Suite francese: una storia vera ha ispirato il film?

Suite francese è la trasposizione cinematografica dell'omonimo romanzo di Irène Némirovsky. Il film ha conquistato il pubblico soprattutto grazi all'interpretazione struggente dei protagonisti. Ambientata nella Francia occupata dai nazisti, una storia d'amore si dipana nel contesto freddo della Seconda Guerra. Ma sarà tutto vero o è mera immaginazione della scrittrice?
Matthias Schoenaerts e Michelle Williams in una scena del film Suite Francese

Stasera, Venerdì 27 ottobre 2023 andrà in onda alle 20.55 su Tv2000 (Canale 28) Suite francese il film diretto da Saul Dibb (La Duchessa) ispirato direttamente all’omonimo racconto di Irène Némirovsky, uno dei romanzi più amati di sempre di sempre.

Il film del 2014 girato tra il Belgio e la Francia, che hanno creato la perfetta cornice bucolica in cui sviluppare la storia, ha conquistato con fatica l’ampio pubblico nonostante le toccanti interpretazioni dei protagonisti Michelle Williams, che interpreta una biondissima e complessa Lucille Angellier, e Matthias Schoenaerts, l’attore belga che da corpo all’affascinante tenente tedesco Bruno von Falk.

A suo favore si è espressa la critica che ne ha lodato la ricostruzione storica e la profondità dei suoi personaggi. La cornice, infatti, è quella della Seconda Guerra Mondiale, in particolare degli anni del collaborazionismo, che è stata ricostruita alla perfezione. Certo, non rientrerà nella nostra classifica dei miglior film di guerra del XXI secolo, molti dei quali ambientati in occupazioni naziste: ma è comunque un grande spaccato di quella fetta di orrore di Seconda Guerra Mondiale.

All’interno della freddezza e delle atrocità del conflitto c’è uno spaccato emotivo, quello di una struggente storia d’amore che sboccia in mezzo a mille difficoltà: c’è un’opposizione politica, lei francese lui tedesco, ed una scissione interiore che angoscia Lucille che non vuole tradire il marito partito per combattere ma nemmeno i suoi sentimenti per il generale Bruno.

Ma quanto è il vero e quanta la finzione?

La scrittrice del romanzo nasce a Kiev da famiglia ebrea, dettaglio che la costringe a fuggire con il sopraggiungere delle leggi razziali. Durante l’esilio da vita all’opera che sarà poi uno dei più apprezzati di sempre. L’idea iniziale era molto più ambiziosa e comprendeva ben 5 parti, ma solo due riuscirono a vedere la luce: Tempesta in giugno Dolce, da cui è poi stato tratto il film. C’è del romantico anche nella vita della scrittrice stessa: il racconto rimase chiuso all’interno di una valigia, custodita dalla figlia Denise e fu pubblicato postumo nel 2004, a più di sessant’anni dalla sua stesura.

Il contesto quindi in cui si snocciola la storia è sicuramente vero e corrisponde alla realtà vissuta dalla Némirovsky. L’Olocausto infatti l’ha coinvolta a pieno: la scrittrice venne arrestata e deportata e l’ambizione di una collezione di romanzi fu stroncata per sempre. Morì poi nel campo di concentramento di Auschwitz, che proprio di recente è stato oggetto di un film tanto feroce quanto gelido come The Zone of Interest, che abbiamo recensito pochi giorni fa dalla Festa del Cinema di Roma.

La storia d’amore, invece, è parte inventata. Risulta essere una sorta di linea guida per raccontare del fenomeno delle cosiddette spose di guerra e della loro unione con soldati dell’esercito invasore. Non c’è prova quindi che l’intreccio raccontato nel film sia basato su una vera storia di fondo, il il romanzo e quindi anche il film risultano di pura fantasia.

Suite francese non perde però il suo fascino. Rimane uno struggente ma delicatissimo ritratto di una Francia che ha perso la sua identità a causa dell’invasore ma che che è in grado di fare da sfondo, nonostante la fatica della sopravvivenza ed il dolore, a storie sempre appassionanti e piene di cuore.

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