Transformers: Il risveglio, recensione: i soliti cazzotti metallici

Da ieri, Transformers: Il risveglio, l’ultimo capitolo della saga del 2023, diretto dal regista Steven Caple Jr., sbarca sulla piattaforma streaming a pagamento di Paramount+. Abbastanza avvincente e dinamico, il film prova a restituire dignità al franchise. Questa è la nostra recensione.
Optimus Prime, Bumblebee e i Maximal nel poster del film Transformers - Il risveglio

Lo scorso giugno è uscito Transformers: Il risveglio, l’ultimo capitolo dell’amato franchise sui robot provenienti dal pianeta Cybertron. Il lungometraggio, da ieri, venerdì 8 giugno, approda sul piccolo schermo, sulla piattaforma streaming a pagamento di Paramount+. Il prodotto rappresenta il settimo capitolo della saga, se consideriamo anche lo spin off diretto da Travis Knight, intitolato Bumblebee, interamente dedicato al personaggio omonimo. Insieme a questo, Transformers: Il risveglio, che fa da collante tra quello appena citato e i film di Michael Bay, è un ulteriore prequel, il cui regista, in questo caso, è Steven Caple Jr. Allora, proviamo a ripercorrerlo insieme!

Transformers – Il risveglio, la trama

C’è chi pensava che Cybertron fosse l’unico pianeta ad ospitare la forma aliena conosciuta nei film del franchise. In realtà non è così. In questo capitolo della saga, infatti, vediamo una razza cybertroniana, conosciuta come Maximals. Evoluta e dalla sembianze animali, queste specie si è evoluta su un pianeta caratterizzato da un ecosistema di giungla, che è stato poi occupato dai Transformers. È passato molto tempo da quando questo pianeta è stato gravemente minacciato dal malvagio dio del caos, conosciuto anche come divoratore di pianeti, Unicron, che insieme al suo esercito tenta di appropriarsi della Chiave di Transcurvatura, ma invano.

Questa, capace di aprire portali nello spazio, ha permesso ai Maximals di fuggire sulla Terra. Dove ci troviamo ora. Siamo a Brooklyn ed è il 1994. Quando la stagista di un museo, Elena Wallace, inizia a studiare una statua dalle sembianze di un falco (con il simbolo dei Maximals) e rilevando la chiave nascosta al suo interno, non aveva idea che questa avrebbe attirato da lei gli Autobot. Ma questa, purtroppo, non attira solo i buoni della storia, ma anche i Terrocorn, l’esercito di droni del potente e spietato Unicron. Inutile dirlo, questo dà il via ad un inevitabile scontro.

Risollevare un gigante di metallo

Optimus Primal in una scena del film Transformers - Il risveglio

Dopo la prima trilogia della saga, questa ha un po’ deluso con i suoi diversi capitoli successivi. Ora il regista Steven Caple Jr. – che abbiamo già conosciuto in Creed II – tenta di ridare spessore ad un progetto che sembra, però, al capolinea. Ci riesce? Diciamo che ci prova, introducendo nuovi personaggi come i Maximals che, senza girarci troppo intorno, di originale hanno giusto le sembianze, ossia quelle di giganteschi animali metallici. Visto, però, quanto poco la saga sia riuscita, nel corso dei nuovi film, a rinnovarsi in modo creativo, questa sembra proprio l’unica nota di merito del titolo in questione.

Probabilmente, l’unico altro elemento positivo del lungometraggio è il suo incipit, una volta arrivati nel contesto urbano newyorkese. Il coinvolgimento del protagonista umano Noah Diaz, interpretato da Anthony Ramos, cerca di presentarsi un po’ sulla falsa riga del primo film di Michael Bay, ma il risultato non è effettivamente lo stesso. Ma apprezziamo il tentativo. Per il resto, con qualche nuovo personaggio, per carità, il racconto rimescola le solite carte osando ben poco e ripresentando quelli che, ormai, sono diventati gli stereotipi narrativa a cui, purtroppo, la saga ci ha abituato dopo i primi tre film. Potevano provarci di più.

Poca innovazione e tentativi di ibridazione

Optimus Prime in una scena del film Transformers - Il risveglio

Nonostante per molti Transformers: Il risveglio sia il miglior film della saga – dichiarazione accettabile solo perché siamo in democrazia – il prodotto, per chi conosce bene l’intera collezione, non è innovativa nemmeno dal punto di vista dell’action, estremamente familiare a quelle dei film precedenti. Questo non significa che, per il genere, il progetto non sia avvincente o dinamico, ma poco innovativo. Lo stesso action ruba ben presto spazio al tentativo del regista di costruire una linea narrativa di rivalsa del suo protagonista Noah che, se costruita meglio, sarebbe stata interessante. Non è tanto un problema di intenzioni, ma di chiave narrativa.

Inoltre, per quanto conosciamo bene gli effetti speciali che hanno caratterizzato i primi film, la saga, proseguendo nel corso di questi, sembra aver adottato un registro, pure in tal senso, che allunga, forse un po’ troppo, la mano ai cinecomic. Ma ecco, diciamo che questa non era tra le innovazioni sperate poiché, in questo modo, questi ultimi capitoli non solo non portano nulla di originale in ottica narrativa, ma lo fanno sperimentando questa sorta di ibridazione che risulta essere poco funzionale. Voi non avete pensato agli Avengers?

Insomma, Transformers: Il risveglio è da oggi disponibile per tutti in streaming su Paramount+. Detto questo, non è da escludere un rewatch dell’intera saga. Mentre, comunque sia, visto l’arrivo di questo rigido e gelido dicembre, potete trovare tutti i titoli sulla piattaforma nel mese di dicembre.

Facebook
Twitter