conseguente morte di Malcolm X, e dalla guerra del Vietnam. Questo componente nazionale però non priva di potenza la raffigurazione della solitudine di un combattente, per la miglior prestazione di Will Smith, elegantemente ma anche vigorosamente catturato dall’oculato utilizzo del digitale.

7. Insider – Dietro la verità

Russel Crowe in una scena del film Insider - Dietro la verità

L’uomo che sapeva. No, non è il film di Alfred Hitchcock ma l’articolo che ha ispirato Insider – Dietro la verità, il film di Michael Mann successivo al grande successo di Heat risultato purtroppo un flop al botteghino. Purtroppo perché ci troviamo davanti ad un film d’inchiesta che dietro la denuncia contro le aziende produttrici di tabacco scava negli intrighi della società. Russel Crowe fa le prove per l’Oscar dell’anno successivo con un’interpretazione di alto livello, condividendo lo schermo con Al Pacino. La vera storia di Wigand è raccontata con la solita maestria, grazie a riprese con camera a mano e all’utilizzo dei silenzi ieri addentrarci nella vena thriller del film.

6. Miami Vice

Colin Farrel e Jamie Foxx in una scena del film Miami Vice

Vedere nella stessa inquadratura sia Jamie Foxx che Colin Firth è una botta di adrenalina. I due si intendono alla perfezione nello svolgere il loro compito di agenti sotto copertura per arrestare un potente cartello della droga. La rivisitazione della serie anni ‘80 prodotta dallo stesso Mann contiene tutti i punti di forza del suo cinema. Miami Vice non perde tempo, anche quando il ritmo si arresta prima di riprendere energicamente trascinato da una colonna sonora avvolgente. La città, le sue strade, sono immortalate nella notte, senza tralasciare gli sguardi, i rapporti e ovviamente la tensione che esplode nel realismo degli avvenimenti.

5. Manhunter – Frammenti di un omicidio

Brian Cox (Hannibal Lecktor) in una scena del film Manhunter - Frammenti di un omicidio

Torniamo indietro di vent’anni con il film al quinto posto. Un titolo spesso e sottolineiamo ingiustamente non considerato nell’aver delineato la figura ormai iconica di Hannibal Lecktor (diventerà Lecter solo successivamente). Sì perché in Manhunter il famoso psichiatra cannibale e bevitore di Chianti ideato dallo scrittore Thomas Harris compie la prima apparizione al cinema, all’interno di un film che proietta il protagonista e quindi anche lo spettatore sulla prospettiva dell’assassino, iniziando a incunearsi nelle singole motivazioni che muovono gli efferati crimini. Mann gioca con la soggettiva, con il non mostrare direttamente la violenza, con la vista in generale, per un poliziesco cult degli anni ‘80.

4. L’ultimo dei Mohicani

 Daniel Day-Lewis in una scena del film L'ultimo dei Mohicani

Quando c’è di mezzo Daniel Day-Lewis possiamo sempre stare certi di assistere all’ennesima grande prova attoriale di uno dei pilastri del cinema moderno. Day-Lewis, come suo solito, non interpreta Nathan “Occhio di falco”, lo diventa. Ma L’ultimo dei Mohicani non è un one-man show. È un avventura crudele sulla quasi totale fine di un’intera popolazione che si schiera politicamente senza celare lo spargimento di sangue, l’egoistico confronto anglo-francesese, che ha portato alla costituzione dell’America che oggi conosciamo. A  folgorare è la fotografia, sono le sequenze epiche e le musiche composte da Trevor Jones e Randy Edelman.

3. Nemico Pubblico – Public Enemies

Johnny Depp (John Dillinger) in una scena del film Nemico Pubblico - Public Enemies

Gradino più basso del podio per uno dei gangster movie più magistrali degli ultimi anni. La storia di John Dillinger che spadroneggiava durante la grande depressione è stata più volte rappresentata, ma la resa visiva e tecnica di Mann è perfetta. Il montaggio segue l’andamento degli eventi, senza perdere mai di vista i personaggi magnificamente scritti e interpretati, con Johnny Depp e Christian Bale che spiccano su tutti, così come il tragico ruolo di Marion Cotillard. Nemico Pubblico ma sarebbe meglio usare il plurale, perché negli USA di allora come in quella di oggi, per la presenza di Wall Street, sono più di uno. 

2. Collateral

Tom Cruise e Jamie Foxx in una scena del film Collateral

Il taxi per eccellenza rimane quello di Travis-De Niro, ma senza alcun dubbio quello in Collateral è tra i più iconici di sempre. Tutto avviene in una di quelle tipiche notte crepuscolari del cinema di Mann, una corsa quella di Max (Jamie Foxx) scombussolata dall’incontro con un cliente glaciale, Vincent (Tom Cruise). Le luci al neon illuminano i volti, conferiscono l’atmosfera metropolitana alle dinamiche noir, esprimendo appieno il concetto di post modernismo. I tempi sono dettati dagli omicidi che però servono ad inframezzare il vero focus del film, ovvero le paure, i dubbi, i sogni e le vite dei diversi individui lungo le strade di Los Angeles.

1. Heat – La sfida

Al Pacino e Robert De Niro in una scena del film Heat - La sfida

Per scrittura, montaggio e regia Heat – La sfida è una lezione di cinema. Definirlo solo un action sarebbe più che riduttivo, perché Michael Mann affresca la cruda realtà del disfacimento del singolo, confrontandolo con il proprio opposto, in questo caso un criminale ed un poliziotto. Basterebbero la scena della lunga rapina iniziale e il dialogo al tavolo del ristorante tra il tenente Hanna (Al Pacino) e McCauley (De Niro) ad elevare questo titolo a capolavoro ma sarebbe riduttivo. Non c’è una sequenza o un dialogo fuori posto, tutto porta alla disamina dell’uomo mostrato da Mann che abita nei luoghi infernali della città dove l’unica soluzione è sopravvivere.

Non poteva dunque che chiudersi così la classifica dei migliori film del regista, proprio con quel titolo che, dopo averlo ripreso in forma cartacea, Michael Mann è pronto ad approfondire e sviscerare in un sequel atteso da trent’anni. Un autore che ha sempre dimostrato di saper manovrare e manipolare il mezzo cinematografico, meritando di figurare tra i grandi della settima arte.

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