True detective: Night Country, recensione: notte di un gelido incubo

Dopo 10 anni, tra storie e protagonisti che si sono alternati nel tempo, True detective: Night Country ci riporta ancora una volta all’interno della lotta tra il bene e il male, prendendo il meglio di quello che è stato ed elevandolo ad un nuovo livello.
Kali Reis e Jodie Foster in un poster della serie tv True detective: Night Country

Con True detective: Night Country la pluripremiata serie targata HBO torna sui piccoli schermi con una quarta stagione che, dalle prime battute, manifesta un ritorno alle origini senza snaturare la propria identità. Lo showrunner originale, Nic Pizzolatto, lascia il testimone a Issa Lòpez, che qui troviamo sia alla regia che alla sceneggiatura. Lòpez omaggia il lavoro di Pizzolatto riuscendo già dai primi episodi a catturare lo spettatore all’interno dell’universo caro a milioni di fan.

Tante furono le lamentele per una seconda stagione molto distante dai toni della precedente. Si tornò indietro con una terza stagione che superò di gran lunga la seconda, ma che non riuscì a raggiungere i picchi del primo successo. La forza di Night Country sta nel riproporre toni ed elementi già apprezzati dal pubblico attraverso una propria individualità. Il vecchio e il nuovo si mescolano in questa nuova stagione che allontana l’odore di stantio per promuovere una fresca originalità nella serie.

Sia chiaro, qui tratteremo solo i primi due episodi, attraverso i quali è già possibile delineare che direzioni prenderà la serie nelle prossime settimane. Per ora è presto per gridare al miracolo, ma quanto mostrato promette questo e ben altro. Consapevoli delle sue ispirazioni alla realtà, addentriamoci in questo nuovo incubo tra i ghiacci che saprà sicuramente regalarci sorprese con un nuovo caso avvolto nel mistero.

Nulla sia crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma

“True Detective è maschio e sudato, Night Country è freddo e buio, ed è femmina”, così Issa Lòpez descrive la propria creatura. Questa volta ci troviamo in Alaska, più precisamente all’interno della piccola comunità di Ennis, la cui popolazione di razza mista si trova al centro di un evento inspiegabile. Otto ricercatori della stazione scientifica di Tsalal scompaiono misteriosamente con l’inizio della notte polare. Le forze dell’ordine sono così chiamate ad investigare sul caso, trovando elementi che andranno a collegarsi con un omicidio rimasto irrisolto per diversi anni.

Jodie Foster e Kali Reis, rispettivamente nei ruoli di Elizabeth Danvers e di Evangeline Navarro, rappresentano il binomio investigativo della narrazione. Il nuovo caso riapre vecchie ferite che legano le due protagoniste, la prima cinica e arida mentre la seconda pessimista e disillusa. Due volti speculari che operano all’unisono in un perfetto gioco delle parti. Le due restituiscono un potere femminile mai visto nella serie e al contempo risultano riflesso di Rust e Marty, protagonisti della prima stagione. Un riflesso che si estende fino alle intenzioni: l’ossessiva ricerca di una giustizia che possa dare senso alla ferocia crudeltà umana. 

Ancora una volta il bene e il male si trovano faccia a faccia, questa volta attraverso una resa scenica e delle atmosfere che mescolano horror e noir. L’occultismo, tema canonico della serie, si posiziona tra il piano mortale e quello ultraterreno, attraverso simboli che si ripetono nel corso delle varie stagioni. Questi rappresentano un fil-rouge che ripercorre il passato della serie, costruendo un ponte diretto con le sue origini. Origini nelle quali la Night Country non sembra rimanere ingabbiata, riuscendo ad affrontare tematiche care alla serie da nuovi punti di vista, grazie a diversi comprimari che orbitano intorno alle due protagoniste.    

L’oscura terra tra i ghiacci

Jodie Foster e Kali Reis in una scena della serie tv True detective: Night Country

Un elemento che chi scrive queste parole ha sempre apprezzato della serie è la sua natura antologica. Diverse storie e diversi personaggi permettono di spaziare, presentando nuove dinamiche e realtà. Si passa dalla calda Louisiana nella prima stagione, alla caotica Los Angeles nella seconda, fino ad arrivare alle fitte foreste dell’Arkansas nella terza. C’è sempre stata una grande attenzione all’ambiente circostante, descrivendone spesso le realtà umane che lo popolano. Ora però sono il buio e il freddo a dettare legge, due elementi che si estendono per chilometri isolando Ennis e i suoi abitanti dal resto del mondo.

Si accentuano così i toni cupi e orrorifici, descrivendo la paura per l’ignoto e le condizioni di una comunità che non vive ma sopravvive. Si costruisce il contesto sociale e culturale di una terra che vive slegata dal resto del mondo, afflitta dallo stesso male che la serie racconta fin dal suo esordio. Una terra di abusi e violenze, dove il capitalismo prosciuga l’anima e avvelena l’acqua, tracciando una linea di demarcazione tra chi vuole sfruttare e chi vuole proteggere. Ma se da un lato si vuole raccontare un altro spaccato statunitense, dall’altro si ricerca un’estetica tra le più originali proposte da True detective.

La semplicità di questo nuovo bioma affascina e intimorisce, lasciandoci solo intravedere ciò che si nasconde nel buio. Attraverso un gioco di luce e ombre che danzano insieme alle nostre paure più ancestrali, il palcoscenico cristallizzato del racconto riporta alla mente l’incubo viscerale de La Cosa di John Carpenter fino alla più recente disamina sociale de I segreti di Wind River di Taylor Sheridan.

Senza sbilanciarsi troppo True detective: Night Country ha tutte le carte in regola per essere il grande ritorno al successo della prima stagione. Una vicenda che scava all’interno dell’orrore umano e del suo lato animalesco, attraverso il terrore di ciò che si vede e ciò che invece rimane nascosto nell’oscurità circostante. Ora più che mai tornano alla mente le parole di Rust:“Una volta c’era solo l’oscurità. Se me lo chiedessi, ti direi che la luce sta vincendo”, sperando che la flebile luce del bene possa trionfare sulle tenebre del male.

True detective: Night Country è disponibile su Sky e Now con episodi in uscita a cadenza settimanale. Continuate a seguirci per rimanere aggiornati e non dimenticate di farci sapere cosa ne pensate della serie con un commento.

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