Top Bruce Willis: le 10 migliori performance dell’attore, tra e oltre l’azione

Non c’è dubbio: Bruce Willis è uno tra gli divi più attivi e amati della Hollywood contemporanea. Con un’onorata presenza sugli schermi, durata più di quarant’anni, ha spaziato tra mille generi, svariate maschere e tra tantissime collaborazioni che, spesso e volentieri, non hanno perso occasione di regalarci grandi chicche del cinema d’azione. Ma non solo. Negli anni, infatti, abbiamo imparato ad apprezzarlo accanto a registi del calibro di Tarantino, Robert Zemeckis, Luc Besson, Robert Rodriguez, Terry Giliam, M. Night Shyamalan e tanti altri autori dell’orizzonte cinematografico internazionale. E ancora, tra le star incontrastate degli anni ‘90 e buona parte del 2000, Willis ha saputo come raccontarsi attraverso la sua sensibilità musicale che, più di una volta, l’ha portato a far uscire qualche singolo interessante, senza dimenticare poi l’impegno televisivo, molto più limitato.

Ma oggi, lontano da televisione e musica, vi vorremmo portare alla scoperta di una carriera cinematografica all’insegna di grandi titoli, tra e oltre l’azione; un viaggio costruito attorno alla sua lunga esperienza, per raccontarvi l’impegno e le performance di Willis sotto varie regie.

Ecco la nostra top 10.

10) Slevin – Patto criminale- Paul McGuigan (2006)

Tra i classici titoli che potremmo associare alla maschera di Willis non può certo mancare Slevin – Patto criminale, un thriller newyorkese che lo vede legato, anche se in un ruolo di secondo livello, a un ruolo d’azione classico ma tuttavia non proprio banale: quello del freddo e impassibile sicario Mr. Goodkat. Circondato da un cast sicuramente importante, con la magnetica attrice di Kill Bill, Lucy Liu, e ancora Morgan Freeman, Ben Kingsley dovrà tenere d’occhio un obbiettivo, Slevin (John Hartnett), mentre un boss e un rabbino, per uno scambio di persona, tentano in tutti modi di eliminarlo. Una continuum di colpi di scena, e soprattutto un taglio registico, che Paul McGuigan avrebbe riproposto nuovamente in alcuni episodi di Sherlock solo quattro anni dopo.

9) Trappola di Cristallo (Die Hard) – John McTiernan (1988)

Tra i grandi titoli d’azione di Bruce Willis, Trappola di Cristallo merita sicuramente una menzione particolare; stiamo parlando infatti del film che, per la prima volta, ha associato Willis a quello diventerà uno dei suoi ruoli e uno dei suoi generi ricorrenti. Il film di McTiernan, capostipite della longeva saga di Die Hard, lo vede calato nel primo grande ruolo da solista della sua carriera, i veri e propri albori di John McLane. In breve, un poliziotto che, durante una festa privata di una multinazionale, si trova a dover eliminare una squadra di terroristi tutto in solitaria. A sostenerlo nella sua impresa, due delle sue migliori armi che il suo personaggio svilupperà sempre meglio nel corso degli anni: battuta sempre pronta e scaltrezza da vendere; tutte caratteristiche che, in fin dei conti, rendono il titolo e il personaggio di John McLane uno dei ruoli sicuramente più interessanti per andare alla scoperta della genesi di un attore come Willis.

8) FBI: Protezione Testimoni – Johnatan Lynn (2000)

Tra le action comedy più divertenti e leggere di Bruce Willis c’è FBI: Protezione Testimoni, il titolo che lo vede calato nel ruolo di un killer in fuga dalla mafia, accanto al Mattew Perry di Friends. Oz (Perry) è invece un dentista con una moglie asfissiante e pericolosa che non vede l’ora di toglierlo di mezzo. La situazione, tuttavia, si fa ancora più interessante quando Oz scopre la vera identità del proprio vicino (Jimmy Tulipano) ma, anche se spaventato, gli diventa amico, ignorando però le conseguenze. FBI: Protezione Testimoni è, dunque, una pellicola che non cerca di dare quel tono troppo drammatico alla situazione ma che, più che altro, si ferma a meditare sopra l’aspetto umoristico, una costante per cui Willis sembra particolarmente portato, specialmente qui. In poche parole, una scappata dai classici ruoli molto godibile.

