The Mother, la recensione del film Netflix con Jennifer Lopez

The Mother è arrivato sul catalogo Netflix, segnando il ritorno di Jennifer Lopez sullo schermo e in un ruolo protagonista. La performer però si lascia alle spalle la carriera delle rom-com e non riesce a cavare un ragno dal buco in questa storia di maternità e ossa rotte. È il film, a uscirne con le ossa rotte.
recensione: l'action statico di Netflix che non coinvolge

The Mother è qui e non è proprio il caso di farla inca**are. Noi purtroppo, con questa recensione, rischiamo di farlo. Ma tant’è. Vuoi che di premesse che facessero ben sperare, ce n’erano poche. Alla regia Niki Caro: se il nome non vi dice niente, è la regista del remake live-action del Classico Disney Mulan, e già qui il biglietto da visita non è dei migliori. E poi questa Jennifer Lopez al massimo della sua forma se ci mettiamo a contare le trazioni, quello certo. Ma non di certo al massimo dello splendore attoria.

Lei è madre e donna, madre donna e guerriera, madre donna spia e rompiossa. Non toccatele la figlia, non vi perdonerà. Non toccatele il film. Certo, è chiaro che film del genere, se parliamo di premesse, non si diano tante arie già solo in partenza. Sono quello che sono: misto di action e dramma quel tanto che basta per intrattenere lo spettatore un tanto al chilo, un chilo a catalogo. Ma anche come film della sera, dopo una giornata di lavoro e con la sola voglia di staccare il cervello (più che lecito), potrebbe non funzionare.

The Mother po’ esse fero o po’ esse piuma

Madre (Jennifer Lopez), figura misteriosa di cui non ci viene mai rivelato il nome – magari fosse Aronosky! Ma come si è detto già, meglio volare bassi – è un ex soldato delle forze speciali dalle grandi abilità come cecchina. A un certo punto viene assoldata come mercenaria, diventa “una dei cattivi”, mafiosi e trafficanti della prima ora. Ma la maternità – ovvio, cos’altro sennò – sopraggiunge a cambiare tutto. Lei dà alla luce una bambina e in cambio della sua protezione di quest’ultima, dopo un attentato del suo ex amante e socio Adrian Lovell (Joseph Fiennes), accetta di vederla affidata a un’altra famiglia.

Prologo di The Mother, antefatto, senza fronzoli ma solo una bella scarica di proiettili. Buono così. E poi il la scusante, il “ci rivediamo fra vent’anni” se le cose si dovessero mettere male (e per farci un film, ovviamente si dovranno mettere male. Il patto con l’FBI, infatti, è chiaro: lei non interferirà con la vita della bambina, ma se in un qualunque momento si troverà in pericolo, sarà (ovviamente, sempre ovviamente) lei, la più indicata a proteggerla.

Gli anni passano e il momento ovviamente arriva. Madre nel frattempo si è ulteriormente indurita, forse si è preparata lungo tutti quei lunghi dodici anni a questo momento. Li ha passati in Alaska, al freddo e al gelo, alimentandosi a rancore e trazioni a meno venti. Ora la bambina è diventata quasi un’adolescente, si chiama Zoe e vive all’oscuro di tutto coi suoi nuovi genitori. All’oscuro del fatto che un altro ex socio della sua madre biologica – stavolta, un selvatico Gael Garcìa Bernal – ha intenzione di vendicarsi del personaggio della Lopez. E quindi si mette sulle tracce di Zoe. E quindi la madre di Zoe si mette sulle tracce di lui.

Jennifer Lopez tutta chiacchiere e distintivo

Un frame tratto da The Mother
Un frame tratto da The Mother

Ora che conoscete le premesse, veniamo ai proiettili e alla maternità, i due capisaldi narrativi intorno a cui The Mother vorrebbe – non riesce, soprattutto con la seconda – sviluppare il suo arco d’intrattenimento. È come se ci trovassimo di fronte un film bipartito. Da un lato abbiamo l’azione, i mercenari, i fucili ad alto potenziale, gli scagnozzi, i tagliagole. E Lopez che è più tagliagole di tutti quanti e si ritaglia un buon ruolo action, che dopo tanti anni e alla sua età (non così avanzata, ma son cose che si dicono) non era affatto scontato.

Il problema sono le ragioni che la muovono, quella parte di narrazione che dovrebbe farci empatizzare con lei, che dovrebbe farci tifare per la coppia di donne forti che non si incontrano da 12 lunghi anni, e che devono riscoprire il proprio rapporto. Il problema, è quel topos che tanto piace alle recenti versioni dell’action al femminile, che è il rapporto madre-figlia. E più ancora, il recupero di questo rapporto, tema portante del lato drammatico di The Mother. Ma in The Mother, appunto, si scioglie ben presto come neve fresca. 

Conclusioni su The Mother

Insomma, con questi film si sa: meglio quando le battute sono poche e concise e i proiettili tanti, che viceversa. Ce lo diceva un grande, in un grande film western, che forse scomoderemo per nulla: “Quando si spara si spara, non si parla”. E infatti tutte le parti di addestramento della piccola Zoe, che dovrebbero riavvicinarla alla madre, non funzionano a livello drammatico. Funzionano solo come quella passaggio ormai quasi obbligato di queste storie di preparazione alla battaglia e formazione dell’eroe in fasce.

Di questo film, ci sentiamo di concludere, attenderete soprattutto le scene di combattimento (che non saranno mai buone come quelle dell’ultimo John Wick, ma anche lì tentare anche solo il confronto sarebbe impietoso). Noi vi abbiamo dato la nostra, a voi scegliere se vedere The Mother su Netflix, oppure scegliere altro.

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