The Bikeriders, recensione: Austin Butler tra polvere e benzina

The Bikeriders è un ruggente viaggio nell'America degli anni '60, diretto da Jeff Nichols. Il film offre uno sguardo intimo su un'epoca disillusa e solitaria, dove le tribù motociclistiche riempiono il vuoto di una società frammentata. Basato sul libro foto-documentaristico di Danny Lyon, il film esplora l'ascesa ed il declino di un clan coeso.
Tom Hardy, Austin Butler e Jodie Comer nel poster del film The Bikeriders

The Bikeriders è un ruggente viaggio negli Stati Uniti degli anni 60. Diretta da Jeff Nichols, questa pellicola del 2024 offre uno sguardo intimo sulla società americana degli anni ‘60 e primi anni ‘70. Un’epoca disillusa e pregna di solitudine, che porta il popolo americano, privo di una guida che possa unire le persone sotto una stessa bandiera, a riunirsi in tribù. The Bikeriders prende a piene mani dal genere documentaristico, così come aveva già fatto Nomadland, per esplorare un decennio neo-western, dove le motociclette sostituiscono i cavalli e la legge è relegata ai margini della società. 

Jeff Nichols, regista ma anche sceneggiatore del film, ha basato il suo progetto sul libro foto-documentaristico di Danny Lyon. Questo approccio ha permesso di realizzare una pellicola dal grande impatto visivo, dove le immagini la fanno da padrona, tessendo insieme una storia di ascesa, violenza e declino. Il desiderio di formare un clan coeso diviene l’elemento cardine della vicenda di questi individui, riuniti dalla comune passione per le motociclette.

Il gruppo, che prende vita sotto il nome di Vandals, non rappresenta soltanto una banda di motociclisti, ma una vera e propria famiglia, una comunità che tenta di riempire il vuoto di un’America frammentata e disillusa. 

The Bikeriders: ritratto di un’epoca perduta

Foto dal set del film The Bikeriders

Alla guida dei Vandals c’è Johnny, interpretato da Tom Hardy, il cuore pulsante della comunità. Johnny ha fondato questa banda per dare un senso di appartenenza a chi, come lui, sentiva il bisogno di far parte di qualcosa di più grande. In quegli anni, la società americana era frammentata in bande e gruppi fuorilegge, ciascuno con i propri codici morali, alla ricerca di un posto in un mondo che rispetta solo chi è supportato da un gruppo e aggredisce chi è isolato. 

Emblematica è la scena iniziale del film, in cui Benny, interpretato da Austin Butler, viene aggredito da una banda rivale per il semplice fatto di essere stato sorpreso da solo, senza i suoi compagni a proteggerlo. Benny è il fulcro attorno al quale ruota gran parte della trama. La narrazione, costruita mediante flashback, segue le indagini documentaristiche di Danny Lyon, che cerca di comprendere la vita di questi individui attraverso il racconto di Kathy (Jodie Comer), la moglie di Benny. 

Kathy è una figura estranea, disorientata dalle regole, rituali e politiche di questo mondo. La sua vita personale è appena accennata: sappiamo solo che risiede in una tipica brownstone del Midwest con suo marito. Benny, un uomo che nasconde le sue emozioni per gran parte del film, potrebbe sembrare disinteressato ad un’analisi superficiale, ma in realtà è guidato da sentimenti profondi. Johnny, invece, è il motore del gruppo, il leader che spinge la banda avanti. Tuttavia, il peso della responsabilità lo porta a cercare di emulare Benny, vedendolo come un modello di distacco che lui stesso non riesce a raggiungere. 

Il rapporto tra Johnny e Benny è complesso: Johnny tenta di imitare l’apparente indifferenza di Benny, ma le sue azioni rivelano una natura diversa. Questa differenza mantiene il gruppo unito, ma sarà anche la causa della sua decadenza.

Un cast eccezionale per una narrazione visiva potente

Tom Hardy e Austin Butler in una scena del film The Bikeriders

Il vero cuore di The Bikeriders risiede nelle sue immagini potenti e nel suo cast stellare. Il film vanta la partecipazione di attori di grande rilevanza, oltre a Hardy e Butler, come Jodie Comer, Michael Shannon, Mike Faist, Norman Reedus e Boyd Holbrook. Le interpretazioni sono straordinarie, così come gli scenari mozzafiato. The Bikeriders vive di immagini potenti e di un sonoro immersivo, dove la narrazione visiva prevale su quella verbale, offrendo un ritratto autentico della società dell’epoca. Notevoli sono le interpretazioni di Tom Hardy e Austin Butler. 

