Tremors: come hanno realizzato i vermoni del film?

Un piccolo grande cult dell'Hollywood di metà anni Novanta ha fatto storia grazie ai suoi memorabili mostri. La tecnica utilizzata nel film, quando ancora la CGI era fantascienza, colpisce tanto per la sua semplicità quanto per l'efficacia. Tremors è stato quello che è stato grazie a loro.
Kevin Bacon e i Graboid nel film Tremors

Distribuito dalla Universal, Tremors col tempo si è conquistato un affezionato fandom che lo ha fatto diventare a tutti gli effetti un piccolo cult. Anche se spesso dimenticato, e non certo uno di quei film sempre sulla bocca di tutti, ha dato vita a ben cinque sequel diretti, un prequel e persino ad una serie televisiva. Una cosa che quindi non è sicuramente mancata alla saga fin dal suo primo capitolo è l’iconicità di questi bei mostri, forse l’elemento che più di altri ne ha determinato il successo. Ma visto che siamo qui per parlare dei vermi giganti del film, non perdiamo altro tempo e scopriamo come li hanno realizzati.

Partiamo con una veloce introduzione ai mostri di Tremors. Questi grossi vermi preistorici si chiamano in realtà Graboid. Nonostante si possa pensare che abbiano lo stesso nome del film, non è così. Il titolo indica infatti solamente il tremore causato dal loro muoversi sottoterra. Sono ovviamente creature immaginarie, ispirate alla leggenda orientale del mostruoso verme Allghoi Khorhoi.

Per la realizzazione di queste creature è stata coinvolta la Amalgamated Dynamics, che si è occupata di tutti gli stadi, dalla progettazione all’utilizzo sul set. Sì perché, per il primo film in particolare, l’originale Tremors del 1990, si tratta di grossi pupazzoni finemente lavorati. Questi modelli meccanici erano provvisti di semplici sistemi idraulici che permettevano movimenti molto basilari. Esisteva anche una versione di pupazzo al cui interno si posizionava fisicamente una persona che riproduceva le movenze richiesti al mostrone. Per alcune scene in cui il Graboid necessitava di più mobilità e dinamismo sono impiegate delle miniature. In questi mini-set sfruttavano una marionetta in scala dei Graboid gestita da un abile operatore.

Così come per i grossi Graboid, anche le loro lingue sono realizzate quasi esclusivamente con effetti pratici. Queste sono un elemento molto ricorrente nel primo film che appaiono in numerose scene, anche senza che si palesi il resto del corpo. Oltre ad essere girate spesso al rovescio, mandando quindi in reverse la scena (per ottenere un effetto credibile di attorcigliamento), per questo tipo di sequenze sono semplicemente utilizzati dei tubi flessibili debitamente decorati.

Col proseguire della saga, tra le numerose riproposizione che sono arrivate fino ad oggi, anche gli effetti speciali si sono evoluti. Nonostante per i primi sequel il sistema idraulico mascherato da Graboid fosse ancora il più gettonato, hanno cominciati ad utilizzare animatronics più elaborati, con degli operatori che ne manovravano i movimenti. È solo con gli esempi più recenti che si è quasi interamente migrati sul digitale. L’effetto pratico venne relegato a pochi e specifici casi in favore di una decisamente più invasiva ed evidente CGI, così com’è successo per il più recente Sonic – Il film.

Adesso che sapete molti dei segreti dietro ai mostri Tremors, potrete vedere i primi film con occhi diversi. Lo sapevate che il film è entrato nella nostra top 10 dei ruoli di Kevin Bacon?

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