7) Sin City – Robert Rodriguez, Frank Miller(2005)

E sono quasi diciassette anni per Sin City, il titolo corale in B/W che ha visto l’arrivo su grande schermo dell’omonima graphic novel creata da Frank Miller, ora affiancato sul piano della regia all’aiuto di Rodriguez con l’aggiunta di una piccola consulenza e componente “Tarantiniana”.  Sin City è tra i titoli più eccentrici dove non è difficile trovare qualsiasi tipo di personaggio e, soprattutto, dove non mancano interessanti prove attoriali sia per interpreti meno temperati (come Jessica Alba), sia per attori ormai lanciati, come ha dimostrato il nostro Willis. Qui, nei panni del poliziotto John Hartigan, l’attore mette in ballo un’interpretazione che, oltre al solito carico d’azione e dramma, si deve confrontare con una generosa dose di noir, questa tra le meno presenti nella sua carriera. Il compito di Willis in Sin City? Tentare di salvare la piccola Callahan dalle mani del maniaco Roark Junior (Nick Stahl) prima che sia troppo tardi.

6) Red – Robert Schwentke (2010)

Red è innegabilmente una delle commedie d’azione più intriganti dello scorso decennio. Adattato dal fumetto DC, il titolo di Robert Schwentke parte già largamente avvantaggiato grazie alla presenza di un cast ben collaudato: Bruce Willis, John Malkovich,  Helen Mirren, Morgan Freeman e Mary-Louise Parker; tutti ex agenti della CIA che, ora, trovandosi sotto minaccia, devono tornare a far squadra. E da lì, una montagna russa di emozioni che non può tenere incollati allo schermo, specialmente per la bravura di un attore dinamico e fluente come Willis che ora è pienamente maturato nella (sua) parte dell’ex agente. A incorniciare la sua performance, da una parte, la scrittura di un personaggio diffidente e affidabile e, dall’altra, il conferimento di un umorismo che sa come andare a smussare i momenti più drammatici della storia. Red ha ricevuto inoltre varie nomination, tra cui una ai Golden Globe per la categoria Miglior Commedia.

5) Il Sesto Senso – M. Night Shyamalan (1999)

Tra i grandi thriller psicologici del cinema americano c’è ovviamente Il Sesto Senso, una delle interpretazioni di Bruce Willis più “mind blowing” di sempre. E forse c’è stato davvero un momento prima e dopo rispetto all’uscita di un prodotto così innovativo come quello di Shyamalan che, per una buona volta, ci propone un Willis lontano dal classici titoli d’azione. Ne Il Sesto senso, il distacco evidente dalla classica maschera da agente federale per Willis non è sembrato traumatico, tanto che tra il suo repertorio il ruolo all’interno del titolo di Shyamalan occupa un posizione decisamente nota; cult del cinema, Il Sesto Senso affronta la storia di uno psicologo infantile (Willis), un medico tormentato sia dal distacco emotivo che si è creato con la moglie che dalla mente di un piccolo paziente di nome Cole (Haley Joel Osment) che si trova ad assistere. Onde evitare spoiler, non vogliamo perderci in altre parole ma non c’è da dubitare sulla ottima resa di Willis anche fuori di un personaggio che vive d’azione.

