Tim Burton: “Gli studios sono stati conquistati da affaristi e avvocati”

In una lunga intervista rilasciata al Festival Lumiere, Tim Burton ha avuto modo di ripercorrere la propria carriera e di constatare come la sua avventura nel mondo del cinema hollywoodiano sia stata un’anomalia.
Il regista ha infatti constatato di aver sempre lavorato con major e grandi case di produzione e di esser sempre riuscito a mantenere intatta una propria cifra stilistica, la stessa che lo ha portato al successo.
Queste le sue parole:

Ero un fenomeno strano in un certo senso. Avevo una sorta di indipendenza, fondamentalmente perché non capivano cosa stessi facendo, ma comunque ho sempre fatto le cose a modo mio, non attraverso film indipendenti, ma attraverso gli studios. Negli anni ’70, però, c‘era molta più sperimentazione e libertà. Era un periodo in cui persone come Scorsese potevano fare film in stile più indipendente. Ma le cose sono cambiate una volta che è uscita fuori l’idea del blockbuster ha iniziato a esserci molta più attenzione sull’affare in sé e non più sul film. Quando ho fatto il primo Batman, per esempio, non avevo mai sentito la parola franchise“.

Tim Burton ha quindi espresso il suo parere, non privo di speranza, sullo stato attuale di Hollywood:

“Oggi è diventato tutto molto più difficile. Sono in giro nel settore da molto tempo. Gli studios prima erano gestiti da persone che avevano fatto film, o almeno avevano qualche legame con essi, ma poi gli studios sono stati conquistati da affaristi e avvocati, quindi da persone che non capiscono o non hanno una passione per i film. Sto notando, però, che negli ultimi tempi negli studios stanno tornando persone che hanno veramente a che fare con i film, quindi ci sono alcuni segnali promettenti“.

Tim Burton si è infine detto pronto a tornare alla regia per il grande schermo:

La pandemia è caduta più o meno nello stesso periodo in cui gli studios hanno dichiarato che sarebbero passati allo streaming. Sentivo che i film erano in uno strano periodo di transizione e le persone non sapevano cosa fare e gli studios erano in qualche modo congelati. Ho quindi fatto un piccolo passo indietro e ho lavorato su pensieri e idee, ma è stato un processo importante e la prossima cosa che farò sarà qualcosa che sentirò per davvero di dovere e volere fare. È successo qualcosa con l’industria, ma sono pronto a tornare“.

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