The Office a rischio cancellazione? Risponde Ricky Gervais

Ricky Gervais, si sa, non è nuovo a uscite “senza peli sulla lingua”, spesso in posizione d’attacco. In un certo senso, ci ha improntato gran parte della sua carriera di comico irriverente e sostenitore del black humor. Ma in questi giorni, sul suo profilo twitter si è posto “sulla difensiva” a tutela di una delle sue creature più preziose: la sitcom The Office, andata in onda esattamente vent’anni fa sul secondo canale della BBC – la principale emittente britannica – e conclusasi nel 2003 dopo sole due stagioni. In questo caso stiamo ovviamente parlando della serie originale d’ambientazione UK, con protagonista lo stesso Gervais, da cui è poi stato tratto due anni dopo il remake statunitense interpretato, fra gli altri, da Steve Carell, Ed Helms (Una notte da leoni) e John Krasinski (A Quiet Place). Nonostante The Office USA sia stato comunque firmato da Gervais, l’interpretazione di Carell – che fra l’altro ne ha fatto la fortuna come attore – è rimasta maggiormente impressa nell’immaginario collettivo, riconfermando la serie per ben nove stagioni e creando un dissidio – di cui non si è mai capito fino in fondo il confine fra sketch preparato e dissing improvvisato – fra i due.

Ma tornando alla versione britannica: per il ventennale dall’uscita su BBC, l’emittente ha rilasciato una lunga intervista al suo creatore. In una delle ultime domande, incentrata sulla cancel culture e su quanto stia diventando un tema attuale – a tratti, da temere per gli showrunner – è stato chiesto a Gervais se l’irriverenza della serie avrebbe retto al politically correct dei nostri giorni. Gervais ha così risposto: “Oggi verrebbe cancellata. Qualcuno mi ha detto che prima o poi potrebbero cercare di rimuovere The Office, e io ho risposto: Bene, lo facciano! Sono già stato pagato!”. Salvo poi ritrattare su twitter nei giorni successivi, chiarendo come la serie sia tutt’ora popolarissima e quindi immune all’ondata di cancel culture spesso fomentata più dal pubblico che, ovviamente, dalle piattaforme di streaming e dalle emittenti televisive.

E quell’atteggiamento da laissez faire lasciatosi scappare a fine intervista, piuttosto atipico per uno come Gervais, sempre col coltello fra i denti? “Chiaramente era una battuta“: l’ennesima provocazione insomma, senza le quali in fondo Ricky Gervais non sarebbe l’intrattenitore amatissimo che tutti conosciamo. E che, a chiusa del ragionamento, si è lasciato scappare una certa dose di spacconeria (va detto) senz’altro calzante: “C’è questa strana voce, questa leggenda metropolitana secondo cui mi lamenterei dell’essere censurato o cancellato. Sono cavolate. Mi danno il final cut sulle piattaforme più grandi del mondo, ho più spettatori che mai e più biglietti venduti che mai. A volte mi dispiace quando alle persone non piace ciò che faccio, ma chi se ne frega?“. Potete stare tranquilli insomma: nessuna cancellazione in programma e nessun bisogno di correre al rewatch della serie che, comunque, non guasta mai.

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