The Holdovers: cosa ha ispirato il film di Alexander Payne?

Il Cinema Ritrovato, come sappiamo regala parecchie occasioni allettanti. Quest'anno, tra gli incontri più interessanti del Festival bolognese, c'è stato sicuramente quello con il regista e sceneggiatore statunitense Alexander Payne, che ha rivelato al pubblico le origini del suo The Holdovers - Lezioni di vita.
Alexander Payne, ispirato da Henri Poupon nel film Vacanze in collegio e regista di Paul Giamatti nel film The Holdovers - Lezioni di vita

The Holdovers è uno dei film che più ci ha colpito nel corso dell’ultima stagione cinematografica. Commovente, brillantemente interpretato e pieno di stratificazioni semantiche, l’ultimo film di Alexander Payne è quello che si dice un “gioiellino”, termine utilizzabile senza il dubbio di cadere nell’esagerazione.

Ambientato nei primi anni Settanta, un periodo pieno di dubbi e contraddizioni per gli Stati Uniti nixoniani, il film, che abbiamo apprezzato moltissimo, racconta le particolari vacanze di un eterogeneo terzetto, un insegnante (Paul Giamatti), una cuoca (Da’Vine Joy Randolph, premiata con l’Oscar) e uno studente (Dominic Sessa), costretto dalle circostanze a rimanere alla Barton Academy durante il periodo natalizio. Un periodo di convivenza forzata che mette in luce differenze, affinità e storie di tre anime solitarie, ciascuna con le proprie difficoltà. Come dicevamo, un gioiellino.

A distanza di oltre sei mesi dall’uscita italiana (purtroppo, sciagura a noi!, non particolarmente fruttuosa al botteghino), una domanda continuava ad assillarci: com’è nato un film così personale e, allo stesso tempo, universale? Ispirazione dello sceneggiatore, David Hemingson, o frutto di altre esperienze? C’è sotto qualche precedente cinematografico? Ebbene, a farci venire a capo del bandolo della matassa ci ha pensato lo stesso regista del film, Alexander Payne, ospite dell’edizione in corso del Cinema Ritrovato.

Alexander Payne ospite a Bologna

I registi Alexander Payne e Wim Wenders, ospiti al Cinema Ritrovato 2024

Due volte premio Oscar per la migliore sceneggiatura adattata (per Sideways – In viaggio con Jack e Paradiso amaro), Alexander Payne è quello che si dice un autore a tutto tondo. Cinema con un’idea ben chiara, scrittura riconoscibile e grande attenzione per ogni aspetto delle sue “creature”.

Intervenuto in svariate occasioni nel corso di questa edizione del Cinema Ritrovato, presentando con Wim Wenders Sentieri selvaggi (di John Ford) e Paris, Texas (dello stesso Wenders) e in solitaria il suo (per l’appunto) The Holdovers – Lezioni di vita, Payne ha riservato l’ultimo appuntamento all’introduzione di quello che è stata la sua massima ispirazione nel plasmare il suo ultimo film: Vacanze in collegio (in originale, più efficacemente, semplicemente Merlusse) di Marcel Pagnol.

Payne, Pagnol e Merlusse al Cinema Ritrovato

Il cast del film Vacanze in collegio

“Sono rimasto sorpreso quando, conversando con alcuni tra i colleghi più cinefili e nerd, questi mi hanno detto di non aver mai visto Merlusse esordisce Payne, come di consueto in conversazione con il direttore della Cineteca di Bologna, Gian Luca Farinelli. “Penso che il cinema del passato sia fondamentale per plasmare il cinema contemporaneo. Fin dal mio primo film (come ammesso da Payne stesso, il semi-sconosciuto La storia di Ruth, donna americana), ho tratto ispirazione dal cinema del passato. In Ruth prendo ispirazione da L’asso nella manica di Wilder, in Election da Casinò, in Sideways un po’ dalla commedia all’italiana, in particolare da Monicelli, e un po’ da Hal Ashby”.

E per The Holdovers – Lezioni di vita? “Nel plasmare The Holdovers ho sostanzialmente fatto lo stesso. In questo caso ho preso Merlusse di Marcel Pagnol, la sua storia, e l’ho sviluppato diversamente. Da Pagnol ho preso tanto, ma, a mio avviso, la vera ispirazione del film è il cinema anni Settanta”. Come spesso succede però, non sempre le idee vanno subito in porto. Nel caso di Merlusse-Payne-Holdovers, serviva un ulteriore passaggio.

“Ho pensato a lungo se e come fare The Holdovers. Davvero per anni. La svolta decisiva è arrivata quando finalmente mi sono deciso ad affidare a David, che da ragazzo aveva frequentato una scuola simile a quella del film. Il tema dell’insegnamento è molto personale, quini viene naturale metterci tanto del proprio. Abbiamo quindi unito la sua esperienza con la mia in una scuola dei gesuiti, quella di Pagnol (mostrata in Merlusse) con il cinema degli anni Settanta, ed ecco The Holdovers“.

Gli anni Settanta e The Holdovers

Il regista Alexander Payne sul set di The Holdovers - Lezioni di vita in compagnia di Paul Giamatti e Da'Vine Joy Randolph

The Holdovers trae a piene mani dalla tradizione cinematografica degli anni Settanta. Non solo nel periodo (siamo tra il 1970 e il 1971, con la guerra in Vietnam ancora in pieno svolgimento), ma anche nell’iconografia e nelle scelte stilistiche. “Fin dall’inizio, l’idea era quella di fare un film esattamente come veniva fatto nei Settanta. Non ho pensato: “Okay, ora facciamo finta di girarlo in quel modo”, ma lo abbiamo girato in quel modo. I film di oggi sono un po’ troppo vignettistici, mentre noi volevamo qualcosa di più sincero. Un vero film a basso budget degli anni Settanta”.

“Per ricreare l’atmosfera ho tartassato i giovani protagonisti, e Dominic in particolare, di film realizzati nel periodo storico in cui è ambientato il film, da Una squillo per l’ispettore Klute a Il laureato, da Harold e Maude ad altri film si Ashby. Anche i segni che si vedono sullo schermo, che simulano l’usura della pellicola, sono una scelta calcolata per ripristinare la memoria di quegli anni, anche se in questo caso realizzati in post-produzione”.

Infine: Merlusse vs. The Holdovers al Cinema Ritrovato

Paul Giamatti in una scena del film The Holdovers - Lezioni di vita ed Henri Poupon in una scena del film Vacanze in collegio

Dopo l’introduzione di Payne, al Cinema Modernissimo si è poi tenuta la proiezione proprio di quel Vacanze in collegio/Merlusse che tanto ha influenzato la nascita di The Holdovers – Lezioni di vita. Film semi autobiografico del 1935, il film di Marcel Pagnol racconta le vacanze di Natale di un gruppo di ragazzi di varie età, costretti a rimanere in collegio a causa di varie ed eventuali vicissitudini familiari (da genitori assenti a impedimenti vari, fino a quello che viene lasciato lì dalla madre e dal nuovo marito… ), in compagnia di Monsieur Blanchard (aka. Merlusse, per il suo odore “di merluzzo”).

Nel corso del giorno passato insieme, raccontato con commovente semplicità, alunni e insegnante, imparano a conoscersi, ad apprezzarsi e, soprattutto, a superare i rispettivi pregiudizi. Il lieto fine poi, ha molto di un Canto di Natale moderno. “Apprezzo Pagnol ma non sono il suo fan numero uno. Non ho visto Vacanze in collegio dopo la conclusione di The Holdovers” conclude quindi il regista statunitense. Cosa che noi, invece, vi consigliamo di fare!

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