4) Il Quinto Elemento – Luc Besson (1997)

Sono passati quasi 24 anni da quando Luc Besson aveva mostrato al mondo quello che oggi non ci sbagliamo a definire uno dei progetti visionari e soprattutto più riusciti del regista francese. Un gioiellino degli anni ‘90 permeato di una eccentrica rappresentazione fantascientifica di Besson che, attraverso la collaborazione tra Bruce Willis e Mila Jovovick, si è collocato senza troppe esitazioni tra i punti più elevati della sua filmografia. Ma tornando a noi: sullo schermo, rispettivamente, ritroviamo appunto Willis, più che mai tagliente e nei panni di un ex agente federale, ora passato alla vita di un non proprio convenzionale tassista del 2259. La Jovovick è, invece, una donna creata in laboratorio con il puro scopo di salvare il mondo da un “male supremo”. A contornare  il tutto, una pungente sceneggiatura seguita da Besson e da Kamer che, più che mai, sembra fare al caso dell’attore Willis, una star che ha fatto dello humor sottile un marchio di fabbrica, sempre ben accetto in casa del regista francese.

3) L’esercito delle 12 scimmie – Terry Gilliam (1995)

Nella carriera di Willis, prima di Shyamalan, c’è stato anche spazio per Terry Gilliam, un’ altro storico esponente del genere thriller/fantascientifico che probabilmente ricorderete per titoli come Brazil (1985) e Parnassus – l’uomo che visse due volte (2009). Questa volta nel cast con Brad Pitt, Willis si è nuovamente misurato con un personaggio, quello di James Cole, non proprio convenzionale al suo classico repertorio. Cole vive infatti in un futuro distorto dove un virus ha decimato la popolazione; ma ora, per rimediare a un destino che sembra già stato scritto, gli viene offerta la possibilità di tornare indietro nel tempo, cercando di intralciare qualsiasi propagazione, sondando quindi il territorio. Qualcosa tuttavia va storto e al posto di tornare al 1996, l’orologio della macchina si muove verso il 1990, anno in cui Cole viene internato in manicomio. Da qui, per Cole, inizierà la missione vera e propria.

2) Moonrise Kingdom (Una fuga d’amore) – Wes Anderson (2012)

Moonrise Kingdom, primo e ultimo film corale in cui Willis recita sotto regia di Anderson, è un grande esempio di respiro nella vita dell’attore. Sempre nei panni di un poliziotto, il “morbido” Capitano Sharp, si trova alle prese con la tenera storia d’amore tra due ragazzini che, dopo essersi innamorati, decidono di scappare insieme. Dopo la fuga di Suzy e Sam (Kara Hayward e Jared Gilman), su richiesta dei genitori di lei, Sharp dovrà avviare le ricerche per garantire il ritorno dei due. Una chicca nostalgica e innovativa che segna il settimo ritorno al cinema per Anderson, subito dopo Fantastic Mr. Fox. Presenti nel cast il ricorrente Bill Murray, qui nei panni di Walt Bishop e Frances McDormand in quelli di Laura Bishop e, ancora, Edward Norton (Randy Ward) e Tilda Swinton, oltre che l’immancabile Jason Schwartzman (Ben). Un’occasione che insomma vi permetterà, se non l’avete già fatto, di vedere Willis sotto una luce diversa.

1) Pulp Fiction – Quentin Tarantino (1994)

Ormai il talento di Willis è esploso e tanti registi si contendono le sue performance. Passa prima da Brian de Palma, Robert Zemeckis fino a Robert Altman per arrivare alle mani di un Quentin Tarantino alla sua seconda pellicola. Praticamente, ormai, con un ritmo di quasi un film per anno, Willis si è già collocato tra i volti più conosciuti del cinema americano. In questo cult è Butch Collidge, un pugile che va contro le imposizioni di un pezzo grosso del giro, Marcellus Wallace e, per paura delle conseguenze, si da alla fuga. La sua estrema vena dinamica, il grande controllo del proprio fisico, anche a livello di mimica facciale, più che mai espressiva, fanno di questa performance una delle più incisive della sua carriera. Qui lo ritroviamo pressoché nell’episodio dedicato al famoso orologio d’oro, a fianco di Maria de Medeiros nel ruolo della fidanzata di Butch, Fabienne.

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