Entrambi gli attori dimostrano un profondo lavoro di autoanalisi sui propri personaggi, rendendo ogni microespressione facciale significativa. Butler riesce perfettamente nell’arduo compito di infondere una serie di emozioni in un personaggio che tende a nasconderle, mantenendo un equilibrio sottile. Hardy è incredibilmente reale, emotivamente autentico, capace di dominare ogni scena in cui appare. Il suo personaggio dà l’impressione di avere sempre la situazione sotto controllo, anche quando non è realmente così.

Il momento di crisi per i Vandals arriva con la decisione di espandersi. Nuovi membri, provenienti da altre bande, si uniscono al gruppo, portando con sé un’aria di criminalità che minaccia di distruggere l’unità. Johnny, inizialmente riluttante, alla fine cede, permettendo l’ingresso di nuovi elementi che, figli della guerra del Vietnam, cambieranno per sempre la dinamica della banda. Questa espansione segna l’inizio della decadenza del gruppo, mettendo a rischio l’integrità e la coesione che Johnny aveva faticosamente costruito.

Per saperne di più sul finale del film, vi rimandiamo a questo nostro approfondimento.

Romanticismo e decadenza di uno stile di vita

Tom Hardy in una scena del film The Bikeriders

Il film è anche una riflessione romantica e decadente su uno stile di vita destinato a scomparire. Racconta gli ultimi momenti di una società che si sta spegnendo, dove i Vandals rappresentano gli ultimi difensori di un codice di vita che il resto del mondo ha abbandonato. È un film profondamente sentimentale, che riesce a trasmettere emozioni potenti senza essere melodrammatico. The Bikeriders non si limita a glorificare né a demonizzare i motociclisti, ma si sforza di catturare il loro spirito ribelle e l’atmosfera vintage che emerge dalle pagine del libro di Lyons. 

Nichols si propone di rappresentare la ribellione e il tumulto radicale delle bande, insieme al fascino retrò. Con protagonisti carismatici e un cast di personaggi memorabili, tra cui la mina vagante interpretata da Michael Shannon, il fidato Damon Herriman, e il dinamico duo Beau Knapp e Karl Glusman, il film riesce a centrare il suo obiettivo di fascino e autenticità.  Il regista comprende che vivere fuori dalle regole richiede una certa onestà e, mentre una nuova generazione abbraccia la libertà sfrenata, l’onore tra i ribelli si affievolisce. Le fotografie originali immortalavano un gesto ribelle di un’epoca passata.

Il film rende omaggio a un’era di coraggio e sfida. È un ritratto anonimo di un’epoca passata, un viaggio attraverso le vite di uomini e donne che hanno trovato una famiglia in un mondo che li aveva abbandonati. 

Cosa rimane dopo The Bikeriders

Poster del film The Bikeriders

Dopo la visione di The Bikeriders, permane la necessità di scoprire il nostro posto nel mondo, attraverso l’inseguimento delle nostre passioni e l’adesione ai nostri principi. Il sodalizio tra i personaggi interpretati da Butler e Hardy incarna una confraternita di fuorilegge, una sfida viva e pulsante alle convenzioni della società contemporanea. Forse, quel nichilismo che impregnava l’America degli anni ’60 e ’70 si è attenuato nel tempo. Tuttavia, alcuni dei valori sostenuti da quei cavalieri ribelli non dovrebbero svanire; al contrario.

Il film, pur non essendo impeccabile, con momenti in cui pare smarrire la sua rotta, talvolta indugiando nel semplice affresco di un’epoca storica e perdendosi il tema centrale e mancando di un climax definito, offre comunque una narrazione di grande densità. Nonostante queste sbavature, The Bikeriders rimane una pellicola imperdibile. Con una regia che si destreggia abilmente tra la ruvidezza delle strade polverose e l’intimità dei volti segnati dal tempo e dalle scelte, il film si fa portavoce di una generazione perduta, ma oggi non dimenticata. 

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