The Terminal, la storia vera del rifugiato politico che ispirò il film

In onda questa sera in TV, The Terminal è un film diretto da Steven Spielberg tratto da una storia molto particolare ma realmente accaduta, nel quale Tom Hanks interpreta un rifugiato politico che per mesi e mesi rimane a vivere all’interno dell’aeroporto di New York.
Mehran Karimi Nasseri, rifugiato iraniano, e Tom Hanks che lo interpreta in una scena del film The Terminal

Vivere in un aeroporto? C’è chi ha fatto anche questo! Una storia particolarmente bizzarra che però ha stimolato la fantasia di Steven Spielberg, convogliata nel film del 2004 The Terminal. In onda questa sera 8 dicembre 2023 a partire dalle 21 su Iris, ecco quindi la storia che ha ispirato il fittizio personaggio interpretato da Tom Hanks.

Proveniente da un paese immaginario dell’Europa dell’Est chiamato Krakozhia, Viktor Navorski è pronto a sbarcare per la prima volta a New York ma si trova invece costretto a vivere per mesi all’interno del terminal dell’aeroporto. Privo di un passaporto valido non può infatti entrare negli Stati Uniti ma non può nemmeno tornare nel suo paese dove è appena avvenuto un colpo di stato. Diventato quindi famoso all’interno dell’aeroporto, Viktor mangia, dorme e stringe conoscenze in quello che è un non luogo.

La storia vera da cui è tratto il film è però un po’ diversa, anche se dimostra comunque i quasi comici limiti della burocrazia (l’ottava fatica di Asterix e Obelix insegna). Innanzitutto il nome del protagonista di questo episodio quasi surreale è Mehran Karimi Nasseri, un medico iraniano che nel 1985, dopo tanto girovagare per l’Europa non senza difficoltà legali, era giunto in Francia, presso Boulogne-sur-Mer. Sorse però un primo problema. Mehran era entrato illegalmente nel paese e quindi era stato condannato dal governo francese a tre mesi di carcere.

Una volta rilasciato, si persero le sue tracce, finché non fu ritrovato nell’agosto del 1988 al terminal 1 dell’aeroporto Charles de Gaulle, nel tentativo di imbarcarsi per l’Inghilterra. La possibile svolta avvenne nel 1992 ma, a causa di un complesso cavillo, Mehran si trovava in una sorta di limbo giuridico. Doveva infatti presentare la sua tessera di rifugiato concessa dal governo belga ma era obbligato a ritirarli di persona, con il problema che senza quei documenti non poteva muoversi dall’aeroporto. 

Finalmente nel 1999 il tribunale di Bobigny gli concesse la possibilità di recuperare i documenti ma nel frattempo il declino mentale di cui era affetto Mehran peggiorò. Convinto di non essere iraniano e che il suo vero nome fosse “sir Alfred Mehran”, rimase al terminal 1 fino al 2006, quando a causa di un’intossicazione alimentare fu portato in ospedale. Accolto in una casa di accoglienza, vi rimase fino al 2022. A poche settimane dalla morte, avvenuta per un infarto, era tornato nel suo affezionato aeroporto, quest’ultima volta presso il terminal 2F.

Questo fatto ha quindi influenzato Spielberg che secondo alcune fonti avrebbe pagato un compenso a Mehran per utilizzare la sua storia e girare uno dei suoi film post 2000 più apprezzati, come si può notare dalla nostra classifica di tutta la filmografia. Come detto The Terminal andrà in onda questa sera, può quindi essere l’occasione di riscoprire questa disavventura.

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